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SULLA GIUSTIZIA PERO’ ZERO IPOCRISIE

Pubblicato il 11 - marzo - 2010

SULLA GIUSTIZIA PERO’ ZERO IPOCRISIE

di Fernando M. Adonia- L’espressione legge “ad-personam” è sbagliata. È contraddittoria, insensata. Ogni legge, nel momento in cui diviene dello Stato, appartiene a tutti. È usufruibile da tutti, al di là delle appartenenze politiche, di sesso e religione. Almeno, fino a quando non viene abrogata. Ciò non significa che l’attuale esecutivo, con perizia da sarti, non abbia sfornato provvedimenti ad uso e consumo del Premier. Ipocrisia non dirlo. E ipocrita sarebbe accusare lui stesso di ipocrisia. Scusate il gioco. Perché sin dall’inizio del suo ultimo mandato ha espresso più volte la volontà di non trascorrere la legislatura nelle aule dei tribunali. Sopratutto in quello di Milano.

 

 Su questo bisogna essere chiari. Saltando l’immunità parlamentare, il contrappeso voluto dai padri costituenti affinché il politico e il giudiziario siano indipendenti tra loro si è deflagrato. Il tutto a favore della Magistratura. Non riconoscerlo è miopia. Bene, questo problema esiste. Per porre rimedio bisogna che si faccia un passo indietro al ‘93. Reintrodurre l’immunità parlamentare. Che non sia però impunità, sia chiaro. Questo è l’unico mezzo per fermare Silvio e il suo pretoriano Alfano, l’unico mezzo per dissuaderli dal produrre nuove leggi, nuovo materiale cartaceo. Anche perché, se posta nei giusti termini la faccenda può ridursi a solo fatto ecologico.

 

 Basta slogan. L’ultimo governo Prodi è caduto per mano della magistratura. Come si può averlo dimenticato. Nessuno è coperto. Questa è una faccenda politica nel senso più ampio. Cioè: non di parte. Il legittimo impedimento, finita l’era berlusconista, non sarà più a suo appannaggio. Ma servirà lo stesso. Così come tutti gli altri impedimenti ad-personam. Riformiamo dunque l’intero assetto giustizia. Ritorniamo alla spirito della carta costituzionale originale. Mettiamo da parte gli ardori di un opposizione giustizialista e autoreferenziale. Che si appella alla costituzione, ma che invoca con zelo l’empechement contro il Presidente della Repubblica, senza accorgersi però che egli agisce in adesione alla legge.

 

Una cosa è certa. Quando chi oggi critica certi provvedimenti domani ne avrà bisogno -fidatevi- domani resterà in silenzio. Sicuro. Quel che è peggio però è che troveremo Emilio Fede a invocare le virtù profetiche di Silvio Berlusconi dalle frequenze di qualche canale libero sul digitale terrestre. Salviamo il futuro.

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2 Commenti

  1. Iachino scrive:

    L’unica cosa che mi trova d’accordo di quello che ho letto è il nome dell’autore di questo articolo, che non mi sento di smentire. Tutto il resto mi ha suscitato non poche perplessità. Andiamo con ordine,
    La natura di legge “ad personam” non nasce certo dall’essere rivolta ad un unico soggetto. E’ fin troppo ovvio. La legge per definizione è applicabile a tutti i cittadini o a categorie di cittadini, oggi il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, domani Pinco Pallino. Le leggi in materia di giustizia dell’attuale Governo, al contrario, oltre ad essere obrobriose dal punto di vista giuridico, diventano “ad personam” nel momento in cui nascono dall’esigenza di soddisfare, non bisogni generali ed astratti di tutti i cittadini o di categorie di cittadini, come si legge in qualsiasi libro di diritto, ma personali ed esclusivi di una persona. In sostanza, se non ci fosse stato Berlusconi in Italia, mai a nessuno sarebbe venuto in mente di approvare il Lodo Alfano, la legge sul legittimo impedimento, la legge sul falso in bilancio, la legge sulle rogatorie internazionali, etc. etc. E non le rende accettabili o necessarie neanche il fatto che domani saranno applicabili a qualcun altro.
    Circa l’immunità parlamentare, mi permetto di ricordare a chi scrive che i Padri Costituenti recepirono gli articoli dello Statuto Albertino sul punto, perchè la magistratura dell’epoca era la stessa del ventennio fascista e vi era fondato timore, allora si, che si potesse fare un uso politico della giustizia. Oggi, al contrario, immaginare che ci siano mandrie di giudici che, a partire dal primo grado di giudizio per finire agli alti scranni della Corte di Cassazione, abbiano l’intento di perseguire il politico X o Y, può essere un pensiero degno solo di un film di fantascienza.
    Non bisogna dimenticare poi che l’immunità fu abolita nel ‘93 a furor di popolo e che il suo ripristino presupporrebbe un’attenta analisi, non delle esigenze di Berlusconi o dei suoi sudditi, ma della reazione dell’opinione pubblica, che da sempre la percepisce come un odioso privilegio.
    Così come non va dimenticato che, mentre l’istituto dell’autorizzazione a procedere consentiva alla Camera di appartenenza del parlamentare di valutare esclusivamente se vi fosse un fumus persecutionis da parte della magistratura, nella prassi il Parlamento si arrogava il diritto di sindacare anche la fondatezza dell’accusa, negandola sistematicamente.
    La legge sul legittimo impedimento è, da ultimo, uno strumento che è stato costruito da questo Governo come una immunità, perchè ha la forma di un istituto di diritto processuale penale, ma lo stesso identico contenuto del Lodo Alfano, già bocciato dai giudici comunisti della Consulta. E’ una legge partorita da menti diaboliche, palesemente incostituzionale, arrogante e fuori dalle logiche del processo penale. Immaginare che il Presidente del Consiglio non abbia un giorno per entrare in un aula di Tribunale è ridicolo. Per impedire che questo avvenga ci vuole una modifica della Costituzione: fortunatamente, dunque, una procedura particolare e delle maggioranze qualificate. Pensare di aggirare continuamente le une e le altre cambiando nome alle varie leggi ordinarie è manifestazione di arroganza istituzionale.
    Infine, il Governo Prodi non è caduto per mano della magistratura. Il Governo Prodi è caduto per il venir meno dell’appoggio dell’Udeur di Mastella che, disse di dimettersi a seguito dell’inchieste della magistratura, ma in realtà fece un favore a Berlusconi, che lo candidò al Parlamento Europeo qualche mese dopo. Questa è storia sotto gli occhi di tutti,

    Commentato il 11 marzo, 2010 alle 12:05

  2. AMMPUP scrive:

    Per quanto riguarda il mio personalissimo punto di vista, non nego di trovarmi d’accordo con l’utente Iachino che non con il giornalista. Tuttavia, quando parliamo di leggi “ad-personam” siamo sicuri che siano davvero leggi per Berlusconi? Siamo sicuri che sia l’unico a pensarla così in Italia? A me pare che siano in molti ad essere delusi dalla giustizia, soprattutto per le lunghezza dei procedimenti e per alcuni atteggiamenti che non sono proprio costituzionali. Non neghiamo che la verità è molto più complessa: la magistratura italiana è politicizzata, e lo è anche molto. Quindi non credo che sia solo Silvio l’unico a pensarla in questo modo. Molti lo sentono come un problema. Altrimenti, non si spiega come mai, nonostante il problema giustizia sia l’unico tasto toccato dal governo in questi due anni, la gente non abbiamo abbandonato in massa il Centrodestra. Sono tutti ladri, mafiosi, gentaglia? Ammettiamo che non è così. Silvio non è un santo, e si fa le leggi per sé. Ma quelle leggi sono sostenute da un’opinione pubblica assai vasta, che ha anche le sue buone ragioni.

    Commentato il 13 marzo, 2010 alle 17:43

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