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PROROGATO IL SALVA-PRECARI. SERVIRA’?

Pubblicato il 3 - marzo - 2010

PROROGATO IL SALVA-PRECARI. SERVIRA’?

di Francesco Piazza – Come più volte preannunciato nei nostri articoli sulla scuola , già da qualche settimana sono state prorogate le norme dei decreti salva-precari della scuola.

Per farla breve, per tutti gli insegnanti che ancora una volta nel prossimo anno scolastico si ritroveranno senza una cattedra, varranno attuate le stesse norme valide per quest’anno ovvero in caso di inoccupazione gli verrà versato il 60% circa del proprio trattamento economico fino ad un massimo di 8 mesi ; saranno previste graduatorie prioirtarie per coloro i quali l’anno precedente hanno ottenuto un incarico e nel nuovo anno si ritroveranno senza posto di lavoro; ancora una volta, avranno priorità nelle chiamate per supplenze brevi e saltuarie e se ciò non bastasse in collaborazione con la Regioni potranno essere coinvolti in progetti nelle scuole.

In tutto ciò , verrà comunque riconosciuto ai precari il punteggio spettante nelle graduatorie permanenti ovvero i 12 punti.

Beh che dire, un piano perfetto che prevede una copertura finanziaria a coloro i quali malauguratamente si ritrovino senza lavoro.

Abbiamo voluto indagare sull’effettiva valenza del salva precari cercando di intervistare alcuni giovani che nel bene o nel male hanno beneficiato del salva precari.

Dalle nostre interviste, viene fuori che i docenti della scuola primaria del nord e del centro hanno tranquillamente lavorato sui posti vacanti presenti, magari i meno fortunati hanno cambiato scuola, ma tutto sommato hanno lavorato: Discorso diverso per medie e superiori; lì purtroppo gli effetti dei tagli sono stati realmente pesanti e i più bassi in graduatoria hanno atteso fino a febbraio per ottenere un piccolo monte ore e qualche supplenza saltuaria che si rinnova da periodo a periodo che non darà nessuna certezza fino al termine dell’anno scolastico.

Intanto di positivo si registrano ingenti stanziamenti per la ristrutturazione delle scuole statale nazionali che versano in condizioni pietose e non hanno gli standard di sicurezza previsti dalle normatve in materia.

La domanda sorge spontanea: A cosa serve avere delle scuole modello se poi si risparmia sui docenti? Cosa ce ne facciamo di una scuola completamente ristrutturata se non la riempiamo con il sapere? Che futuro alal scuola pubblica?

Tutti interrogativi che non trovano risposta e che non sono contemplati nel salva-precari; l’importante è “salvaguardare “ i precari garantendo loro qualcosa che giustifichi la mannaia dei tagli che ha aumentato il numero dei disoccupati.

Vi chiederete come mai quest’articolo rispetto agli altri sia più scarno e povero, semplice perché le notizie che ci giungono sulla scuola sono sempre maggiormente frammentari.

Ad oggi, non sappiamo quali saranno i contingenti di immessi in ruolo e quanti pensionamenti verranno rimpinguati; sappiamo solo che con le precedenti riforme pensionistiche, gli insegnanti andranno in pensione sempre più tardi e tra riforme e riduzioni per i precari ci saranno sempre meno posti e meno possibilità di lavoro.

Beh possiamo solo augurarci che il governo stia preparando un piano congruo (tipo Moratti) che preveda un importante azione di immissione in ruolo nei prossimi anni, ma in attesa di buone nuove, non ci resta che preparaci ad un periodo di “passione” che ci vedrà protagonisti di un nuovo anno di precariato.

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1 Commento

  1. Maurizio scrive:

    La Signora Gelmini ha partorito un aborto di riforma…

    Commentato il 23 marzo, 2010 alle 15:26

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