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CATANIA-FIORENTINA: (QUASI)SALVEZZA!

Pubblicato il 25 - marzo - 2010

CATANIA-FIORENTINA: (QUASI)SALVEZZA!

di Aldo Grasso- Il Catania è salvo! Non c’è la conferma della matematica motivo per cui non osiamo gridarlo ai quattro venti ma sussurrarlo, questo sì e lo facciamo senza problemi! 35 punti in classifica, sempre 7 punti di vantaggio sulla terz’ultima, 8 giornate al termine ed ancora diversi scontri diretti che coinvolgono le squadre realmente invischiate nella lotta per non retrocedere. Questo è quanto. Se gli ultimi due mesi di campionato potranno essere gestiti dal Catania con assoluta tranquillità il merito è esclusivamente di Mihajlovic e di quel gruppo di uomini veri che anche ieri sera hanno regalato una notte magica all’intero popolo rosso-azzurro.

 

Che Catania-Fiorentina non fosse una partita semplice era scontato. Il Catania aveva voglia di continuare la sua striscia positiva e, soprattutto, era chiamato ad una grande prestazione per fugare qualsiasi ombra di dubbio addensatasi dopo il polemico pareggio di domenica in casa del Chievo. Dalla sua la “Viola” sbarcava in Sicilia con intenzioni bellicose e desiderosa di continuare al “Massimino” il suo inseguimento verso le zone nobili della classifica. Tra le due ha avuto la meglio la squadra etnea dopo 98’ di fuoco e di angosciosa sofferenza.

 

Al pronti via non c’è stato neanche il tempo di prendere le posizioni in campo che il Catania passava in vantaggio grazie ad una perfetta combinazione tra Ricchiuti, Izco e Mascara il cui colpo di testa non lasciava scampo all’estremo difensore ospite. Era passato poco più di un giro di lancette ed il “Massimino” poteva esplodere grazie al 30° gol del suo capitano con la casacca etnea che gli permetteva di staccare Memo Prenna nella classifica dei bomber etnei di tutti i tempi. Il record era nell’aria. Era lì, ad un passo anzi ad un gol.

 

Peppe non poteva scegliere modo migliore anche perché la sua marcatura – l’ottava stagionale – ha permesso al Catania di sfatare più di un tabù: la vittoria contro la Fiorentina mancava nella massima serie dal 1964 e non solo. Dal ritorno in serie A gli etnei avevano sempre perso contro i toscani senza mai riuscire a segnare tra le mura amiche. Tutto è crollato sotto il segno del genio di Caltagirone. Il Catania lo ringrazia. La gente gli tributa la meritatissima ovazione. Il buon Memo, da lassù, starà sicuramente unendosi a tutti noi compiacendosi e benedicendo Peppe.

 

Passata la gioia per il gol-lampo, vuoi per un senso di appagamento, vuoi perché la Fiorentina aveva qualcosa in più da dare, fatto sta che per il Catania inizia tutt’altra partita fatta di sofferenza e difficoltà. La reazione ospite è veemente. Il centrocampo etneo è stretto nella morsa dei mediani toscani che si fa, col passare dei minuti, sempre più asfissiante. Le occasioni gli ospiti le creano e pure tante ma, sia per imprecisione sia per la giornata di grazia di Andujar, nessuna di queste si riesce a concretizzare. Prandelli osa all’inizio del secondo tempo mandando in campo la giovane punta senegalese Babacar cercando di dare maggior peso ed ulteriori alternative all’attacco fiorentino ma le risposte di Mihajlovic sono perfette per scelta di interpreti e tempistica. Il miracolo dell’estremo difensore etneo al 93° minuto sulla staffilata di Jovetic viene salutato da tutto lo stadio come un gol, ed è così. È il segnale della resa ospite e dell’esaltazione dei padroni di casa. Il fortino etneo ha retto strenuamente. La vittoria, soffertissima, permette al Catania di continuare la sua corsa verso la salvezza che dalle 22:45 di ieri sera è quasi una certezza.

 

Non è stata una prestazione roboante e spettacolare come contro l’Inter o come in altre occasioni ma nel calcio non sempre si può essere al top e quando qualcosa viene a mancare devi essere bravo a compensare con le altre armi che hai a disposizione. Se le armi in questione rispondono al nome di sacrificio, dedizione alla causa ed attaccamento alla maglia ogni traguardo è raggiungibile ed ogni impresa è concretizzabile. È stato così. Non è tempo per fare voli pindarici ma godere e gioire si può, si deve. Il miracolo etneo è prossimo al compimento e quando tutto sarà realtà indiscutibile tesseremo le giuste lodi ancor più di quanto stiamo facendo adesso.

 

Tra quattro giorni sarà nuovamente campionato. Il Catania sarà di scena al “San Paolo” di Napoli in una di quelle partite aperte a qualsiasi risultato e, probabilmente, dall’alto tasso di spettacolarità. Sognare è lecito ma, detto fra noi, alzi la mano quel tifoso che baratterebbe una prestazione incolore in terra campana con una vittoria nel derby in programma tra dieci giorni. Basta così! Pensiamo ad una cosa per volta. Alla “PARTITA” ci penseremo da lunedì. Da oggi concentrazione massima e tutti a Napoli! NON PER FAMA MA PER FEDE, FORZA CATANIA!!!

 

PAGELLE

ANDUJAR 8: Che vivesse un ottimale stato di forma era conosciuto ai più. Oggi raggiunge il top con la casacca rosso-azzurra sfornando miracoli su miracoli – strepitoso quello su “Jo-Jo” Jovetic al minuto 93 – facendo diventare “viola” di rabbia gli ospiti. MURAGLIA!

 

AUGUSTYN 6,5: Riproposto da Mihajlovic nell’insolita veste di terzino destro al posto di Alvarez viene dirottato sul versante opposto con l’ingresso di Bellusci in luogo dell’infortunato Capuano. L’Under 21 polacco si disimpegna con sicurezza – a volte troppa – e con buona diligenza tattica dimostrando che potrebbe diventare una valida alternativa in casi estremi. SCOPERTA!

 

TERLIZZI 6,5: Passa l’intera partita a randellare sul “violinista” Gilardino prima e su Babacar poi costringendoli spesso e volentieri a stare con le spalle alla porta di Andujar. Qualche piccolo errore di sufficienza comunque perdonabile visto anche l’esito della sfida. RELE’!

 

SILVESTRE 7: Altra prestazione coriacea fatta di sostanza, precisione e combattività. Matias si mantiene su livelli altissimi che gli regalano la palma di miglior difensore stagionale etneo. CORAZZIERE!

 

CAPUANO 5: Paga dazio a causa di una condizione non ottimale. Passa 45’ di sofferenza fino a quando alza bandiera bianca per una ricaduta dell’infortunio che lo ha tenuto fuori a Verona. Fino a quel momento Santana e De Silvestri avevano spadroneggiato sulla sua fascia di competenza costringendolo costantemente alla difensiva. TRITATO NETTO!

 

BIAGIANTI 7: Così come contro l’Inter, anche questa volta Sinisa chiede a Marco di pensare soprattutto a contenere Jovetic e Montolivo. Se la Fiorentina raramente sfonda per vie centrali e cerca soluzioni dalla grande distanza è merito esclusivo del lavoro oscuro del mediano etneo, fiorentino di nascita che non si lascia condizionare da sentimentalismi campanilistici. CUORE DI PIETRA!

 

IZCO 6,5: Gervasoni dà il via alle ostilità e Mariano accende immediatamente il turbo. Aggressione della fascia e cross perfetto per la testa di Mascara. In fase offensiva è tutto qua. In difesa risulta essere un valore aggiunto.

 

RICCHIUTI 6,5: E’ lui che dà il via all’azione del gol-partita infilandosi come un coltello nel burro tra le maglie ospiti. Poi passa il resto del tempo cercando di rintuzzare le offensive di Donadel e Montolivo e provando qualche ripartenza delle sue. Cala vistosamente alla distanza motivo per cui Mihajlovic lo richiama in panchina per farlo rifiatare. GLOBE TROTTER!

 

MARTINEZ 6: Se volessimo pensar male potremmo immaginare che la prestazione sottotono odierna del “Malaka” sia stata dettata dai rumors che lo vogliono con la maglia viola la prossima stagione. A pensare bene e coscienziosamente è evidente che l’uruguagio si sia concesso un turno di pausa… di riflessione. Pochissimi spunti dei suoi e niente standing ovation per questa volta. PIT STOP!

 

MAXI LOPEZ 7: Quello che ha del clamoroso è che la miglior prestazione stagionale da quando è arrivato alle falde dell’Etna coincide anche con la sua prima occasione gol sprecata. Per il resto quantità e qualità ne elargisce a quintali permettendo alla squadra di respirare ed allentare la morsa ospite. CROCE ROSSA!

 

MASCARA 9: Sontuoso. Pronti via ed il “Massimino” è in delirio grazie alla sua zuccata vincente. Termina qui il lavoro offensivo di super-Peppe che passa la lunga serata catanese a dare manforte a Capuano ed Augustyn trasformandosi, come ormai è consuetudine, terzino aggiunto. Alcuni recuperi e diagonali sono la sintesi perfetta di un giocatore completo ed indispensabile per lo scacchiere etneo. Ci prova con un paio di tentativi da distanza siderale poco fortunati. Un voto in più per il 30° gol con la maglia rosso-azzurra che lo erige ad indiscusso bomber della storia catanese proiettandolo nella leggenda. Chapeaux! MITOLOGICO!

 

MIHAJLOVIC 10: Cercare altre parole per elogiare Sinisa è quasi impossibile. Trovargli dei difetti altrettanto. Anche oggi schiera una formazione perfetta nonostante le defezioni dell’ultima ora ed anche i cambi al cospetto del navigato Prandelli dimostrano che la “Tigre” ha tanta stoffa da vendere. Il Catania tutto grinta, cinismo e furore agonistico è plasmato a sua immagine e somiglianza. MESSIA!

 

BELLUSCI 6: Dopo mesi di panchina è chiamato a sostituire l’infortunato Capuano. Ha tutto il secondo tempo a disposizione per dimostrare di che pasta è fatto. Contro Jovetic è una sfida avvincente che il montenegrino vince ai punti. Giuseppe limita il divario tecnico con tempismo e potenza.

 

CARBONI 6,5: E’ la contromossa attuata da Sinisa per rispondere all’ingresso di Babacar. Ezequiel si mette lì dove sta meglio, davanti la difesa, e giù a far legna e randellare. BOSCAIOLO!

 

DEL VECCHIO s.v.: Sostituisce il claudicante e sfiancato Biagianti rilevandone posizione e consegne. Insegue tutto e tutti pur di non concedere nulla anche se il tempo a disposizione è poco. TAPPABUCHI!

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