LA SICILIA CROLLA SU SE’ STESSA
di Fernando Massimo Adonia- Chiesa strapiena per il funerale di Marianna e Chiara, le due sorelline di 14 e 13 morte a Favara a causa del crollo di una palazzina a Favara (AG). La partecipazione è stata tanta. I Carabinieri sono stati costretti a chiudere i cancelli. Tanta la commozione. In prima fila c’erano i genitori, con il volto ancora segnato dalle ferite della tragedia. Era presente in chiesa pure una ghirlanda inviata dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano.
Nell’omelia, il Parroco –in sostituzione del vescovo assente per protesta contro le autorità civili- ha detto a chiare lettere: «A chi ha il potere chiediamo di guardare in basso, a chi nel popolo fa una fatica incredibile anche se con estrema dignità; alla famiglia Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso». A questo monito il sindaco Domenico Russello ha risposto con una rivelazione sconcertante: «C’é un accertamento eseguito dal genio civile negli anni passati secondo cui lo stabile era sicuro. Questo è l’unico dato che ad oggi ci risulta». Ora la Magistratura deve intervenire.
La Gente ricorderà lo scandalo dell’estate scorsa riguardante l’ospedale civile di Agrigento: costruito con la sabbia. Una speculazione di miliardi che non trova giustificazioni e, per ora, neanche condanne. Ma quella era la ciliegina su di una torta ripiena di malavita, corruzione e malasanità. Chiunque passeggiando per la provincia agrigentina può vedere che le costruzioni tutte sono precarie. Costruite con metodi a dir poco approssimativi. Edifici che crollano per infiltrazioni d’acqua. Come la chiesa madre di Eraclea Cattolica: un cattedrale nel deserto, nel senso non metaforico che è stata costruita con la polvere di quel terriotorio.
I responsabili di questo però non sono i politici, sono le popolazioni. Sì, proprio loro. Che da anni votano la stessa gente. Che si lasciano assoggettare a quella mafia che proprio a Favara ha una delle sue roccaforti più feroci. Stiamo parlando della provincia/roccaforte di Totò Cuffaro. Il presidente che ha favorito la mafia, stando ai dati processuali. Presidenti che noi siciliani abbiamo votato per ben due volte con cifre bulgare. I mafiosi siamo noi, gli assassini di quelle bimbe siamo noi. Noi siciliani che “p’amuri ra paci” foraggiamo un sistema costruito con il “fango”.



Salvatore scrive:
Condivido tutto soprattutto le ultime sei righe: SICILIANI SVEGLIATEVI!!!!!!
Commentato il 26 gennaio, 2010 alle 19:30
Karol Firrincieli scrive:
come dici bene tu,fin quando si continua a votare l’amico secondo logiche clientelari…
Commentato il 26 gennaio, 2010 alle 21:14