LA FRANA CANCELLA SAN FRATELLO: 2MILA SFOLLATI
Duemila evacuati e il paese di San Fratello non esiste più. Cancellato dalla frana. La cui onda lunga si è abbattuta anche su altri paesi vicini: Sant’Angelo di Brolo, Raccuja e Tusa, dove sono scattate ordinanze di sgombero per le case “a rischio”.
Ma l’epicentro di questo disastro resta San Fratello: il paese scivola verso il mare, così come la gente in fuga. La maggior parte dei 1.500 residenti ormai senza casa sta infatti cercando rifugio nelle zone marinare di Acquedolci, un tempo frazione di San Fratello, o a Sant’Agata di Militello. Le strade sono invase da fuoristrada, motoape, auto cariche di masserizie. Sembra una scena di guerra: la fuga dopo il bombardamento. Coinvolta quasi metà dei circa 4 mila abitanti, tra le persone raggiunte dall’ordinanze di sgombero e chi abbandona il paese a scopo precauzionale. Non ci sono fortunatamente feriti. Il Presidente Lombardo si trova nei luoghi interessati dal cataclisma, dove ha affermato che “abbiamo un’idea precisa della situazione di San Fratello anche se il quadro è in evoluzione. Dobbiamo mettere insieme tutti i dati degli altri comuni dei Nebrodi per chiedere che il Consiglio dei ministri emani un’ordinanza di protezione civile che consenta di intervenire più agilmente”.
“Il fenomeno è di dimensioni inimmaginabili, tanto è esteso il fronte della frana. Le crepe si stanno allargando e sarebbe pericoloso rimanere nella zona ritenuta a rischio. Bisognerà assicurare le case a chi ne ha bisogno e la nostra priorità sarà trovare le risorse necessarie per la ricostruzione. Adesso è presto per dire cosa bisogna fare, occorre attendere che la situazione si stabilizzi, ma quello che è necessario fare sarà fatto”.


