INGEGNERI: AMMODERNARE LA LEGGE URBANISTICA SICILIANA
Lo strumento della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) può bastare a far fronte alla “fragilità” dal territorio siciliano, dimostrata dagli ultimi drammatici fatti di cronaca nel messinese? Una domanda che oggi – venerdì 5 marzo, al Monastero dei Benedettini di Catania – ha trovato una risposta unanime da parte della categoria degli ingegneri, i cui massimi rappresentanti nazionali si sono riuniti in occasione della due giorni del Convegno “Strumenti legislativi e tecnici per la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) dei piani urbanistici”. Un plauso alla manifestazione è arrivato dal messaggio inviato dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha patrocinato l’evento: «Non si deve più costruire senza tenere conto delle ragioni della terra e dei conti che la natura prima o poi chiede di pagare quando viene deturpata. Per queste ragioni si deve voltare pagina, predisponendo fondi e piani ad hoc, e puntando, soprattutto, a una programmazione mirata e rigorosa e un coordinamento serio e responsabile tra gli organismi coinvolti».
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«La Vas ha una valenza fondamentale se inserita all’interno di un quadro normativo completo. La Sicilia ha una legge urbanistica risalente al 1978, che dunque va ammodernata e integrata con le nuove linee guida per rispondere adeguatamente alle urgenti esigenze in fatto di sostenibilità». È quanto affermato da Carmelo Maria Grasso, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, che ha organizzato il convegno in collaborazione con la Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia, con la sezione catanese del Centro Nazionale Studi Urbanistici, e con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università di Catania, diretto da Paolo La Greca.
«Il governo regionale – ha affermato il deputato Ars Giuseppe Arena, componente della quarta commissione legislativa territorio e ambiente – farà tesoro dei suggerimenti concreti emersi da questo convegno per portare avanti l’azione di riforma e svecchiare le legge desueta del ‘78. In questo senso saremo in costante sinergia con l’Ordine degli Ingegneri di Catania». Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli è intervenuto sottolineando «la doppia importanza di questa iniziativa per la città: da un lato la possibilità di un confronto fra i tecnici e le realtà locali; dall’altro l’attualità della tematica nel momento in cui il Comune etneo sposa la proposta degli ingegneri e degli architetti di anticipare le modifiche al regolamento edilizio di Catania, dove piano urbanistico e impatto ambientale non possono prescindere l’uno dall’altro».
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Le volontà dei professionisti hanno trovato massima espressione nell’intervento del presidente del Consiglio nazionale Ingegneri Giovanni Rolando: «Comprendere come l’azione dell’uomo modifichi gradualmente le forze della natura, che poi esplodono nella loro gravità, è un atto dovuto. Per questa ragione questo momento di confronto tra noi professionisti, ma anche con le istituzioni e i politici, intende interpretare e dettare le regole per affrontare queste problematiche in maniera preventiva».
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«La Sicilia ha bisogno di una legge risolutiva in materia – ha continuato il presidente della Consulta regionale Gaetano Fede – il respiro nazionale di questo convegno ci dà l’opportunità di cogliere spunti dagli esempi virtuosi di altre regioni che hanno applicato al meglio la Vas in uno strumento normativo più ampio».
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In seguito ha inaugurato le sessioni tematiche il presidente del Centro Nazionale Studi Urbanistici Dionisio Vianello. Il convegno, realizzato in collaborazione con l’Università di Catania – era presente tra gli altri il prorettore Maria Luisa Carnazza – è stato patrocinato inoltre dalla Provincia regionale di Catania – grazie alla volontà del presidente Giuseppe Castiglione – e dal Comune etneo.
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I lavori proseguiranno e si concluderanno domani con la tavola rotonda dal significativo titolo “Per una valutazione meno retorica e più efficace”.


