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L’ON FIORENZA LASCIA IL PD, GLI REPLICA SPATARO

Pubblicato il 8 - febbraio - 2010

L’ON FIORENZA LASCIA IL PD, GLI REPLICA SPATARO

Riceviamo e pubblichiamo dall’Onorevole regionale Dino Fiorenza: “Lascio il Partito Democratico per andare al Gruppo Misto. E’ una decisione sofferta ma inevitabile, motivata da fatti di natura politica. Il PD, agli occhi della gente non è mai nato. Nonostante gli sforzi di molti di noi, questo non è il partito per cui si sono sciolti i Ds e la Margherita. Il tentativo di un’integrazione che potesse rappresentare la sintesi tra i due partiti non si è avverata. Sono stati gli ex margheritini a subire un’egemonia culturale con la conseguente acquisizione di alcuni valori e comportamenti di provenienza Ds, mentre quest’ultimi non hanno minimamente tentato di assorbire valori ed ideali provenienti da una grande tradizione cattolica popolare come quella rappresentata dalla Margherita.

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Quella che ha prevalso invece, è stata la forza dei numeri piuttosto che la forza dei valori. Come conseguenza il partito ha subìto uno spostamento a sinistra che non può essere da noi ulteriormente condivisa, considerato soprattutto che tale posizione non era nelle premesse. Così come non era nelle premesse che il Pd approdasse nel socialismo europeo: ma siamo finiti lì. In effetti l’idea di un PD, unico riferimento del centro sinistra era appassionante, 18 mesi dopo invece ci si trova a riproporre la formula delle alleanze già sperimentata da Prodi, pretendendo nello stesso tempo di coinvolgere altri partiti in avventure elettorali. Ma se si ritorna al modello Ulivo, continuo a chiedere a me stesso, perché si è sciolta la Margherita?

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Ed ancora, le primarie (modello di partecipazione politica nuova che andrebbe regolamentato) sono diventate occasioni per dare sfogo alle divisioni interne e spesso vissute come un intralcio per le strategie di alcuni dirigenti; a Bari così come a Catania. La scelta di canditati estranei al nostro territorio durante le ultime elezioni politiche hanno dimostrato non solo disinteresse ma anche disprezzo totale verso la classe dirigente locale giovane ed appassionata. Ed ancora, il partito in Sicilia in questi ultimi mesi ha mancato di chiarezza e di coraggio. Non è stato in grado di capire la grande opportunità politica che si stava presentando in un momento di grave crisi del centrodestra. Il risultato politico di una mancata presa di posizione chiara, è il disorientamento totale da parte della base del partito. Sarebbe dovuto intervenire Bersani sin dall’inizio della vicenda, e dettare i punti che avrebbero dovuto rappresentare il decollo delle riforme e la ripresa economica della Sicilia. Nel quadro diviso di un centro destra ormai sfaldato, il PD con una leadership regionale debole, non ha saputo cogliere il momento cruciale.

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La struttura “pesante” del partito ha imposto un rallentamento se non addirittura un impoverimento del ruolo che lo stesso PD avrebbe potuto avere nel determinare il cambiamento delle sorti della Regione. La crisi avrebbe dovuto trovare un partito e una leadership più attenta alla volontà espressa dal gruppo parlamentare all’ARS, piuttosto che reagire con un approccio conflittuale utile solo ad alcuni e peraltro rivelatasi fallimentare. Le responsabilità vanno attribuite in egual misura sia agli uomini sia alla struttura  del partito.

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Sono infatti convinto che i partiti tradizionali sono ormai troppo lenti nelle elaborazioni delle strategie, hanno troppe dinamiche interne che quasi sempre sono appannaggio del mantenimento delle proprie posizioni personali e quasi mai indirizzate verso rinnovamento e crescita. Nella  società contemporanea che ha bisogno di decisioni  veloci, non possono essere gli eventi a dettare tempi e regole alla politica, piuttosto deve avvenire il contrario. Dovere interrompere un percorso all’interno del partito con una persona seria come la senatrice Anna Finocchiaro, che meritatamente ricopre un ruolo di grande prestigio nazionale, mi amareggia molto, così come mi dispiace per altri stimati colleghi del Pd, ma a Catania si respira altra aria. Si è ancora lontani da un processo che vede unificate le diverse componenti del partito.

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Sono in tanti a non sentirsi coinvolti. In provincia il partito è gestito in modo manicheo, non si sollecitano energie nuove, spesso le idee degli altri non trovano cittadinanza, ed è ancora peggio quando la politica non diventa solo esercizio di intelligenza e capacità propositiva, ma altro scadendo anche nella volgarità. Io stesso sin dalla mia elezione a deputato regionale, ho avuto una certa difficoltà di integrazione.

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Nonostante la vecchia dirigenza del partito abbia occupato tutti i posti gestionali i risultati sono sotto gli occhi di tutti: alle provinciali il Pd  ha raggiunto il 12 % e a Catania 8,5 per cento. Eppure Roma continua a premiare i responsabili di queste sconfitte, si continua ad ignorare lo scollamento che esiste tra la classe dirigente del Pd catanese e gli elettori. Ho chiesto che venissero affidati ad altri gli incarichi di segretario provinciale e cittadino, convinto  che non mancassero le risorse tra i tanti dirigenti. Si preferisce invece continuare verso un immobilismo caratterizzato dallo status quo. Come se qualcuno, coscientemente e consapevolmente non volesse far crescere questo partito.

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Qualsiasi tentativo di innovazione politica è vissuta come una minaccia alle posizioni acquisite. Il limite delle due legislature è valido solo per alcuni, mentre per altri la norma non va applicata, sembrano le norme scritte sul muro ne “La fattoria degli animali” di George Orwell.  Si ha una classe dirigente che si riproduce, ma non nel senso marxista o èlitista, ma nel senso di un’autoriproduzione dei dominanti attraverso lo strumento dell’autorefenzialità.

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Comunque non voglio polemizzare, io sono stato tra i fondatori del partito democratico al quale ho concesso tensione ideale, e con la sensibilità che è tipica della mia cultura politica, ho prediletto l’interesse verso temi quali la sanità, l’ambiente, la scuola, il mondo del lavoro, della cultura e dei servizi; e a questi intendo continuare a dare attenzione, concretamente non trascurando la lotta alla mafia, ma io scelgo di farlo altrove. Quello che si attraversa, è un momento di grande confusione ed è necessario avviare una fase di riflessione. Per questo ho deciso di aderire al Gruppo Misto all’ARS, in attesa di approdare in un partito dove possono trovare accoglienza i valori in cui credo e portarli avanti con senso di responsabilità verso i miei elettori e la Sicilia.

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LA REPLICA:

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Luca Spataro (Pd): Oggi abbiamo parlato di crisi economica e occupazionale in provincia di Catania. Abbiamo denunciato l’assoluta inadeguatezza del governo regionale e nazionale rispetto a questa grave crisi economica. Abbiamo incontrato i lavoratori della SAT da mesi senza lavoro e i lavoratori di Ratioconsulta, a cui è stato comunicata improvvisamente la cessazione delle attività. Abbiamo denunciato e fatto proposte.

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Abbiamo chiesto interventi sulle singole questioni, come la proroga degli ammortizzatori sociali per i lavoratori SAT, ma più in generale spiegato le proposte del PD siciliano per reagire alla crisi: dalla legge sul credito d’imposta per gli investimenti, al disegno di legge del pd in assemblea regionale sul credito d’imposta per l’occupazione e le ZFU. Abbiamo detto che nei prossimi anni la Sicilia avrà a sua disposizione oltre 18 miliardi di euro, tra fondi strutturali, FAS, Fondo sociale Europeo e PSR, e che queste risorse dovranno essere spese per creare sviluppo produttivo e non il solito assistenzialismo. In questa logica abbiamo proposto le misure che citavo sopra, come il credito d’imposta per investimenti e occupazione, ZFU, la razionalizzazione delle società partecipate dalla regione con lo scopo di mettere fine agli sprechi e alle clientele.

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Abbiamo proposto interventi immediati per rispondere alle difficoltà che sta creando la crisi, come il finanziamento dei cantieri di lavoro per gli enti locali e gli ammortizzatori sociali per l’agricoltura. Abbiamo proposto l’implementazione delle risorse per il credito agevolato. Abbiamo parlato, ascoltato, incontrato lavoratori, ascoltato storie di persone “in carne e ossa” che l’inadeguatezza di questo governo sta lasciando da sole. Da sole nell’affrontare la crisi. Soli come tanti imprenditori seri che a differenza dei tanti “sciacalli” che usano risorse pubbliche per poi lasciare in abbandono totale i lavoratori e le relative famiglie alle prime difficoltà, provano a superare la crisi senza avere risposte e aiuto dalle istituzioni.

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Abbiamo provato a fare quello che un partito progressista, di sinistra, che ha tra suoi valori fondativi la lotta all’ingiustizia sociale dovrebbe fare.Valori che ci provengono dalle nostre tradizioni, l’umanesimo cristiano e socialista e che dobbiamo provare a far rivivere nel nuovo millennio. Stare accanto ai protagonisti della vita reale: le persone. Ascoltare preoccupazioni, inquietudini e difficoltà, provando ad elaborare risposte concrete.

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Oggi abbiamo fatto questo, lo abbiamo fatto insieme. Io, il segretario regionale Giuseppe Lupo, i nostri parlamentari, i nostri segretari di circolo e consiglieri comunali che vivono le realtà delle imprese in difficoltà.

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Mentre noi facevamo questo, un parlamentare regionale eletto nelle liste del partito democratico, comunicava a mezzo stampa che lasciava il Partito. Lo faceva con belle parole, come si fa in questi casi, citando i motivi nobili e ideali che stavano dietro la scelta, accusando tutto il partito delle inadempienze più disparate, omettendo, però, di dire che lui a quel partito non aveva sentito l’obbligo neanche di iscriversi. Quando chiunque decide di abbandonare una comunità politica è ovvio che ciò provochi dispiacere. Mi dispiace, prima di ogni cosa, come segretario provinciale del Pd che l’On. Fiorenza non sia riuscito a sentire suo questo partito, a sentire quel senso di appartenenza che ormai la politica ha smarrito, una politica in cui ormai è diventato facile come nel calcio passare da un club ad un altro.

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La differenza è che nel calcio tutti noi subito ne cogliamo la ragioni: è uno sport, sono professionisti, cercano il contratto migliore. Per me la politica appartiene ad un altra sfera, quella delle convinzioni intime, profonde, di senso. Non dico che io non possa cambiare idea o che qualcuno non possa farlo, ma sin qui mi risulta inconcepibile il cambio di partito. Se io decido di stare in una comunità politica, ci sto dentro,e se ci sto è perchè credo nei suoi valori,e infine se non funziona come vorrei, mi sforzo a contribuire perchè funzioni meglio, ma capisco, però, che per chi si appresta a cambiare il 3 partito in meno di 10 anni, queste possano sembrare solo stupidaggini.

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So che noi continueremo a lavorare così come abbiamo fatto oggi, avendo la cura e l’attenzione di far sentire a casa loro anche i tanti che hanno sostenuto in competizioni elettorali l’On. Fiorenza e che oggi non condividono questa scelta. Insieme a queste persone e a tante altre che hanno voglia di una politica nuova, in cui la collocazione personale, sta un passo indietro al bene comune, dimostreremo che questo progetto , il progetto del partito democratico, è lo spazio in cui tanti uomini e tante donne di diversa provenienza o nuovi alla politica possono contribuire a fare migliori le nostre città, il nostro territorio, la nostra Sicilia e l’Italia.

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3 Commenti

  1. pit-bull scrive:

    Ci sono voluti tre mesi per dire che andra’ nel Mpa ma si sapeva già, ma che racconti fiorenza lo sapeva tutta catania.

    Commentato il 8 febbraio, 2010 alle 15:15

  2. Antonio Cassone scrive:

    Complimenti onorevole lei dimostra sempre di essere una persona con l’alto senso della politica e dei valori. Il pd ha perso una grande risorsa per sue colpe.

    Commentato il 8 febbraio, 2010 alle 18:47

  3. ciccio scrive:

    sono indifferente alla fuoriuscita dell’on. Fiorenza dal PD.
    Credo che il fatto sia stato motivato dall’insipienza, dalla nullità politica, dalla inesistente capacità totale di una segreteria politica personificata in prima persona dallo zero assoluto dell’amico Luca Spataro.

    Commentato il 8 febbraio, 2010 alle 23:02

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