29
luglio , 2010
giovedì

CataniaPolitica

Il quotidiano online di Catania


ATENEO DI CATANIA, INTERVISTA AL PRESIDENTE DI AU DARIO MOSCATO

di Fulvio Mammana- Abbiamo intervistato Dario Moscato, presidente di Alleanza Universitaria, su importanti temi riguardanti l’Università  quali via Androne, la situazione a Lettere e Lingue e le prossime elezioni universitarie.

 

 

Dario vorrei iniziare questa  intervista da un tema scottante come la situazione dell’aula studio di via Androne. Cosa ne pensi?

 

Ci sono davvero poche parole per commentare una situazione così triste. La cittadella universitaria di via Androne per anni è stato luogo di confronto e studio per l’intero Ateneo, la sua chiusura rappresenta un grave danno per tutta l’Università. Vorrei ricordare che tanto abbiamo fatto negli anni per renderla sempre più vivibile. Ad esempio quando ero consigliere di amministrazione del nostro Ateneo nell’anno 2007/08 e la mia Associazione gestiva la cittadella universitaria di via Androne, abbiamo fatto in modo che venissero effettuati una serie di interventi straordinari come l’ultimazione dell’impianto di riscaldamento, la sistemazione degli stalli per i motorini e la  sistemazione dei bagni, senza bisogno di dovere chiudere  lo stabile e riscontrando un’immediata risposta dall’amministrazione centrale con l’allora Direttore Amministrativo Dott. Portoghese e con l’intero staff dell’ufficio tecnico dell’Università. Mi auguro che la situazione si ripristini al più presto.

 

 

Pensi che Arcadia non si sia dimostrata all’altezza nel compito di gestire la citata aula studio?

 

No, non posso dire questo. So che molti ragazzi di Arcadia studiavano sempre lì, quindi proprio loro dovrebbero essere maggiormente motivati da questa vicenda. Non so se sia cambiato qualcosa nelle modalità di gestione precedenti all’attuale, ma spero che presto si possa trovare una soluzione definitiva al problema e che tutti gli studenti possano al più presto usufruire pienamente dell’Aula studio.

 

 

 Parlando di politica universitaria, come commenteresti la situazione di Lettere e Lingue, dove alcuni parti di una certa area politica hanno a disposizione aule gratuitamente all’interno dell’università?

 

Non essendo inscritto in nessuna delle due Facoltà, non so nello specifico cosa sia accaduto o che criteri di valutazione siano stati scelti. Ne tanto meno conosco nello specifico le modalità di assegnazione degli spazi delle Facoltà in questione, previste dai rispettivi regolamenti interni, ma per esperienza non credo sia possibile assegnare gratuitamente aule universitarie a qualsiasi ente o ai partiti politici. Modalità diversa dovrebbe essere seguita per gli spazi richiesti dalle Associazioni universitarie, e so per certo che in alcune Facoltà è proprio così.  A mio avviso sarebbe opportuno che fossero gli stessi studenti a coinvolgere la politica, anche in dibattiti che riguardino il mondo accademico in tutti i suoi aspetti. Credo comunque, che se fosse vero tutto ciò, ci si troverebbe di fronte ad un episodio gravissimo. E’ lodevole promuovere il dibattito politico all’Università, soprattutto da parte degli studenti, ma allo stesso tempo è sbagliato politicizzarla o promuovere partiti all’interno dell’Università stessa.

 

 

Sempre rimanendo a Lingue, parliamo del giornale online della facoltà StepOne. Non ti sembra troppo politicizzato?

 

Conosco la testata StepOne, a volte mi è capitato di notare che alcuni argomenti trattati tendessero verso determinati ambienti politici, cosa che di tanto in tanto ho notato in alcune discussioni dei forum lì presenti. Mi viene però difficile asserire che un articolo che tratti un determinato argomento venga scelto o bloccato a causa di motivazioni politiche. Spero che ciò non sia mai accaduto e che non accadrà mai. Esiste una redazione affinché simili situazioni non si verifichino, senza dimenticare il ruolo di garante che dovrebbe svolgere la Facoltà.

 

 

Parlando ancora di temi politici, ti è sembrato corretto che alcuni professori hanno tenuto le sezioni d’esami davanti il centro popolare Experia, per protesta al suo sgombero?

 

Certamente no. Mi è sembrato un abuso di esercizio quello commesso da quei docenti che per protesta o solidarietà hanno obbligato i loro studenti a tenere gli esami davanti l’ex centro Experia. Ciascun professore ha diritto ad avere un proprio orientamento politico ma ciò sul posto di lavoro deve rimanere personale e se lo si vuole manifestare non deve certamente essere imposto agli studenti, obbligando loro a fare esami o lezioni in ambienti esterni alle aule del nostro Ateneo.  E’ grave che le istituzioni  competenti non siano intervenuti in maniera decisa su questa vicenda. Bisogna che l’Università prenda una posizione forte su tali episodi, per evitare che una cosa simile possa accadere nuovamente.

 

 

Infine concludiamo questa intervista con una domanda riguardante le prossime elezioni universitarie. Pensi che voi di Alleanza Universitaria vi riconfermerete prima lista come le precedenti elezioni?

 

Abbiamo lavorato molto in questi due anni e sono tanti i risultati ottenuti a favore degli studenti. Penso che i ragazzi sapranno riconoscere il lavoro svolto da noi all’interno dell’Università. Penso e spero che in queste prossime elezioni riusciremo ad ottenere un ottimo risultato, a testimonianza di quanto fatto negli anni precedenti.

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