LA SCUOLA ITALIANA E LE REGOLE
di Francesco Piazza- Continuiamo a parlare di scuola, un mondo assai complesso ma importante per lo sviluppo armonico del cittadino del domani, un uomo in grado di leggere, scrivere, far di conto, conoscere la storia e la geografia, conoscere l’informatica e soprattutto saper utilizzare una seconda lingua come l’inglese o lo spagnolo. Non mi soffermerò sull’aspetto didattico, visto che a torto o ragione più o meno tutti nella loro carriera scolastica riescono ad acquisire la conoscenza base delle discipline, ma proporrò un aspetta assai più importante : LE REGOLE. I nostri figli purtroppo non conoscono le regole base del vivere civile, vi sembrerà un affermazione un po’ troppo forte forse ma credetemi è così.
Molti allievi arrivano a scuola completamente all’oscuro della basi fondamentali delle regole: rispettare il proprio turno di parola , rispettare la fila, rispettare l’autorità dell’insegnante e del personale della scuola. Molti richiamati al rispetto ed invitati alla riflessione sul loro comportamento ,non riescono a comprendere dove hanno sbagliato perché non hanno proprio metabolizzato la regole di base. Tutto ciò provoca un naturale rallentamento dell’attività didattica in quanto i docenti sono costretti a dedicare alcune ore alla riflessione collettiva sulle regole, che credetemi risulta di difficile comprensione.
Su questa grave mancanza di educazione sono state interpellate le famiglie, le quali nella maggior parte dei casi non hanno assolutamente fornito ai loro figli una spiegazione sull’effettivo modo di comportarsi fuori dall’ambiente casa e a scuola. Non a caso, trasmissioni come SOS TATA o incontri a tema con psicologi e comportamentisti riscuotono un gran successo perché le famiglie sono incuriosite dal corretto modo di mettere in pratica l’educazione ma sono ancora impreparate.
Un aspetto importante che viene tralasciato è appunto l’educazione e il rispetto delle regole. Una delle cause purtroppo è il poco dialogo tra genitori e figli: questi ultimi per problemi lavorativi trascorrono molto tempo dai nonni che li accompagnano a scuola e da li all’uscita li portano a fare sport. In serata quando i figli rientrano a casa stanchi della giornata, mangiano e vanno a letto senza neanche aver scambiato una parola con i genitori. In questo contesto i figli parlano poco con i genitori, trascorrono molte ore a scuola e non hanno più tempo per parlare con i genitori, raccontare la loro giornata, esprimere le proprie emozioni, essere seguiti nei compiti , ecc. La scuola, non può sostituire la famiglia impartendo le regole; le regole led eve dare la famiglia e non si può chiedere ai docenti di sostituirsi ai genitori per l’educazione dei figli.
Intendiamoci, esistono ancora famiglie legate ai vecchi schemi, che hanno bene in mente la cura dei propri figli sia dal pounto di vista educativo che didattico, ma esistono famiglie che non hanno in mente cosa sia l’educazione e le regole. Credetemi, con tutto quello che si vede e si sente in giro, sforziamoci tutti di fare la nostra parte: la famiglia dedicando più tempo ai figli e imparando ad ascoltare i bisogni dei propri figli ed impartendo le regole; i docenti cercando di ricordare le regole di vita scolastica ai propri allievi e sollecitandoli allo studio; infine operatori ASL, psicologi ed Enti locali trattando le principali tematiche di educazionedei figli. Facendo così di sicuro non risolveremo il problema, ma avremo trovato una strada da percorrere insieme, del resto c’e’ di mezzo l’interesse per le future classi dirigenti.


