ARS: SI AL PIANO CASA
di Dario La Rosa- Ieri sera seduta dell’Ars per discutere del piano casa, una riunione, quella di sala d’Ercole infuocata, e ricca di momenti di tensione, ma alla fine il tanto discusso piano casa del governo Lombardo è stato approvato dall’assemblea, ed ora bisogna aspettare Martedì per il voto finale. Il provvedimento, prevede la possibilità di ampliare le abitazioni fino al 20% del loro volume, gli interventi potranno interessare solo edifici mono e bifamiliari, o uffici. Tutti gli immobili totalmente o parzialmente abusivi, anche se sanati rimangono esclusi dal provvedimento. Se invece, l’immobile viene demolito e poi ricostruito, l’ampliamento è previsto fino al 35%, ma solo se vengono utilizzate energie rinnovabili e tecniche di costruzione di bioedilizia. Prevista anche la possibilità di realizzare parcheggi sotterranei in aree destinate a verde pubblico, ma se si provvede contemporaneamente anche alla sistemazione del verde nell’area in superficie.
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Non appena la legge sarà varata definitivamente, i comuni avranno 120 giorni di tempo per limitare o escludere interventi in determinate zone del territorio, fatto questo le istanze potranno essere presentate entro 24 mesi. Il disegno di legge quindi è stato approvato, ma come dicevamo non sono mancati i momenti di tensione in aula, infatti, prima si è assistito ad uno scambio di battute tra il deputato del Pd Faraone e quello Pdl Mancuso, per ampliare la legge anche alle attività industriali. Contrari a questa proposta oltre al Pdl, anche l’Udc, e Faraone non ha esitato ad accusare i seguaci del premier di essere illiberali. Allora Mancuso gli replica di essere lui e tutto il Pd una stampella del governo Lombardo. Contro il disegno di legge anche il deputato dell’Mpa De Luca, che si associa alle proteste dei colleghi del Pdl e dell’Udc.
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Ma cosa ha fatto scattare queste proteste? Sembra che il casus belli sia stato un emendamento presentato dal governo, che prevedeva di includere tra i beneficiari della legge anche gli edifici costruiti in zone inedificabili. A questo punto arriva un’altra protesta del Pdl e dell’Udc che lasciano l’aula. Sembrerebbe che l’abbandono d’aula sia servito a convincere il governatore a ritirare l’emendamento, già definito scandaloso dal presidente dell’Ars Cascio. Soddisfazioni, arrivano per il varo del piano casa dagli esponenti della corrente di Miccichè. Inoltre secondo gli esponenti del Pdl Sicilia, nella seduta di ieri sera sono stati smascherati tutti coloro che invece di lavorare per dare ai siciliani una legge importante, stanno lavorando per far sfaldare la maggioranza. Secondo l’Udc, invece, non c’è coesione tra Lombardo e il Pdl Sicilia, tanto che il Presidente della Regione è tornato indietro, ritirando l’emendamento proposto.


