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CATANIA SHOW. AUGURI DI BUONA PASQUA

Pubblicato il 4 - aprile - 2010

CATANIA SHOW. AUGURI DI BUONA PASQUA

di Aldo Grasso- La storia insegna: Catania regna! E la potremmo finire subito qua! Ma ne vogliamo parlare di questo Catania-Palermo 2 a 0? Parliamone!

 

Sabato 3 aprile 2010 vigilia di Pasqua! Una data – l’ennesima – memorabile in cui si scrive un’altra pagina di storia mitologica, unica, irripetibile… Una storia ad esclusive tinte rosso ed azzurre da tramandare ai posteri così come il 2 a 0 ed il 4 a 0 del “Renzo Barbera” datato 1 marzo 2009, così come il 3 a 1 di due stagioni fa o come ancora il 3 a 0 nell’anno 2007/2008. Nell’anno dei tanti tabù sfatati mancava la cosiddetta ciliegina sulla torta. Per tutta la settimana a Catania si è respirata l’aria dell’impresa che si miscelava perfettamente con la speranza che tutto divenisse realtà e con la dovuta e misurata preoccupazione, pur sempre legittima, che scandisce la marcia di avvicinamento al derby. Catania ha risposto alla grande all’appello di Sinisa: “Noi daremo il 150%! I nostri tifosi dovranno fare altrettanto!”. Un po’ di retorica ci sta visto che mai e poi mai il tifoso etneo non metterebbe in gioco la propria ugola e le proprie coronarie in quello che è un evento e non una partita. Il tifoso tiene al derby più di ogni altra cosa perché è l’unico momento dell’anno in cui ha di fronte l’eterno rivale, quello che chiama “cugino” ma in realtà è il nemico numero uno per eccellenza. In 180’ ci si gioca tutto o quasi: l’onore, la gloria, il trono di Imperatore della Sicilia, la superiorità sull’”altro”. E ieri sera tutto questo è stato marcato Catania.

 

Un Catania spettacolare, brillante, intelligente e cinico come mai visto quest’anno, ancor più del trionfo contro l’Inter o la storica vittoria in casa della Juventus. Per 90’ si è palesata una manifesta superiorità degli uomini vestiti di rosso-azzurro nei confronti dei malcapitati ospiti. Al pronti via, fatte proprie le parole profuse alla vigilia da Mihajlovic “Il Palermo ha paura del Catania”, gli etnei assediano la metà campo rivale e per tutta la prima frazione è un totale assalto all’arma bianca che viene perpetrato senza sosta e legittimamente suggellato dalla splendida doppietta di Maxi Lòpez al 14° minuto su azione personale conclusa con un perfetto diagonale sul secondo palo ed al 32° grazie ad un tocco da distanza ravvicinata su perfetta assistenza di Martinez. La partita è ormai segnata. Lo sanno gli etnei che si prendono il lusso di fare il “torello” già al 40° minuto, lo sanno i 20.000 e più tifosi presenti sugli spalti che godono, cantano ed accompagnano le leziosità dei loro beniamini con i classici “olè” tanto splendidi quanto irriverenti e lo sanno pure i palermitani che inseguono e rincorrono palla ed avversari senza mai prendere né l’una né gli altri. Splendido, magnifico Catania. L’ora del the caldo sorprende un po’ tutti facendo prendere coscienza che lo spettacolo a cui si sta assistendo è la pura realtà. I restanti 45’ di gioco sono caratterizzati da una serie di tentativi sbrindellati da parte dei rosa-nero nel disperato tentativo di riaddrizzare una partita ormai chiusa con il Catania sempre preciso e puntuale nel chiudere tutti i varchi e ripartire sempre palla al piede sfiorando diverse volte la terza marcatura.

 

Al minuto 85 ricominciano gli “olè” del pubblico e la melina etnea che si protrae fino al 94° allorquando il signor Tagliavento decreta la fine delle ostilità che hanno mostrato undici “Gulliver” vestiti di rosso e di azzurro schiantare tanti piccoli “lillipuziani” in rosa e nero. La storia si è confermata assumendo i contorni della tradizione ed è una storia bella, lineare, schietta che lascia poco spazio a revisionismi ed interpretazioni. La storia insegna: Catania regna! Ancora una volta, una volta di più. Se ci sarà una qualsiasi vendetta questo non lo sapremo fino al prossimo derby quando ci presenteremo con i nostri mantelli e le nostre corone ben in vista. Gli “altri” dovranno innanzitutto inchinarsi e prostrarsi verso coloro che siedono legittimamente sul trono regale del Regno di Sicilia. Quel regno il cui cielo oggi si tinge ancor di più di rosso e di azzurro. Quel regno dalla cui capitale è esplosa un’infinita colata lavica che ne ha inondato la terra. Quel regno che oggi, ancor più di ieri, ha un padrone e quel padrone si chiama Catania! Buona Pasqua Catania e grazie! Buona Pasqua amici, lettori, fan e tifosi! Buona Pasqua anche a voi “cugini” e grazie di esistere… è sempre importante, nella vita, avere un punto di riferimento… verso il basso! NON PER FAMA MA PER FEDE, FORZA CATANIA!!!

 

PAGELLE:

 

ANDUJAR 7 (di stima): Altra prova superlativa di Mariano capace di trasformare in elementare qualsiasi intervento, anche il più difficile. È pur vero che di difficile non ci sia stato molto da fare ma quando è stato chiamato in causa ha risolto sempre tutto con la proverbiale sicurezza che gli appartiene. REMAKE!

 

ALVAREZ 7: Miccoli, Balzaretti, Pastore e chi più ne ha più ne metta, ci provano ma mai ci riescono. Staziona lì, Pablo, sulla linea difensiva, senza provare più di tanto una delle sue sgroppate vanificando quasi tutti i tentativi di cross dal fondo degli avversari. SOLDATINO DI PIOMBO!

 

SILVESTRE 8: Se i tentativi ospiti di sfondamento per vie centrali sono pari a zero, se Cavani è costretto a “giocare” sempre spalle alla porta o comunque 30 metri distante dai legni difesi da Andujar, il merito va esclusivamente ad una prestazione imperiosa di Matias. Un difensore vecchio stampo sempre più colonna portante della retroguardia etnea. BRONZO DI… CATANIA!

 

TERLIZZI 8,5: Si spartisce equamente i meriti con il compagno di reparto. Mezzo voto in più perché non butta mai via la palla e, per di più, dispensa giocate sopraffine che fanno venire il magone più di una volta ai tifosi. Ha preso il comando del reparto difensivo etneo e difficilmente abdicherà. GENERALE!

 

CAPUANO 7: Come tutto il Catania ha ormai raggiunto uno standard altissimo di rendimento. Si conferma anche in una partita che tatticamente nascondeva tante insidie. Ciro sfodera, dal canto suo, l’ennesima prestazione che avrà fatto rimpiangere a qualche “panellaro” la sua cessione. CIRO 2, LA VENDETTA!

 

IZCO 8: Che Napoli rappresentasse la classica sosta riprendi fiato era scontato. In una serata che doveva essere speciale l’argentino ci mette la sua proverbiale corsa, le sue progressioni, i suoi dribbling e ci aggiunge pure un paio di colpi di tacco e finte che fanno venir giù lo stadio. ISPIRATO!

 

BIAGIANTI 8: E’ esagerato dire che Marco potrebbe far parte della spedizione azzurra per i prossimi mondiali in Sud Africa visto che, nel suo ruolo, gli interpreti designati rispondono ai nomi di Pirlo, Gattuso, Candreva? Io credo di no! Dopo Sneijder e Jovetic oggi è “mister 50 milioni” Pastore ad essere annullato con l’ennesima partita perfetta che riempie la pagina 624 del “Manuale del perfetto Centrocampista”. MONDIALE!

 

RICCHIUTI 8,5: Alzi la mano chi, ad agosto, immaginava che il folletto Adrian si mostrasse alla ribalta della serie A come uno dei migliori interni di centrocampo presenti ad oggi nel nostro campionato! Il merito è tutto di Mihajlovic ma se non hai la stoffa un allenatore può comunque poco. Adrian di stoffa ne ha e lo dimostra anche nella “Partita” inseguendo tutto e tutti, rubando palloni in quantità industriale, accendendo i motori per progressioni spacca-Palermo in un numero tendente all’infinito. Esce stremato e soddisfatto accompagnato dalla martitatissima standing-ovation che il pubblico di casa gli tributa. MAGIC BOX!

 

MARTINEZ 7,5: 32’ prima di alzare bandiera bianca a causa di uno stiramento. Giusto il tempo per far vedere, a chi ancora ne fosse ignaro, di che cosa è capace. Scambi stretti, dribbling funambolici, tunnel a corredo ed una perfetta azione personale in cui uccella mezza difesa avversaria prima di servire a Maxi Lòpez il pallone del raddoppio. Si fa male in questa occasione. Salterà sicuramente il Milan e speriamo di riaverlo presto. ELISIR DI LUNGA VITA!

 

MAXI LOPEZ 9,5: Se avesse avuto un pizzico di fortuna in più si poteva portare il pallone a casa come trofeo. In ogni caso la sua doppietta “ammazza-meusa” racchiude tutta l’essenza dell’attaccante. Potenza, tecnica e freddezza il primo gol; rapidità, esplosività, rapacità il secondo. Il resto del tempo lo trascorre bombardando Sirigu e calamitando palloni su palloni e dire se ne perde uno ed uno solo. A Kjaer e Goian consigliamo vivissimamente un elettroencefalogramma. TSUNAMI!

 

MASCARA 9,5: Un gol nel derby avrebbe suggellato la perfezione della partita di Peppe. Propongo un sondaggio: chi è quel numero 10, negli ultimi 20 anni di calcio in tutto il mondo, capace per 90’ partita dopo partita a percorrere i 100 metri del rettangolo di gioco avanti ed indietro, macinando chilometri su chilometri, trasformarsi una volta terzino, una volta centrocampista e bomber all’occorrenza? Fino a ieri gli mancava solo di fare il portiere. La parata di ginocchio, al 91°, sull’ultimo disperato tentativo ospite di trovare almeno un gol è un qualcosa che investe ancora di più Peppe del ruolo di uomo simbolo di questo eccezionale gruppo. Quelle strisce rosse e azzurre sono ormai una seconda pelle per lui. FACTOTUM!

 

MIHAJLOVIC-MARCOLIN 10: Sinisa e Dario hanno capito subito la valenza del derby per l’intero popolo etneo. Ne hanno fatti propri i sentimenti e le speranze ed hanno trasformato il tutto nella partita perfetta. Se Delio Rossi, in poco più di 20’, ha sostituito Liverani, Miccoli e Pastore, ovvero le “menti” del gioco palermitano senza ottenere nulla, il merito è dei due condottieri dell’armata catanese. Obiettivo raggiunto al 99% e stagione condita da trionfi spettacolari e storici fino a novembre del tutto utopistici. PROFESSORI!

 

LEDESMA 7: Quanto è bello vederlo caracollare palla al piede con quella sua eleganza che ne fa uno dei migliori interpreti del ruolo. La condizione, causa il lungo stop, non è ottimale ma regge l’impatto con la partita ed il suo è un finale in crescendo che lascia ben sperare per il finale di stagione. FIORE DI LOTO!

 

SCIACCA e SPOLLI s.v.: Fabiuccio di casa nostra, il nostro cucciolo, dura poco. Poteva essere una serata di gloria ma si è trasformata in una notte disgraziata a causa dell’ennesimo infortunio subito. Spolli, entrato negli ultimi minuti per uno sfinito Terlizzi, ha preso in consegna Budan giusto il tempo per fargli capire che la sua presenza in campo era inutile.

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2 Commenti

  1. Antonio La Rosa scrive:

    Grande Catania ma signor Grasso dovrebbe essere un pò più equiliubrato. Soprattutto nei voti. Forza Palermo!

    Commentato il 4 aprile, 2010 alle 19:42

  2. LiOtRiNo46 scrive:

    Credo che i voti del signor Grasso siano dettati più dal proprio tifo e, di conseguenza, un pò “gonfiati” però è anche vero che la partita e ciò che ha mostrato sia rispecchiata fedelmente nell’articolo! La conclusione, molto campanilistica, trattandosi del derby credo che possa starci senza problemi!

    Commentato il 6 aprile, 2010 alle 11:18

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