“TO BE OR NOT TO BE”: IL PADRE DELLA LINGUA INGLESE E’ DI MESSINA?
Di Fiammetta Pessoa- E se William Sheakespeare fosse italiano o peggio ancora siciliano? Si, proprio così. Qui si parla della possibilità che il campione della lingua inglese, l’orgoglio della cultura britannica, sia stato in realtà un meridionale “mangia spaghetti”. Questo spiegherebbe la continua ambientazione di opere in Italia, con dovizia di particolari difficilmente conoscibili da chi sarebbe nato e morto a Stradford. La tesi non è nuovissima. Già nell’ aprile 2009 il prestigiosissimo TIME rilanciò quest’ipotesi. Che a sua volta si poggiava sul alcuni studi condotti in alcuni college britannici e sul saggio di Martino Iuvara, settantunenne docente di letteratura italiana in pensione presso l’università di Palermo, Shakespeare era italiano.
Secondo il professore nato a Ustica, Sheakspeare sarebbe nato a Messina e il vero nome sarebbe stato quello di Michelangelo Florio Crollalanza. Figlio di Giovanni Florio, medico, e Guglielma Crollalanza, nobildonna siciliana. Entrambi calvinisti. A causa delle loro idee, l’inquisizione era sulle loro tracce. Per questo la famiglia dovette fuggire a Treviso, non lontano da Venezia, dove comprarono “Casa Otello” costruita da un mercenario veneziano chiamato appunto Otello. Il quale, secondo la leggenda locale, anni prima, aveva ucciso, per la sua eccessiva gelosia, la propria consorte. Che coincidenza! Michelangelo ha studiato a Venezia, Padova e Mantova ed ha viaggiato in Danimarca, in Grecia, in Spagna e Austria. Divenne amico di Giordano Bruno, filosofo bruciato sul rogo per eresia a campo dei fiori a Roma nel 1600. Bruno -secondo Iuvara- aveva forti collegamenti con William Herbert, Conte di Pembroke e con il Conte di Southampton.
Nel 1588, all’ età di 24 anni, Michelangelo si recò in Inghilterra sotto la loro protezione. Sua madre, la Signora Crollalanza, aveva un cugino inglese a Stratford, che prese il ragazzo in casa propria. Il ramo di Stratford aveva già tradotto il proprio cognome come Shakespeare ed aveva avuto un figlio chiamato William, che era morto prematuramente. Michelangelo, dice il professore, ha semplicemente preso questo nome per se stesso, diventando il celeberrimo William Shakespeare.
É proprio nel nome che dobbiamo intravedere un ulteriore fonte d’indizio. Analizziamo il cognome, tradotto letteralmente: shake è “sbattere”, “smuovere” o meglio “scrollare”; speare è “lancia”: Scrollalanza, appunto. Il nome scelto può essere quello del cugino inglese morto prematuramente, questa è un ipotesi. Ma il nostro può aver adottato quello della madre Guglielma, rivisto al maschile. Un ulteriore conferma delle origini.
Che dire poi dell’opera Molto Rumore per nulla, ambientata proprio a Messina. Che a sua volta riprende l’opera dialettale Tantu trafficu ppi nenti. È possibile che Sheakspear l’abbia vista in opera proprio a Messina quando lui era ancora Michelangelo Florio Crollalanza? Beh, se fosse questa la verità, i siciliani e gli italiani tutti ne avrebbero da gioire. Sarebbe l’ulteriore prova che la pregiudiziale anti-italiana degli inglesi, non nasconde altro che un malcelato complesso d’inferiorità.
Per approfondimenti:
MARTINO IUVARA. Shakespeare era italiano, Saggio, Ispica (RG), 2002 – € 13,00.


