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CHI SI FERMA E’ PERDUTO!

Pubblicato il 27 - febbraio - 2010

CHI SI FERMA E’ PERDUTO!

di Aldo Grasso. Catania-Bari, una delle tante finali da giocare e, possibilmente, da vincere. Reduci da due pareggi interni consecutivi contro due dirette concorrenti per la salvezza – Udinese ed Atalanta – gli etnei rendono ospitalità ai galletti pugliesi sempre più in profonda crisi ma proprio per questo per nulla affidabili né, tantomeno, da sottovalutare. Anzi. Tutto il contrario. Il Bari, nonostante l’ultimo periodo per nulla esaltante resta una squadra temibile non tanto per i nomi per nulla altisonanti che ha in rosa ma per un’organizzazione di gioco tale da far sì che sia considerata da tutti indistintamente come la compagine che esprime il miglior calcio insieme al Cagliari. Per la serie: l’abito non fa il monaco! Il Catania arriva a questo ennesimo appuntamento fondamentale da non fallire con la voglia e la convinzione di chi sa di trovarsi ad un bivio tanto importante quanto i precedenti ma, ad oggi, più decisivo degli altri. Perché? Perché dopo la sconfitta di Roma di sei giorni fa se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno ci si accorge che tutte le ultime otto in classifica hanno perso tranne il Siena che ha strappato un punto al Napoli e ciò significa che, con una giornata in meno da giocare, nulla è cambiato se non la quota salvezza che si abbassa di qualche punticino. Vedendo il bicchiere mezzo vuoto ci si rende conto che, contro una Roma per nulla trascendentale, si sarebbe potuto osare qualcosa in più e magari riuscire a compiere un’altra impresa storica dopo quella di due settimane prima contro la Lazio che avrebbe consentito al Catania di compiere un notevole salto in avanti in classifica mettendosi dietro altre tre squadre e comunque allungando a +4 il vantaggio dalla terz’ultima. Morale? Che, così come la pensiamo noi la pensano tutte le altre che restano invischiate nella zona calda: “mal comune mezzo gaudio”.

 

 

Oggi pomeriggio bisogna riprendere la corsa. Niente alibi. Chi si ferma è perduto. Oggi qualsiasi rimpianto, qualsiasi “se” ed ogni “ma”, qualsiasi tipo di calcolo “calciofilo-scientifico” va tralasciato. Oggi l’imperativo è quello di ogni settimana: vincere. Per farlo, come ogni settimana chiediamo, il Catania deve fare il Catania. L’occasione è notevole. Tre punti in più in classifica consentirebbero di passare una domenica in assoluto relax guardando con relativo interesse ciò che succede in giro per l’Italia negli altri campi su cui sono impegnato le avversarie dirette dei rosso-azzurri… e non sono campi per nulla facili: l’Atalanta rende visita ad un Milan che ormai ha preso la scia ai cugini, il Livorno ospita il Siena che ha l’ultima concreta occasione per rientrare in gioco, la Lazio attende una Fiorentina arrabbiatissima dopo quello che è successo mercoledì sera nel recupero contro i rosso-neri meneghini, il Bologna è impegnato in quel di Genoa contro il “Grifone” che sogna e cerca l’Europa ed infine l’Udinese che attende l’Inter galvanizzata dopo il prezioso successo nell’andata degli ottavi di finale di Champions League ottenuto contro il Chelsea. Tutte partite ostiche così come lo saranno da qui fino alla fine un po’ per tutte però sapere che ci potrebbe un Catania con tre punti in più ed un Bari che potrebbe venire risucchiato sicuramente metterebbe un po’ in ansia le “sorelle d’avventura”. Il Catania, è ovvio, non deve pensare altro che a se stesso e lasciare agli altri ogni dubbio, ogni pensiero, ogni perplessità… purché il proprio dovere venga assolto in tutto e per tutto.

 

 

Mancherà il capitano, Peppe Mascara, appiedato dal giudice sportivo dopo l’ammonizione conseguita in Roma-Catania. Al suo posto Mihajlovic rilancia dal primo minuto l’ormai recuperato “Malaka” Martinez che agirà nel tridente offensivo insieme a Llama e Maxi Lopez che ha il compito di scardinare l’arcigna e compatta retroguardia pugliese. La mediana, salvo sorprese e/o defezioni dell’ultimo istante, dovrebbe essere quella solita con il “Vichingo” Carboni davanti la difesa, Biagianti sul centro-sinistra e Ricchiuti dal versante opposto a cui sono affidate le chiavi della regia etnea. La difesa è la solita con Alvarez, Silvestre, Spolli e Capuano davanti ad Andujar. L’unico dubbio da sciogliere è inerente all’utilizzo di Silvestre o, se non fosse al 100%, di Terlizzi. A Mihajlovic l’ardua sentenza. Oltre gli undici “Elefanti” titolari, i sette che si accomoderanno in panchina insieme a mister Sinisa, il suo secondo Marcolin e gli altri dello staff etneo ci saranno anche quasi 20000 tifosi che riempiranno il “Massimino” in ogni ordine di posto grazie anche alla politica dei prezzi popolari che, recepita alla grande con l’Atalanta, è stata riproposta dalla società che sa quanto importante se non fondamentale sia il sostegno dei tifosi in momenti delicati come questi. Il Catania chiama e Catania risponde: SIAMO SEMPRE CON VOI, NON VI LASCEREMO MAI! NON PER FAMA MA PER FEDE, FORZA CATANIA!!!

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