W SANT’AGATA: IL GIRO ESTERNO
di Daniela Monaco- Mentre scriviamo Sant’Agata si trova in Piazza Stesicoro e S. E. Mons. Gristina, Arcivescovo della città, parla della crisi che ha colpito Catania. Il fercolo d’argento rinascimentale è foderato di velluto rosso colore del martirio, ma anche colore regale. È circondato e trainato dai devoti mediante lunghi cordoni. Ci spiega un devoto il signor Nunzio Scammacca che la vara non ha motore e che tutte le manovre avvengono manualmente ecco uno dei motivi che rallentano il cammino della vara fra le vie cittadine. Il fercolo domani sarà preceduto dalla “Candelore”, sono 11, e la più “giovane” appartiene al circolo agatino. Ci spiega il signor Scammacca che esse sono differenti per ciò che rappresentano, ogni associazione ha delle caratteristiche che fanno della “cannalora” un pezzo di tradizione unica.
Proseguendo con la processione, non si può non notare l’economia che ruota intorno alla Santa, la gastronomia catanese partecipa attivamente alla festa con le tradizionali “olivette di Sant’Agata”. Vuole la leggenda che quando i soldati romani stavano per catturare la Agata, Ella si fermò per allacciarsi un calzare e vide sorgere di fronte a se un alberello di olivo che la nascose dai soldati sfamandola. Il percorso continuerà come previsto passando per i luoghi del martirio, Sant’Agata alla fornace, Sant’Agata al carcere, in particolare con la “Salita dei cappuccini” ci si rende conto di come i devoti amino la propria “Aituzza”. La vara arriva nella Chiesa di Sant’Agata la Vetere con la conseguente messa.
La Processione riprenderà dopo le 18:00 completando il giro (fra le vie Plebiscito, Vittorio Emanuele, Piazza Risorgimento, Aurora, Palermo, Piazza Palestro, Garibaldi, Plebiscito, Duemet,) e rientrando in piazza Duomo. Man mano che il tempo trascorre ed il buio oscura la città, si fanno sempre vive le fiamme delle candele portate dai devoti, mentre la cera liquida cola sull’asfalto lasciano lunghe scie che segnano il passaggio della Santa. “Le promesse d’un sogno radioso, Vince il fuoco e del ciel armonioso L’innamora l’eterno splendor”.
foto di Salvatore Condorelli


