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	<title>CataniaPolitica - Il quotidiano online di Catania</title>
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		<title>Scandalo formazione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[palazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Assunzioni pilotate da politici e burocrati, fondi pubblici assegnati a enti che in alcuni casi non hanno neppure una sede, assenza di controlli sull&#8217;efficacia dei corsi; una quantita&#8217; di personale enorme, ben il 46% del totale dei dipendenti attivi nel resto del Paese e tre volte superiore alla sola Regione Lombardia. E&#8217; il quadro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Assunzioni pilotate da politici e burocrati, fondi pubblici assegnati a enti che in alcuni casi non hanno neppure una sede, assenza di controlli sull&#8217;efficacia dei corsi; una quantita&#8217; di personale enorme, ben il 46% del totale dei dipendenti attivi nel resto del Paese e tre volte superiore alla sola Regione Lombardia. E&#8217; il quadro della formazione professionale in Sicilia, secondo una commissione d&#8217;inchiesta incaricata dall&#8217;Assemblea regionale siciliana.</p>
<p style="text-align: justify;">n Sicilia il numero dei dipendenti nel settore della formazione professionale, oltre 10 mila, e&#8217; di poco inferiore a quello degli abitanti di Cefalu&#8217; (13 mila). Si tratta di personale assunto dagli enti con contratti a tempo indeterminato, ai quali vanno aggiunti centinaia di altri lavoratori con contratti a progetto e di consulenza, piu&#8217; un numero non ancora quantificato di persone contrattualizzate dagli enti negli ultimi tre anni, aggirando il blocco delle assunzioni in vigore dal 2008. I numeri sono contenuti nella relazione della commissione d&#8217;inchiesta sulla formazione professionale, presieduta dal deputato del Pd Filippo Panarello, che ha presentato il rapporto in conferenza stampa all&#8217;Ars. (ANSA)</p>
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		<title>S.Agata e il rischio mafia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 18:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo dal  Comitato per la legalità nella festa di S.Agata: &#8220;Quest’anno il Comitato deve riconoscere che la chiesa cattolica di Catania ha preso alcune importanti decisioni. Citiamo la forte dichiarazione del vescovo Gristina contro la presenza di mafiosi intorno alla vara, il bando pubblico per la raccolta della cera, l’emanazione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Riceviamo e pubblichiamo dal  Comitato per la legalità nella festa di S.Agata:</em> &#8220;Quest’anno il Comitato deve riconoscere che la chiesa cattolica di Catania ha preso alcune importanti decisioni. Citiamo la forte dichiarazione del vescovo Gristina contro la presenza di mafiosi intorno alla vara, il bando pubblico per la raccolta della cera, l’emanazione di un regolamento per il conferimento di incarichi per la parte organizzativa della festa che compete alla chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">In contrasto, il Comune continua a non elaborare un Regolamento ufficiale, oggi inesistente, che definisca tempi luoghi e responsabiltà per le celebrazioni, e sembra ignorare le dichiarazioni di alcuni pentiti sul rapporto tra cosche mafiose e candelore. Tali dichiarazioni sono state rese durante il processo ancora in corso sulle infiltrazioni mafiose nella festa e saranno presentate nel corso della conferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Amministrazione comunale, invece, insiste nell&#8217;emanare ordinanze che già l’anno scorso si sono rivelate inefficaci, quali quelle volte a delimitare alcune aree per l’accensione dei cerei. Sappiamo tutti che nel 2011 tale ordinanza è stata in gran parte ignorata, con la conseguenza che ancora una volta le strade del centro si sono riempite di cera, con grave danno all’integrità fisica dei catanesi e all’economia della città, visto che il costo per la pulizia della cera superò i centomila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un rispetto vero della festa e per la dignità dei catanesi questo Comitato continua a chiedere l’emanazione di un chiaro Regolamento comunale della festa. Allo stesso tempo, il Comitato esprime il proprio apprezzamento per le forze dell’ordine e per i loro sforzi contro ogni forma di illegalità nel corso delle celebrazioni.&#8221;.</p>
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		<title>Ex Keyes piena di amianto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[La guardia di finanza ha sequestrato l&#8217;ex cartiera Keyes a Fiumefreddo di Sicilia, a pochi metri dal litorale di Marina di Cottone: nell&#8217;area, che si estende per circa 5 ettari, secondo gli investigatori si trovano circa 500 tonnellate di amianto. Il provvedimento e&#8217; stato emesso dalla Procura di Catania. La struttura e&#8217; formata da capannoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La guardia di finanza ha sequestrato l&#8217;ex cartiera Keyes a Fiumefreddo di Sicilia, a pochi metri dal litorale di Marina di Cottone: nell&#8217;area, che si estende per circa 5 ettari, secondo gli investigatori si trovano circa 500 tonnellate di amianto. Il provvedimento e&#8217; stato emesso dalla Procura di Catania. La struttura e&#8217; formata da capannoni coperti da lastre in Eternit. In un capannone e&#8217; sono stati trovati tre grossi silos contenenti sostanze chimiche non ancora identificate. (ANSA)</p>
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		<title>Cari lettori, c’è uno spiraglio</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[di redazione CataniaPolitica &#8211; Cari lettori oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno di pubblicazione per CataniaPolitica. Le motivazioni le conoscete, e si possono semplificare nell’impossibilità di avere una struttura finanziaria e progettuale solida in grado di farci crescere ulteriormente. E’ questo il problema.
Ma stiamo lavorando alacremente per trovare la chiave di volta che ci permetta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di redazione CataniaPolitica &#8211; </strong>Cari lettori oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno di pubblicazione per CataniaPolitica. Le <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/36935"><span style="color: #0000ff;">motivazioni le conoscete</span></a></span></strong>, e si possono semplificare nell’impossibilità di avere una struttura finanziaria e progettuale solida in grado di farci crescere ulteriormente. E’ questo il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma stiamo lavorando alacremente per trovare la chiave di volta che ci permetta di andare avanti. Non abbiamo ancora la soluzione ma si è aperto qualche spiraglio da cui filtrano raggi di sole. Lo crediamo. Lo speriamo. Per questo abbiamo deciso di concederci ancora del tempo. CataniaPolitica andrà avanti anche nelle prossime settimane, non in versione completa, ma comunque con aggiornamenti quotidiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Confidiamo che la prossima volta che vi scriveremo sarà per comunicarvi la riapertura. Definitiva.</p>
<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Flnx.cataniapolitica.it%2Fwordpress%2Farchives%2F37132&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
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		<title>Intimazione di pagamento Serit: ricorso accolto e condanna alle spese</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto&Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con ricorso depositato in data 02.07.2008, il Sig. L.P. proponeva opposizione, avanti il giudice del lavoro di Catania, contro l&#8217;intimazione di pagamento, notificata il 31.05.2008, emessa in relazione ad una cartella esattoriale asseritamente notificata da Serit Sicilia in data 17. 06. 2001 e inerente crediti contributivi Inps risalenti al periodo 1999-2002.
L&#8217;opponente deduceva la mancata notifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con ricorso depositato in data 02.07.2008, il Sig. L.P. proponeva opposizione, avanti il giudice del lavoro di Catania, contro l&#8217;intimazione di pagamento, notificata il 31.05.2008, emessa in relazione ad una cartella esattoriale asseritamente notificata da Serit Sicilia in data 17. 06. 2001 e inerente crediti contributivi Inps risalenti al periodo 1999-2002.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opponente deduceva la mancata notifica della cartella opposta, la decadenza dell&#8217;iscrizione a ruolo, la prescrizione del credito, l&#8217;erroneo calcolo delle somme aggiuntive.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricorso dell&#8217;opponente, difeso nell&#8217;occasione dall&#8217;associazione ProLegis, rappresentata in giudizio dall&#8217;avv. Francesco Silluzio, era accolto in toto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel merito: carente la prova della notifica della cartella esattoriale posta a base dell&#8217;intimazione di pagamento, veniva sancita la conseguente invalidità della intimazione    medesima.</p>
<p style="text-align: justify;">La sentenza, in aggiunta, confermava, in assenza di atti interruttivi idonei, la prescrizione quinquennale dei crediti contributivi relativi agli anni 1999-2002.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il carattere veramente innovativo della sentenza, gratificante per il contribuente perennemente vessato, consisteva  nella condanna per Serit Sicilia spa al pagamento delle spese processuali per complessivi € 500, 00, di cui € 250, 00 per competenze legali, oltre Iva e Cassa avvocati.</p>
<p style="text-align: justify;">Morale della favola: cittadini, se le vostre ragioni sono valide, ricorrete sempre!</p>
<p style="text-align: justify;">ProLegis è al C. so Italia 59/D, a 50 m. dal tribunale, tel. 095 09 44 373,</p>
<p style="text-align: justify;">e-mail: prolegis@tiscali.it &#8211; www.associazioneprolegis.com</p>
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		<title>&#8220;Il medico per forza&#8221; di Molière è sempre un successo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Fabrizio Grasso - Al teatro Valentino, la compagnia teatrale Quarta Parete di Catania, fondata e diretta dal maestro Costantino Carrozza, ha messo in scena Il medico per forza di Jean-Baptiste Poquelin, meglio noto al pubblico teatrale col nome di Molière.
L’opera, scritta da Molière nel 1666 e rappresentata per la prima volta nello stesso anno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Fabrizio Grasso -</strong> Al teatro Valentino, la compagnia teatrale Quarta Parete di Catania, fondata e diretta dal maestro Costantino Carrozza, ha messo in scena Il medico per forza di Jean-Baptiste Poquelin, meglio noto al pubblico teatrale col nome di Molière.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera, scritta da Molière nel 1666 e rappresentata per la prima volta nello stesso anno, da secoli, riscuote meritatamente successo tra il pubblico, che ogni volta, premia il genio dell’autore francese con applausi e risate. Di quest’opera, della quale è impossibile tenere il conto delle rappresentazioni, un animale da palcoscenico come Ettore Petrolini, all’inizio degli anni trenta del secolo scorso, s’innamorò, tanto che, gli venne fatto l’onore d’essere invitato dai francesi a recitare Il medico per forza alla Comédie Française, vero e proprio tempio del teatro di Molière; manco a dirlo, fu un trionfo, così, si decise di trarre dall’opera anche una trasposizione cinematografica ed il film, sempre con Petrolini nella parte di Sganarello, vide la luce nel 1931.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’opera, Molière s’è chiaramente ispirato alla Commedia dell’Arte, infatti è impossibile, non riconoscere nel protagonista Sganarello (imbroglione e buffone), i tratti delle grandi maschere teatrali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-37123" href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/37122/il-maestro-costantino-carrozza"><img class="alignleft size-full wp-image-37123" title="Il maestro Costantino Carrozza" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Il-maestro-Costantino-Carrozza.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a>In questa versione del maestro <strong>Costantino Carrozza</strong>, che oltre a curare la regia dello spettacolo, veste anche i panni del protagonista, il venditore di fascine e medico imbroglione Sganarello, l’ambientazione è spostata in un luogo imprecisato del nord Italia e gli interpreti usano diversi vernacoli (i più riusciti sono il siciliano ed il ciociaro) per aumentare l’effetto comico della vicenda. Sganarello, interpretato dal maestro Carrozza, è un ubriacone ed è quotidianamente violento con la moglie Martina (Daniela Fernandes), così, alla prima occasione, è vittima della vendetta di quest’ultima, che lo spaccia per famoso e bravissimo medico a Valerio (Marco Cutrona) e Luca (Umberto Scandurra), domestici del ricco borghese Geronte (Tony Gravagna), che sono alla ricerca di qualcuno in grado di curare il mutismo di Lucinda (Mariangela Spitale), figlia di Geronte, che pur di non farsi sposare al pretendente scelto dal padre, poiché è innamorata del bel Leandro (anch’esso interpretato da Marco Cutrona), finge d’aver perduto la “favella”. Martina, spiega ai due domestici, che il marito è un medico eccellente, ma un po’ pazzariello e che per far sì che sia disposto ad esercitare la professione, abbisogna d’essere bastonato. Così Sganarello, suo malgrado, si trova a fingersi medico, allettato anche dalle prospettive di tirar fuori dei quattrini a Geronte e grazie all’innato spirito da buffone che possiede, non ha problemi a prender i panni del professorone che con maccheronico latino, diagnostica cure inesistenti a false malattie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-37124" href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/37122/roberta-giunta-in-una-scena"><img class="alignleft size-medium wp-image-37124" title="Roberta Giunta in una scena" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Roberta-Giunta-in-una-scena-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Il secondo atto dell’opera, s’apre proprio con questa trasformazione di Sganarello in medico, che si trova nella casa di Geronte assieme alla figlia finta muta ed alla balia Giacomina (<strong>Roberta Giunta</strong>), ed è proprio questa, genuinamente ignorante e dotata di spirito dissacrante, l’unica a subodorare l’inganno di Sganarello, infatti è sfrontata e senza pensarci si mette a battibeccare col falso medico, dando vita a momenti comici esilaranti, aumentati dal fatto che Sganarello, è attratto dalla balia e dalle sue qualità professionali e tenta verso questa, maldestri corteggiamenti. Ma ogni volta, il poverino, è rifiutato dalla balia Giacomina, la bravissima Roberta Giunta, che sfoggiando un colpo di petto alla Sofia Loren, lo rimbalza (nel vero senso della parola) sempre al suo posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Leandro, lo spasimante di Lucinda, confessa a Sganarello l’origine del “malanno” di Lucinda e gli chiede di farsi suo complice per riuscire a scappare con la bella figlia di Geronte, il quale, dietro il giusto compenso è pronto a battagliare in nome dell’amore puro dei due giovani. Ma alla fine, i due giovani, pur avendo la possibilità di scappare, preferiscono confessare tutti gli inghippi, infatti Leandro, rifiutato come genero da Geronte, perché non possiede una dote adeguata, si ritrova erede d’un ricco zio e perciò può finalmente ottenere il consenso del ricco borghese, che a questo punto non ha più motivi per opporsi alle nozze.</p>
<p style="text-align: justify;">Molière, da grande sceneggiatore, conclude l’opera con l’happy end tipico della buona commedia, come sanno bene tutti gli sceneggiatori hollywoodiani. Questa versione dell’opera, andata in scena al teatro Valentino la settimana scorsa, ha fatto il tutto esaurito ed è stata apprezzata dal pubblico, che durante lo spettacolo è più volte esploso in sonore risate, pertanto al maestro Carrozza ed alla compagnia Quarta Parete di Catania, vanno ad aggiungersi anche le nostre lodi ed il nostro applauso.</p>
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		<title>Il piano per Sant&#8217;Agata</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Città]]></category>

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		<description><![CDATA[In vista dei festeggiamenti per Sant’Agata il sindaco Raffaele Stancanelli con un proprio provvedimento, ha varato anche quest’anno il piano di intervento operativo per l’assistenza alla popolazione, in occasione della prossima festa di Sant’Agata che, come di consueto, richiamerà un notevole afflusso di devoti catanesi e di turisti. Saranno ben solo 850 i volontari che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In vista dei festeggiamenti per Sant’Agata il sindaco Raffaele Stancanelli con un proprio provvedimento, ha varato anche quest’anno il piano di intervento operativo per l’assistenza alla popolazione, in occasione della prossima festa di Sant’Agata che, come di consueto, richiamerà un notevole afflusso di devoti catanesi e di turisti. Saranno ben solo 850 i volontari che forniranno assistenza alla popolazione agendo su più turni, assicurando anche un supporto sanitario; 24 saranno gli operatori del servizio di protezione civile, in turni h 24, a cui si aggiunge un coordinamento sanitario operato dal 118 con mezzi e personale medico e infermieristico per un totale di circa mille operatori che cureranno le attività per garantire assistenza di vario genere in tutti i momenti della festa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano di intervento operativo si avvale dell’ormai consolidata esperienza del sistema di Protezione Civile sviluppato dall’Amministrazione comunale, della Polizia municipale, Servizi Tecnici. Fondamentale è il supporto logistico e sanitario fornito all’intera operazione dal SUES 118, nonché dalle Associazioni di Volontariato facenti parte del Coordinamento Comunale del Volontariato di Protezione Civile e dell’Amt. Una macchina complessa che prefigura la pianificazione operativa di diversi soggetti e un modello di intervento che comprende la strutturazione della sala operativa comunale e anche le procedure del sistema di comando per il controllo delle operazioni e del funzionamento dei presidi attivati con la gestione complessiva dell’intera operazione.</p>
<p style="text-align: justify;">”La festa della Patrona- ha detto Stancanelli- comporta un’organizzazione strutturata in più livelli, intercomunicanti, con una regìa certamente complessa che la macchina comunale ha finora condotto egregiamente con l’ausilio del volontariato e degli operatori sanitari. Anche i concittadini però possono fare la propria parte, assumendo un ruolo essenziale perché tutto si svolga senza sorprese. Occorre, a esempio che i balconi, di cui occorre verificare preventivamente la staticità, non vengano sovraccaricati con troppi ospiti, così come rinnovo l’ invito a usare i mezzi pubblici per gli spostamenti, per evitare inutili ingorghi e criticità. Ringrazio comunque anticipatamente il volontariato di protezione civile per l’impegno e la serietà mostrate anche in altre occasioni, una risorsa per la città di Catania –ha aggiunto inoltre Stancanelli- nostri concittadini che agiscono con spirito di solidarietà nell’interesse esclusivo della buona riuscita di una delle più grandi feste della cristianità che coinvolge complessivamente 7-800 mila persone”. In piazza Spirito Santo, verrà attivato dalla Centrale Operativa SUES 118 Catania, un posto Medico Avanzato (PMA) di 1° livello. Sarà inoltre attivato un “MSA (mezzo di soccorso avanzato) itinerante” a cura del S.U.E.S. 118 che verrà inizialmente posizionato in Piazza Borsellino e, successivamente, si muoverà seguendo il percorso del fercolo. Garantiti, inoltre, punti di prima assistenza sanitaria con auto medica o “mezzi di soccorso avanzato itinerante.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme alle squadre appiedate di volontari, per la gestione logistica e sanitaria, posizionate secondo uno schema consolidato, sarà realizzato un punto informazione, sempre a cura del volontariato, in piazza Stesicoro, ubicato in una roulotte o in una pagoda. Saranno 44 le squadre operative appiedate schierate dalla Cri e dalle Misericordie, ciascuna squadra formata da sei operatori sanitari, una squadra ulteriore sarà riservata alle persone diversamente abili, in collaborazione con l’Associazione “Come Ginestre”; ben 43 sono le ambulanze messe in campo sia dalla Cri che dalle Misericordie, con a bordo tre operatori ciascuna. La direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, prevede anche l’attivazione del COC (centro operativo comunale) con la costituzione di una sala Operativa comunale e l’attivazione della Sala Radio, con 5 operatori tecnici per turno per curare le comunicazioni con postazioni fisse e mobili dalla mattina del 3 febbraio al rientro in cattedrale, presumibilmente nelle prime ore mattutine del 6 febbraio.</p>
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		<title>Protagora e l’uomo misura</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Salvatore Daniele - “L’uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono come sono, di quelle che non sono come non sono” (DK 80 B 1)
Entro quali limiti questa affermazione di Protagora può essere considerata il principio, in ordine storico e teoretico, del relativismo, tale essendo ritenuta dalla tradizione filosofica, archègete Platone? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Salvatore Daniele -</strong> <em>“L’uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono come sono, di quelle che non sono come non sono” (DK 80 B 1)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Entro quali limiti questa affermazione di Protagora può essere considerata il principio, in ordine storico e teoretico, del relativismo, tale essendo ritenuta dalla tradizione filosofica, archègete Platone? La domanda acquista un senso se, abbandonando la via maestra, proviamo a seguire un sentiero un poco discosto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’omonimo dialogo di Platone il ‘personaggio’ Protagora afferma  di ritenere fondamentale per la cultura di un uomo la conoscenza dei poeti, di quello che hanno scritto bene (orthōs) oppure no (Prot. 338e-339a). Ma nella tradizione poetica greca, il Protagora ‘reale’, intellettuale ‘organico’ della democrazia ateniese, amico di Pericle, dal quale riceve l’incarico di redigere la costituzione della colonia di Turi, cosa trovava? La diffusa presenza dell’ideologia di classe di una lunga lista di letterati aristocratici. Fra questi Teognide di Megara, la cui opera “fu nel mondo greco – scrive Gennaro Perrotta (Milano, 1974) – il codice dell’aristocrazia”. Ai versi 611-614 del primo libro della sua raccolta di elegìe leggiamo:</p>
<p style="text-align: justify;">“Non è difficile biasimare il vicino, né lodarlo:</p>
<p style="text-align: justify;">di ciò si occupano gli uomini da nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">I cattivi non vogliono tacere, ciarlando insulti,</p>
<p style="text-align: justify;">ma i buoni sanno avere la misura di tutto.”</p>
<p style="text-align: justify;">Sono solo semplici enunciazioni moralistiche? La verità è che l’aristocrazia fonde insieme morale e politica, avendo creato ‘ad hoc’ un lessico ambivalente. Gli “uomini da nulla” (deiloi), i “cattivi” (kakoi), sono i plebei, i “buoni” (agathoi) sono i nobili. I rappresentanti dei ceti popolari, emergenti economicamente e socialmente, denuncia Teognide, osano criticare i governanti aristocratici, ne giudicano l’operato, ne contestano le decisioni, lo fanno addirittura apertamente. “Ciarlare insulti” è in greco “kakà leschazein”, il verbo deriva dal sostantivo ‘leschē’, ‘portico’, dove si radunano gli sfaccendati a  chiacchierare, ma anche ‘assemblea’. Il senso è chiaro: i plebei, gli ignobili, rincara Teognide, hanno disimparato a tacere, prendono impudentemente la parola nelle adunanze cittadine, vogliono partecipare alle deliberazioni; ma essi non capiscono che non sono in grado di farlo, perché approvano o biasimano senza comprendere, come si fa, con il cicaleccio o le urla, in un convegno di oziosi. Un analogo concetto, forse ancora più duro, è espresso da Platone in Rep. 492 b-c, dove si fa riferimento ai luoghi simbolo della democrazia ateniese: l’assemblea popolare, il tribunale, il teatro. La verità, sentenzia Teognide, è che solo i ‘buoni’, i nobili, possiedono la sapienza e la saggezza necessarie per decidere al meglio: solo essi conoscono la “giusta misura” (metron) di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">La famosa dottrina dell’‘uomo misura’ potrebbe essere, a mio avviso, niente altro che la replica ‘politica’ di Protagora a Teognide. Contro il poeta aristocratico, Protagora sosterrebbe la tesi che il governo dello Stato non deve essere un privilegio di classe, perché i nobili non detengono conoscenze speciali che li abilitino, essi soli, al potere; al contrario, la conduzione della ‘cosa pubblica’ può utilmente usufruire del contributo di ogni ‘membro della comunità’. Tale è infatti, io credo, il significato del generico ‘anthrōpos’, ‘uomo’, che in greco viene talora apposto ad un sostantivo specifico, indicante ad esempio una professione. Non è difficile scorgere dietro a quest’‘uomo’, quegli architetti, fabbri, calzolai, commercianti, armatori, menzionati in Prot. 319 c-d, ai quali la costituzione ateniese, con grande scandalo di Platone, conferisce libertà di parola, ‘isēgoria’, quando in assemblea vengono discussi gli affari di Stato. Forse a questo allude Platone in Teet. 161e, insinuando che, nel proporre la sua dottrina, Protagora “avesse scherzato”, ma il verbo che egli usa significa pure  “lusingare il popolo”. Ciò che viene ‘misurato’, le ‘cose’, in greco è ‘chrēmata’: questo termine indica ‘le cose che servono, sono utili’, le ricchezze, le faccende, gli affari. Il verbo ‘chrēmatizein’ significa ‘occuparsi di affari’ pubblici e privati, ‘esporre all’assemblea’, ‘deliberare’. ‘Chrēmata’ è sinonimo di ‘pragmata’, che esplicitamente significa ‘affari di Stato’. In Erodoto (III, 80) ‘instaurare il regime democratico’ è ‘porre in comune gli affari (pragmata)’, anche nel senso di ‘sottoporli a pubblico dibattito’; in Tucidide (II, 40) Pericle, nel famoso epitaffio, afferma che ad Atene non si prendono decisioni avventate, perché le questioni (pragmata) vengono correttamente giudicate o almeno ponderate. Protagora dunque non farebbe altro che affermare, contro gli intellettuali aristocratici come Teognide, che non solo i nobili, ma ogni cittadino è la giusta misura di tutto ciò che concerne gli affari dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come giustifica Protagora la sua tesi? In altre parole, qual è il fondamento di quel regime democratico che Protagora difende contro le pretese autoritarie dell’aristocrazia? Cosa rende la comunità capace di essere ‘isonoma’, ossia di autogovernarsi senza delegare il comando ad una èlite, secondo una concezione non verticistica ma orizzontale del potere? Protagora lo spiega nel già citato dialogo platonico a lui intitolato. Le società umane, per poter continuare ad esistere, necessitano che ciascun membro di esse partecipi dell’‘arte politica’, ‘politikē technē, ossia di un complesso di virtù etiche e civili, fra cui le più importanti sono la giustizia, ‘dikē, e il ‘rispetto’, ‘aidōs’: nel loro insieme esse costituiscono quella che Protagora chiama anche la ‘virtù, aretē, propria dell’uomo’(Prot. 325e). Ancora  contro Teognide (cfr. I, 429-38; 535-38) e la tradizione aristocratica, per cui l’‘aretē’è una qualità innata e un bene ereditario delle stirpi nobiliari, Protagora è convinto che la virtù possa essere acquisita, e lo è di fatto, da ogni uomo mediante l’insegnamento, fin dalla più tenera età, dei genitori e dei maestri (Prot. 325c-326c). E’ l’educazione, ‘paideia’, dunque, il fondamento della costituzione democratica. Si tratta di un processo che richiede studio, diligenza ed esercizio e che si prolunga nell’età adulta, quando a fungere da modello non saranno più genitori e maestri ma le leggi, in senso lato, dello Stato (Prot. 326d).E’ così che ogni cittadino, come sostiene Pericle, può “formarsi un’opinione non inadeguata degli affari politici” (Tuc. II, 40) e divenire, come afferma Protagora, misura dello Stato. Egli può e deve, la democrazia comporta un’assunzione di responsabilità, recare il suo contributo al governo della comunità: ciò che a lui ‘sembra giusto’, è tale per lui in virtù della sua educazione e dell’esperienza quotidiana. Tutte le opinioni sono dunque pari rispetto all’origine, educazione ed esperienza, e ‘vere’ in linea di principio, ma non tutte hanno lo stesso valore, alcune sono migliori, sotto vari riguardi, delle altre. A conclusione del dibattito, la deliberazione assunta viene suggellata nei documenti ufficiali con la formula: “sembrò giusto al Consiglio e al popolo”. Il pensiero di Protagora, dunque, non tanto volge al ‘relativismo conoscitivo’, quanto invece esprime una fiducia pragmatica verso il funzionamento della prassi democratica. Il genio speculativo di Platone ha tuttavia buon gioco nell’intendere ‘sembrare giusto’, ‘dokein’, come ‘apparire’, ‘phainesthai’, e quindi ‘le cose’ come ‘sensazioni’, ‘aisthēseis’, ‘apparenza’, ‘phantasia’ (Teet. 152a-c; cfr. anche Crat. 385e- 386a), trasformando un articolato processo di apprendimento, riflessione e dibattito nell’atto momentaneo di un singolo individuo. In tal modo Platone ha successo nell’assimilare un detestato regime politico, la democrazia, ad un’altrettanto detestata dottrina gnoseologica, il relativismo, colpendoli entrambi con l’arma della confutazione logica.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta da esaminare brevemente la seconda parte dell’affermazione di Protagora. Non c’è dubbio che ci troviamo di fronte ad una presa di posizione polemica, qui molto esplicita, nei confronti del pensiero di Parmenide, ma non dimentichiamoci che questo filosofo è stato anche il legislatore aristocratico di Elèa, la sua città. Tenendo presente l’acuta interpretazione del poema parmenideo di Giovanni Cerri (Milano, 1996/2004; cfr. spec. pagg. 57-62), possiamo ritenere che Protagora , di fronte al sapere ‘scientifico’, dell’‘essere come identità’, di cui Parmenide è assertore, rivendichi la validità di quel sapere ‘umanistico’ di poeti, storici, viaggiatori geografi, che l’eleate bolla come ‘non essere’, conoscenza non ‘reale’, perché irriducibilmente legata alla molteplicità dell’esperienza, ma che per questo costituirebbe, a giudizio di Protagora, il bagaglio culturale di quelle persone comuni che sono chiamate a dibattere e a prendere decisioni nelle assemblee cittadine. Ancora una volta prevale in Protagora il motivo politico: la democrazia si fonda su una pluralità di saperi, di cui in ultima analisi è arbitro, in qualità di fruitore, il cittadino.</p>
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		<title>Niente primarie, siamo siciliani</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Giovanni Grillo - Sembrava che anche in Sicilia fosse scoppiata la democrazia. I capibastone e le onnipotenti segreterie che dominano i partiti di Trinacria facevano a gara, solo pochi mesi addietro, per mostrarsi sfegatati appassionati di primarie e doparie. Non c&#8217;era giorno che coordinatori, segretari e onorevoli di varia natura non rilasciassero dichiarazioni dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovanni Grillo -</strong> Sembrava che anche in Sicilia fosse scoppiata la democrazia. I capibastone e le onnipotenti segreterie che dominano i partiti di Trinacria facevano a gara, solo pochi mesi addietro, per mostrarsi sfegatati appassionati di primarie e doparie. Non c&#8217;era giorno che coordinatori, segretari e onorevoli di varia natura non rilasciassero dichiarazioni dove spiegavano, urbi et orbi, che le primarie l&#8217;avevano inventate loro, e che se fosse stato in loro potere le avrebbero applicate anche per eleggere l&#8217;amministratore di condominio.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi la realtà. Che in politica, specie in quella Isolana, è spesso parecchio difforme dalle dichiarazioni. Verba volant.</p>
<p style="text-align: justify;">Affondato prima, con una pantomima ridicola, il referendum Pd sull&#8217;appoggio a Lombardo, non sono primarie ma sarebbe stato un bell&#8217;esempio di partito che ascolta (eresia!) i loro elettori, si è arrivati poi all&#8217;indegno spettacolo di un centrosinistra spaccato su tutto ma d&#8217;accordo solo a non fare le primarie per la scelta del candidato sindaco di Palermo. Proprio loro, quelli che il brevetto delle primarie l&#8217;hanno quantomeno depositato, si sono prodotti in un’ingloriosa retromarcia. I candidati sindaci li scelgono le segreterie. Così si controllano le alleanze e si evitano spiacevoli sorprese. Ma forse si riesce pure a perdere. Perchè i tuoi elettori ogni tanto s&#8217;incazzano e magari ti regalano l&#8217;impresa di non riuscire a conquistare Palermo, nonostante i disastri di Cammarata e del Pdl.</p>
<p style="text-align: justify;">Vabbè tifosi delle primarie, menomale che c&#8217;è il Pdl. Che ha riunito lo stato maggiore siciliano ed ha partorito: noi le primarie per la scelta del candidato sindaco di Palermo le faremo. Quando? Il 18 marzo. Più di un mese e mezzo. Il tempo giusto per farle fallire, o farle finte, e salvare la faccia da difensori della democrazia dal basso. Tanto valeva le primarie farle il giorno dopo le elezioni.  Ma capiamo. Ci sono cose più serie, problemi rognosi da affrontare. Miccichè e il suo Grande Sud corrono da soli, l&#8217;Udc pare voglia appoggiare il Terzo Polo, e finisce che il Pdl a Palermo dovrà andare alla guerra solo con l&#8217;appoggio del Pid e Noi Sud, e con tutto il rispetto, la cosa va venire il freddo a Castiglione e Nania. Altro che primarie. Qui ci giochiamo i deretani.</p>
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		<title>Carrizo il nuovo portiere del Catania</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Catania ha trovato il portiere che cercava da tempo, dopo l&#8217;addio di Mariano Gonzalo Andujar. Il nuovo estremo difensore sara&#8217; Juan Pablo Carrizo, classe 1984, prelevato dalla Lazio. Il portiere argentino arriva ai piedi dell&#8217;Etna in prestito con diritto di riscatto. Carrizo, ex del River Plate, giunse alla corte di Lotito nel 2008, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Catania ha trovato il portiere che cercava da tempo, dopo l&#8217;addio di Mariano Gonzalo Andujar. Il nuovo estremo difensore sara&#8217; Juan Pablo Carrizo, classe 1984, prelevato dalla Lazio. Il portiere argentino arriva ai piedi dell&#8217;Etna in prestito con diritto di riscatto. Carrizo, ex del River Plate, giunse alla corte di Lotito nel 2008, dopo avere vinto il campionato di Clausura argentino. La Lazio pago&#8217; il suo cartellino 7,5 mln e gli fece firmare un contratto quinquennale da 650 mila euro a stagione. (ANSA)</p>
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		<title>S&amp;P taglia la Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffica di tagli di rating agli enti locali da parte di Standard and Poor&#8217;s. A seguito del calo sull&#8217;Italia da A a BBB+ dello scorso 13 gennaio, l&#8217;agenzia ha &#8216;a cascata&#8217; ridotto i rating a 13 enti locali: le citta&#8217; di Roma, Milano, Firenze, Bologna Genova e le regioni di Campania, Emilia, Sicilia, Liguria, Marche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Raffica di tagli di rating agli enti locali da parte di Standard and Poor&#8217;s. A seguito del calo sull&#8217;Italia da A a BBB+ dello scorso 13 gennaio, l&#8217;agenzia ha &#8216;a cascata&#8217; ridotto i rating a 13 enti locali: le citta&#8217; di Roma, Milano, Firenze, Bologna Genova e le regioni di Campania, Emilia, Sicilia, Liguria, Marche, Umbria e Friuli oltre alla provincia di Roma. Confermato quello per la Regione Lazio che aveva gia&#8217; un rating BBB+. Tutti gli outlook sono negativi. (Ansa)</p>
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		<title>A Catania arriva l’Avvocato di strada</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’iniziativa che viene ad aggiungersi ai servizi offerti da Catania ai più deboli ed emarginati, in particolare ai senza tetto, non per chiedere favori ma rivendicare diritti. È stata inaugurata sabato, presso il Salone dell&#8217;Ordine dei Cavalieri della Mercede, in via Antonino di San Giuliano n° 60/A, la sede catanese di “Avvocato di strada”, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un’iniziativa che viene ad aggiungersi ai servizi offerti da Catania ai più deboli ed emarginati, in particolare ai senza tetto, non per chiedere favori ma rivendicare diritti. È stata inaugurata sabato, presso il Salone dell&#8217;Ordine dei Cavalieri della Mercede, in via Antonino di San Giuliano n° 60/A, la sede catanese di “Avvocato di strada”, dove è aperto il nuovo sportello di tutela legale per persone senza dimora. Tutti i martedì dalle 17.00 alle 19.00, senza appuntamento, un gruppo di legali catanesi offrirà consulenza ed assistenza gratuita agli homeless che vivono a Catania. Ha illustrato l’iniziativa l&#8217;avv. Antonio Mumolo, presidente nazionale di “Avvocato di strada”, introdotto dall&#8217;avv. Giuseppe Rapisarda, che coordina la sede catanese, ed accolto dal barone Beniamino Sorbera de Corbera, responsabile dell’Ordine dei Cavalieri della Mercede, che ospita il servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il senza tetto è invisibile – ha affermato il presidente Mumolo -. Non è solo una persona che non ha casa. Non ha possibilità di trovare un lavoro né di far valere alcuno dei suoi diritti, proprio perché non ha una residenza, non ha nemmeno diritti politici, non può votare. Ecco, in alcune delle città nelle quali esiste “Avvocato di strada” abbiamo fatto in modo che i Comuni creassero addirittura una residenza virtuale, alla quale far corrispondere il domicilio del senza tetto”. Rapisarda ha messo l’accento sulla soddisfazione, personale e dei colleghi che collaborano con lui, per la realizzazione di un progetto nel quale sono in tanti a credere; Sorbera si è confermato ancor più disponibile ad andare oltre l’ospitalità della Casa della Mercede e a rendere la collaborazione sempre più fattiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la nuova sede di Catania diventano ventiquattro le città che ospitano uno sportello legale dell’Associazione “Avvocato di strada”: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Milano, Macerata, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Pescara, Piacenza, Roma, Reggio Emilia, Rovigo, Salerno, Taranto, Trieste, Vicenza. Fanno parte dell’Associazione oltre seicentocinquanta avvocati volontari, che dal 2001 ad oggi hanno aperto più di seimila pratiche.</p>
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		<title>L&#8217;Inps &#8220;affama&#8221; Salvatore Crisafulli</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era già accaduto nel 2009 e nel 2010 e la famiglia gridò allo scandalo. Poi fu il direttore dell’Inps succursale di Catania, Domenico Busciglio, a scusarsi pubblicamente: “E’ stato un errore del sistema informatico. Quella di Salvatore Crisafulli era una di quelle pensioni che non andavano revisionate”. Lo confermava anche il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era già accaduto nel 2009 e nel 2010 e la famiglia gridò allo scandalo. Poi fu il direttore dell’Inps succursale di Catania, Domenico Busciglio, a scusarsi pubblicamente: “E’ stato un errore del sistema informatico. Quella di Salvatore Crisafulli era una di quelle pensioni che non andavano revisionate”. Lo confermava anche il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, già apparse sulla stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si, stiamo parlando proprio di Salvatore Crisafulli, 46 anni, dal 2003 immobile a letto a causa di un incidente stradale che lo ha reso praticamente un vegetale. La sua storia è balzata più volte agli onori della cronache per la battaglia che lui e la sua famiglia stanno portando avanti in favore di aiuti e assistenza per le persone che, come lui, vivono con gravissime e, talvolta, irreversibili disabilità. Per questo motivo si era guadagnato anche l’appellativo di antiwelby italiano. Per lui si erano interessate in prima persona la massime autorità istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ora la famiglia, per voce del fratello Pietro, grida di nuovo allo scandalo contro l’istituto di previdenza di Catania.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi alla famiglia Crisafulli, sono state infatti recapitate due lettere che comunicavano la sospensione della pensione di invalidità per Salvatore e anche quella di anzianità per la madre Angela Catania.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Se due anni fa trovavo clamoroso che l&#8217;istituto di prevideza chiedesse a Salvatore, inchiodato in un letto da nove anni, una visita medica di controllo, pena la revoca della pensione di invalidità &#8211; spiega Pietro Crisafulli &#8211; oggi è pazzesco che lo stesso istituto di previdenza sia passato ai fatti, ed infatti hanno sospeso l suo sostentamento per omissione di dichiarazione dei redditi nei tempi previsti dalla legge. E&#8217; lo stesso hanno fatto, con le stesse modalità, anche per sua madre, che è anche mia madre, azzerando entrambe le pensioni. La mia domanda, aggiunge Pietro Crisafulli, ora è: ma quale reddito puo’ mai produrre mio frattello Salvatore che è immobile a letto? Almeno per una persona come lui paralizzata esiste la possibilità di mantenere sempre la stessa pensione, senza dover giustificare i propri redditi che, di fatto, non esistono? Siamo sconcertati. Delusi. Le provano tutte, non sanno come togliere la pensione ai veri disabili. Ora che dobbiamo fare per aiutare mio fratello? Non abbiamo piu’ niente, nemmeno quel minimo che ci garantiva lo stato per andare avanti. Gli attacchi continui ed ingiusti da parte dell&#8217;Inps non hanno tregua. Mi chiedo con quale coraggio hanno potuto fare questo ad un povero cristo che vive in un baratro? Vi chiediamo per favore lasciateci in pace nel nostro immenso dolore. Quando Salvatore ci comunicherà di porre fine alle sue sofferenze sarete sicuramente i primi ad essere avvisati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Con precisione, nella lettera che l’istituto di previdenza ha invitato alla famiglia Crisafulli, intestata questa alla madre Angela Catania, è stato scritto: &#8220;Gentile Signora, La informiamo che siamo costretti dalla legge vigente (art. 13 comma 6 lettera C della legge 122/10) a sospendere la prestazione collegata al suo reddito, per non averci comunicato il suo reddito per l&#8217;anno 2009. La avvisiamo che decorso il termine di 60 giorni senza nessuna comunicazione da parte vostra si procederà per legge alla revoca definitiva della prestazione collegata al suo reddito. In questo caso, le prestazioni collegate al suo reddito per le quali risultano rilevanti i redditi oggetto dell&#8217;omessa dichiarazione, saranno recuperati perchè considerate non più spettanti&#8221;. I soggetti per i quali deve essere fornita la comunicazione sono identificabili dai seguenti codici fiscali: Titolare: CTNNGL37E59C351Q ANGELA CATANIA. Altri familiari: CRSSVT65M31C351G SALVATORE CRISAFULLI.</p>
<p style="text-align: justify;">“Stavolta non accettiamo che l’Inps possa ancora giustificarsi sostenendo che si tratti di nuovo di un errore tecnico oppure informatico – conclude Pietro Crisafulli &#8211; siamo indignati e offesi e non vogliamo che questi casi possano ripetersi, per noi, ma anche per altre famiglie che vivono situazioni difficili come la nostra”.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia Crisafulli, infatti, annuncia anche che per questo caso si sono affidati all’avvocato Gisella Scollo del foro di Catania.</p>
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		<title>&#8220;Futuro dell&#8217;occupazione giovanile tra crisi economica e precariato&#8221;‏</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CataniaPolitica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terza]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolto sabato mattina l&#8217;ultimo incontro del Corso di Formazione Politica organizzato dal Circolo Avanguardia. Davanti ad un nutrito gruppo di presenti, hanno discusso del &#8220;futuro dell&#8217;occupazione giovanile tra crisi economica e precariato&#8221; l&#8217;on. Salvo Pogliese, Vice Capogruppo del Pdl all&#8217;Ars, il dott. Pietro Agen, Presidente della Camera di Commercio di Catania e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è svolto sabato mattina l&#8217;ultimo incontro del Corso di Formazione Politica organizzato dal Circolo Avanguardia. Davanti ad un nutrito gruppo di presenti, hanno discusso del &#8220;futuro dell&#8217;occupazione giovanile tra crisi economica e precariato&#8221; l&#8217;on. Salvo Pogliese, Vice Capogruppo del Pdl all&#8217;Ars, il dott. Pietro Agen, Presidente della Camera di Commercio di Catania e di ConfCommercio Sicilia, ed il Prof. Avv. Carmelo Romeo, ordinario di Diritto del Lavoro dell&#8217; Università di Catania. Tra i tanti approfondimenti, si è avuto modo di analizzare l&#8217;attuale situazione economica e del mondo del lavoro, in particolare nella nostra realtà locale, le misure legislative nazionali e regionali di sostegno all&#8217;imprenditoria giovanile approvate negli ultimi anni, e le diverse proposte utili a rilanciare il sistema economico all&#8217;insegna della competitività e della meritocrazia. Al termine della lezione sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai frequentanti il Corso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;on.Salvo Pogliese ha parlato della legge n. 11/2011, da lui promossa e approvata all’unanimità dall’Ars, “Sgravi fiscali per incentivare l’imprenditorialità giovanile e femminile in Sicilia”.</p>
<p style="text-align: justify;">«La normativa», ha spiegato l’esponente PdL, «prevede l’esenzione dall’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap) per cinque anni per tutte quelle imprese con sede ed operatività in Sicilia che si costituiranno entro il 2012. Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’età del loro titolare, per le imprese giovanili, sia compresa fra i 18 e i 40 anni. Nel caso di organizzazione in forma societaria, il requisito suddetto deve essere posseduto dalla maggioranza dei soci». Per Pogliese, «si tratta di una iniziativa molto incisiva che permette di capitalizzare altre novità importanti dal punto di vista fiscale volute dal governo nazionale, come la tassazione forfettaria del 5% per quanto riguarda le imprese giovanili under 35. Quindi gli imprenditori siciliani under 35 possono cumulare questa tassazione forfettaria al 5% per tutte le imposte di competenza nazionale con l’esenzione totale dell’Irap per cinque anni».</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Concludiamo con grande soddisfazione la straordinaria esperienza del Corso di Formazione- dichiarano Santi Comis, Laura Lo Faro e Marco Vassallo, Coordinatori del Circolo Avanguardia- che in sette interessanti appuntamenti ci ha consentito di approfondire i vari aspetti dell&#8217;attività politica, dalla cultura agli ordinamenti giuridici, dai sistemi elettorali al volontariato, dall&#8217;etica alla scienza, dai media alla storia ed all&#8217;economia, sempre con ospiti di primo ordine in grado di lasciare il segno nei confronti della platea. Un&#8217;esperienza che rilancia il principio dell&#8217;impegno politico concepito nell&#8217;ottica della crescita umana e del servizio alla Comunità&#8221;.</p>
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