CAGLIARI-CATANIA: OCCASIONE SPRECATA!
di Aldo Grasso- È inutile girarci intorno cercando chissà quale giustificazione. Oggi pomeriggio il Catania ha sprecato un’occasione gigantesca per aumentare ulteriormente il vantaggio nei confronti della zona critica della classifica visto le concomitanti sconfitte di Livorno e Lazio ed il pareggio a reti bianche tra Atalanta ed Udinese. Si doveva e si poteva vincere e per farlo sarebbe servita un po’ di cattiveria in più, così come ha sentenziato mister Mihajlovic nelle interviste post-partita, utile a dare il colpo di grazia ad un Cagliari sempre arrancante nei confronti degli etnei e, per di più, condannato da uno scadentissimo signor Pierpaoli a 30’ di inferiorità numerica. “In dieci si gioca meglio che in undici”! Parola di tale Nils Liedholm che, quanto a calcio, merita tappeti rossi stesi in ogni dove. E per non smentire tale sentenza il Cagliari ha dimostrato appieno che l’inferiorità numerica nel calcio non è mai sinonimo di sconfitta così come, dall’altra parte, il Catania ha dimostrato che avere un uomo in più in campo non serve a nulla se non ci metti grinta, rabbia e cinismo quanto basta per far pesare tale vantaggio.
In un freddo e ventoso pomeriggio di fine inverno sardi e siciliani danno vita a 90’ ben giocati ed a tratti spettacolari. Pronti via ed il Catania si fa subito pericoloso con una delle ormai consuete serpentine di Llama che, comunque, non produce niente di più che un brivido sulla schiena dei tifosi locali. Tra il minuto 7 ed il minuto 9 il primo “fattaccio” targato Pierpaoli: Llama interviene sul pallone senza riuscire ad evitare lo scontro con Biondini: impatto tremendo e Llama che resta dolorante a terra beccandosi pure un assurdo giallo. L’esterno argentino è costretto ad abbandonare in barella il terreno di gioco su cui si affaccia Martinez proprio quando Lazzari uccella Andujar con una sassata di inaudita potenza dai 25 metri che gonfia la rete etnea.
Un paio di mesi fa un episodio simile avrebbe condannato il Catania ad un pomeriggio di totale agonia. Oggi no. Oggi è tutta un’altra storia e ci vuole poco a dimostrarlo. Il Catania comincia a macinare gioco e spettacolo riuscendo a mettere alle corde i padroni di casa che per tutto il primo tempo diventano spettatori non paganti dello show rosso-azzurro. A legittimare la superiorità etnea arrivano puntuali le marcature di Mascara su rigore e della “Galina” Maxi Lopez a conclusione di un’azione da manuale del calcio. Sul 2 a 1 per il Catania si torna negli spogliatoi tra i mugugni dei tifosi locali e la gioia irrefrenabile dei pochi tifosi etnei presenti.
Al ritorno in campo stessi effettivi per entrambe le compagini e partita che riprende sulla falsa riga della prima frazione. Il Catania a comandare il gioco ed il Cagliari incapace di reagire. Quando si è giunti al 57’ Allegri capisce che l’unica ancora di salvezza si chiama Andrea Cossu. Detto fatto. Entra il gioiellino di casa ed è tutto un altro Cagliari che, in ogni caso, è costretto a difendersi strenuamente dalle continue folate di un Catania mai domo che al 69° si trova in superiorità numerica grazie all’assurda espulsione commissionata ad un esterrefatto Canini. Eppure, come dicevamo prima, da questo momento in poi per il Cagliari diventa tutto più facile. Il Catania gioca, crea, colpisce una clamorosa traversa con Izco, ma si divora il possibile e l’impossibile e quando sbagli troppo prima o poi vieni punito… e la punizione per il Catania arriva puntuale come un orologio svizzero e porta la firma, quasi scontata, di Cossu che ristabilisce la parità ed in pratica fa finire qui la partita.
I minuti che restano non dicono più niente se non che, come l’anno scorso, per il Cagliari ancora i tempi non sono abbastanza maturi per guardare all’Europa mentre il Catania aggiunge un punto fondamentale tra lei ed il Livorno terz’ultimo mandando un altro segnale forte alle dirette concorrenti: se siamo lì è sì per colpa nostra e per certi errori di inizio stagione ma non siamo una squadra che merita di dovere lottare e soffrire. Parliamoci chiaramente senza essere troppo tifosi: il Catania ha dei giocatori e delle qualità tecniche che meriterebbero ben altra classifica e che nessun’altra compagine della zona bassa della classifica possiede eccezion fatta per uno o due elementi di Udinese e Lazio.
Ora restano 11 giornate e 33 punti a disposizione. I risultati delle ultime tre giornate di campionato hanno fatto sì che la quota-salvezza si sia abbassata notevolmente. 35-36 punti potrebbero bastare. Ciò significa che al Catania mancano circa 7-8 punti. Non è utopistico pensare che se ne potrebbero conquistare anche di più magari iniziando proprio da venerdì sera, giorno di Catania-Inter… del piccolo Catania tutto cuore e grinta contro la corazzata nero-azzurra tutta soldi e “palazzo”. Sulla carta è una sfida improba… sulla carta… sul campo? Chi lo sa’! Una cosa è certa. Venerdì sarà una notte speciale dove un “Massimino” stracolmo all’inverosimile farà la sua parte accanto ai propri beniamini che, a distanza di quasi mezzo secolo, cercheranno di far riecheggiare quel “Clamoroso al Cibali!” di “ciottiana” memoria. NON PER FAMA MA PER FEDE, FORZA CATANIA!!!
PAGELLE:
ANDUJAR s.v.: Inoperoso per 90’ minuti l’unico modo per sporcarsi i guanti lo trova piegandosi per raccogliere gli unici due palloni che Lazzari prima e Cossu poi scagliano contro la sua porta… ma non ha colpa alcuna. VACANZIERO!
POTENZA 5,5: Chiamato a sostituire Alvarez, Alessandro ci mette tutto quello che ha dimostrando, però, che giocando poco non sempre si riesce a stare lucidi e le scorribande di Agostini nella ripresa ne sono dimostrazione. SPAESATO!
SILVESTRE 6,5: Sciorina una prestazione quasi impeccabile costringendo Nenè a girare al largo. Paga l’unico calo di concentrazione in occasione del contropiede cagliaritano che porta al pareggio di Cossu. COLONNA!
TERLIZZI 7,5: Matri è un brutto cliente. Cristian mette da subito le cose in chiaro facendo capire all’attaccante rosso-blu che oggi non ce n’è per nessuno. Altra prestazione mostruosa dopo Catania-Bari. Con lui il tasso qualitativo del reparto arretrato aumenta a dismisura ma che sia il miglior difensore in rosa non è una novità. RITROVATO!
CAPUANO 5,5: Ciro o non Ciro, questo è il dilemma! Chi è il vero Capuano? Quello che l’anno scorso faceva sfaceli macinando chilometri su chilometri lungo la fascia di competenza e regalando cross a iosa oppure è quello stordito, spesso annaspante che vediamo quasi ogni domenica ad eccezione di rari casi sporadici? Anche oggi in ambasce contro Biondini che, specie nella seconda frazione, fa ciò che vuole contro il terzino etneo. AMLETO!
BIAGIANTI 7: Regista, interno sinistro, intenditore, mettilo dove vuoi, chiedigli tutto e con Marco stai tranquillo. Mihajlovic lo sa, la società pure ed anche noi. Da due anni su standard elevatissimi, l’ulteriore salto di qualità compiuto dall’avvento del mister serbo lo ha messo sotto i riflettori di diversi esperti di mercato e dirigenti societari. Anche oggi dimostra di aver raggiunto quella maturità utile per immaginare un futuro radioso. Con il Catania? Finchè Lo Monaco vorrà! PATRIMONIO!
IZCO 8: E’ la novità più piacevole in tutto l’ambiente rosso-azzurro. Anche oggi tira fuori una prestazione monumentale. Ha qualità che andavano scoperte e sfruttate a dovere. Il 4-3-3 targato Mihajlovic è cucito su misura per lui e lui non fa mancare mai il giusto “portamento”. MODELLO!
RICCHIUTI 7: Altra piacevole invenzione della “tigre” serba. Acquistato in estate come “tappabuchi” in attesa di Barrientos, fatica con Atzori a trovare spazio. Sinisa vede in lui quel “metronomo” tutta tecnica e cervello che non può avere nell’eterno infortunato Ledesma. BREVETTO!
MARTINEZ 6,5: Inizialmente in panchina dopo le fatiche con la Nazionale, viene gettato nella mischia dopo neanche 10’ causa l’infortunio di Llama. “Malaka” si fa trovare pronto e gioca su suoi consueti standard. Serpentine ubriacanti, scambi rapidi, progressioni asfissianti, rifiniture deliziose… Ha il merito di procurarsi il rigore e condizionare la partita di Canini facendolo ammonire. Come la RAI: di tutto di più! AUTOMA!
MASCARA 7: Dite tutto quello che volete ma con Mascara è tutta un’altra storia. Glaciale in occasione del rigore, la magia che da il “la” all’azione del momentaneo 2 a 1 è una di quelle giocate che da sola vale il prezzo del biglietto, una di quelle cose che fanno bene a questo sport. Oltre questo la partita di Peppe è uno spettacolo nello spettacolo. Lo trovi ovunque e comunque, in qualsiasi istante, in ogni porzione di campo. Cala alla distanza ma si tratta pur sempre di un uomo con tutti i suoi limiti ma con un cuore infinito e due piedi magici! MAGO MERLINO!
MAXI LOPEZ 7: Costretto a sgomitare contro Canini ed Astori riesce comunque a tenere impegnata la retroguardia cagliaritana. Alla prima occasione non perdona. Sfrutta il geniale invito di Ricchiuti e con la tipica freddezza dei bomber di razza mette a sedere Marchetti e la butta dentro per il temporaneo 2 a 1. La “Galina de Oro” covava questo gol dal giorno di Lazio-Catania. Ottimo biglietto da visita in vista del big-match di venerdì sera! CECCHINO!
MIHAJLOVIC 8: Il giudizio và oltre Cagliari-Catania. È un premio all’ottimo lavoro sin qui svolto. Anche oggi riesce ad imprimere alla squadra quella grinta necessaria per non crollare dopo l’iniziale svantaggio. I cambi effettuati sono un chiaro segnale che la partita si può vincere. Se poi c’è una traversa in più a dire di no questa non è una colpa additabile al mister serbo! CONDOTTIERO!
LLAMA s.v.: La partita dell’esterno argentino dura solo sette minuti. Lo scontro con Biondini, il ginocchio che si gira e la smorfia di dolore sul volto del giocatore etneo fanno temere il peggio. Speriamo che non sia nulla di grave. In bocca al lupo Cristian! GATTO NERO!
DEL VECCHIO 6: Di stima o di incoraggiamento… fate voi! Entra per dare maggior peso al centrocampo ed il peso c’è. Ma c’è anche una lentezza tipica di chi non calca il terreno di gioco da diversi mesi. Da rivedere. PACHIDERMA!
MORIMOTO s.v.: Mihajlovic gli chiede di attaccare gli spazi sfruttando la sua proverbiale rapidità negli ultimi 16 metri. Il problema è che Takayuky entra in una fase della partita in cui il Cagliari è tutto riverso a roccaforte della propria area di rigore motivo per cui di spazi utili dove infilarsi non se ne trovano neanche pagandoli. RITENTA, SARAI PIU’ FORTUNATO!


