CATANIA, VEDI NAPOLI…
di Aldo Grasso… E poi muori! Almeno così si dice. Nel caso del Catania il famoso detto potrebbe diventare “vedi Napoli e poi ti salvi”! Sogno? Utopia? Rischio di fare il passo più lungo della gamba? Nulla di tutto questo se non la realtà schietta e sincera. Dopo l’ennesimo tabù sfatato, in questa stagione dai contorni miracolosi, con la vittoria nell’ultimo turno infrasettimanale della stagione contro la Fiorentina il Catania ha in mano, molto probabilmente, il primo “match-point” per chiudere quasi del tutto il discorso salvezza.
È vero che 35 punti in classifica e 7 punti di vantaggio sulla terz’ultima a sole 8 giornate dalla fine lasciano dormire sonni abbastanza tranquilli ma cullarsi sugli allori proprio ora, a pochi metri dal traguardo, sarebbe da folli.
L’impegno di oggi pomeriggio al “San Paolo” contro i partenopei rappresenta forse la chiave di volta del campionato in quanto, fino ad oggi, il Catania non era mai arrivato a giocarsi una partita con la tranquillità e la serenità di cui gode ad oggi. Il Napoli, nonostante la bella vittoria di giovedì sera contro l’ormai derelitta Juventus, non vive proprio un bel periodo. Lo smalto di qualche mese addietro sembra essere ormai perduto e l’”effetto Mazzarri” svanito ma è pur sempre lì, nelle zone nobili della classifica, con un quarto posto all’orizzonte che significherebbe preliminari di Champions League. Un traguardo prestigioso per una gloriosa società il cui perseguimento passa dalla sfida al bel Catania di questo periodo.
Un Catania che non ha nessuna intenzione di segnare il passo interrompendo la striscia positiva di risultati che le hanno permesso di marciare speditamente verso la salvezza. Mihajlovic, per l’occasione, è stato fin troppo chiaro: niente turn-over nonostante gli impegni ravvicinati e, soprattutto, nonostante la lunga lista di diffidati che, se sanzionati, salterebbero la partita per eccellenza, quella con la “P” gigante più che maiuscola, ovvero il derby in programma sabato prossimo al “Massimino”. Dentro quindi i vari Andujar, Biagianti, Ricchiuti, Mascara e Maxi Lopez. Vuole vincere la “tigre” serba per festeggiare, stando alle sue parole, la salvezza sabato prossimo. Un’eventuale vittoria non solo significherebbe 38 punti in classifica e salvezza ulteriormente più vicina ma permetterebbe anche di sfatare uno dei pochi tabù rimasti infatti la squadra etnea non torna dal capoluogo campano con i tre punti in tasca da 49 anni.
Il Napoli è chiamato a fare la partita; lo sa e non ha caso si è mobilitata tutta la città al punto che l’impianto partenopeo registrerà quasi il tutto esaurito. E se li ammutolissimo a tutti e 60000? Non è mica roba di tutti i giorni! Provarci non costa nulla e crederci è d’obbligo. Il Catania ha tutti i mezzi possibili ed immaginabili per fare male, molto male a chiunque – chiedere a Mourihno per ulteriori delucidazioni – e non ha la minima intenzione di fungere da vittima sacrificale. Ci proveranno gli “elefanti”. Vogliono vincere e ne hanno le possibilità.
Per dimostrare a chiunque, soprattutto a coloro che parlano di “favore” da fare al Napoli in compensazione di quelli ricevuti (se poi qualcuno ce li viene a raccontare quali sarebbero questi “regali” che il Napoli ci ha fatto è ben accetto), che il Catania non deve chiedere mai, niente a nessuno. È una squadra, un gruppo, formato da uomini veri e capaci di qualsiasi impresa come è stato già ampiamente dimostrato. C’è ancora voglia di sorprendere ed a maggior ragione c’è, soprattutto, voglia di ottenere quello per cui si sta lottando e si sta soffrendo. Conquistiamo Napoli… alla faccia dei “cucchi”! NON PER FAMA MA PER FEDE, FORZA CATANIA!
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