SCUOLA: LA LEGA NORD CONTRO I DOCENTI DEL SUD
di Antonio G. Pesce- Via i “terroni” dalle scuole. Nell’estate del 2008 Bossi lanciò i suoi strali contro i meridionali che insegnano al Nord perché rei -a suo dire- di togliere posti di lavoro alla gente del luogo, e chiese la regionalizzazione delle assunzioni. Qualcuno, allora, malignò che si trattasse di uno sfogo per l’ennesima bocciatura del figlio Renzo, oggi candidato per la Lega a consigliere regionale in Lombardia, ma per tre volte respinto alla maturità. Tuttavia, l’invettiva trovò eco nel ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che subito si dichiarò favorevole a discutere forme di assunzione che legassero di più il docente al territorio, motivando la propria posizione però con la più “politicamente corretta” intenzione di assicurare agli studenti la continuità didattica necessaria per una carriera scolastica proficua.
Posizione, quella della Gelmini, forse assunta per compiacenza verso il collega che non per propria incompetenza sull’argomento: sta di fatto che ad appena un anno da quella polemica la signora ministro è stata smentita dalla Fondazione Agnelli. Una ricerca finanziata dall’ente privato torinese ha dimostrato che le richieste di trasferimento dal Nord al Sud del Paese sono appena il 2,5 % del totale, e solo lo 0,6 viene accettato. Il resto, trattandosi di richieste di spostamenti da una provincia all’altra, è possibile sia dovuto a docenti che vorrebbero avvicinarsi a casa.
Sembrava, dunque, che i dati raccolti da un ente per nulla statalista, avessero posto fine a una polemica francamente poco degna della tradizione culturale italiana, e dei dibattiti sul mondo dell’istruzione che investono le altre nazioni europee e no. Eppure, al sole della campagna elettorale ci si riscalda facilmente, non solo in estate. E così nel Veneto dove la Lega Nord si appresterebbe a fare il botto alla prossime regionali, si ripropone l’annosa questione. Con una interrogazione presentata il 21 gennaio 2010 a firma dei consiglieri regionali Ciambetti e Meggiolaro, si chiede alla giunta se non ritenga di doversi impegnare per chiedere al ministro la regionalizzazione delle assunzioni. A far scatenare l’ira dei due leghisti è stata la notizia, appresa da organi di stampa, dell’assenza al rientro dalle ferie di 18 insegnanti e 5 bidelli negli istituti scolastici di Montecchio Maggiore (VI), assenza motivata con malattia.
Nell’interrogazione, tuttavia, non si specificava l’origine etnica del personale assente. Più precisione, invece, si riscontra nell’interpellanza n. 97, presentata il 22 febbraio dal solo Ciambetti che, urtato dalle assenze per malattia all’indomani delle ‹‹feste carnevalesche››, assicura che si trattava di docenti ‹‹residenti nel mezzogiorno ma con cattedra nel vicentino››.
La giunta, per ora, non ha risposto, anche perché in quei mesti si è discusso su chi avesse dovuto essere il candidato del centrodestra alle regionali di marzo. Scelta caduta, come è noto, sul legista Zaia, ora ministro delle politiche agricole.
Il problema è, obiettivamente, assai serio. Nella scuola italiana si registra un calo della professionalità del corpo docente, che difficilmente potrà essere sanato con i tagli voluti dal governo nel quale la Lega Nord pare essere, ormai, l’asso pigliatutto. Degrado che, chi lo vive e lo combatte, garantisce non potersi “regionalizzare”. Ma resta l’amaro in bocca per una vicenda così seria, affrontata in modo così affrettato e propagandistico: mentre gli altri paesi europei investono risorse economiche ingenti per attrarre intellettuali, scienziati, tecnici da tutto il mondo, l’Italia non solo non è capace di attrarre “cervelli” stranieri, ma non sa neppure trattenere i propri. E, ora, pare voler mettere a quelli che rimangono il bollino di provenienza, come per le banane, le caciotte e i salumi.
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Mariangela Mancuso scrive:
Ma di quali cervelli scrivete che l’Italia starebbe perdendo? Un conto sono i ricercatori universitari, un altro il personale docente della scuola. Al Nord i cervelli che non riescono a lavorare, e sono pure laureati e magari con origini del sud, nati cresciuti e formati nelle scuole del Nord, ci sono e tanti, ma si vedono scavalcati nelle graduatorie da quelli del Sud con punteggi più alti, ma più ignoranti di gran lunga! Ma state zitti e pensate alla Sicilia!
Mariangela Mancuso
Commentato il 10 marzo, 2010 alle 11:23
Anna Lisa Palazzo scrive:
Sono uno di quei “cervelli” che ha lasciato un po’ da parte la ricerca per trovarsi un lavoro un po’ più remunerato, e che quest’anno, per la prima volta, si è trovata ad insegnare al Nord Italia.
La mia esperienza è molto diversa da quella trattegiata nell’obiezione della signora, perchè è vero che ho scavalcato molti colleghi veneti e meridionali, ma è anche vero che la preparazione dei miei colleghi è di gran lunga inferiore non solo alla mia, ma anche a quella che normali standard d’insegnamento richiederebbero.
Ho colleghi, insegnanti di lettere, che non hanno mai studiato latino, e che concepiscono la lezione come LETTURA di concetti triti e ritriti dai libri di testo. Niente discussioni critiche, niente approfondimenti, niente lezioni di un certo calibro. Mi pare pertanto opportuno invitare la signora, che, peraltro, mi pare abbia poca familiarità con la corretta prassi delle strutture sintattiche e semantiche dell’italiano, a circostanziare le sue accuse, prima di sparare a zero sull’ignoranza degli insegnanti meridionali che vanno al nord per “rubare” il lavoro ai locali. A parte il fatto che molti di questi insegnanti sono, come me, ex ricercatori costretti a migrare, mi pare che sullo stesso territorio nazionale ci sia ancora piena libertà di movimento, a dispetto delle opinioni della signora…
Commentato il 10 marzo, 2010 alle 15:51
Mariangela Mancuso scrive:
Il modo di scrivere lambiccato e scolastico della signora non mi appartiene e comunque il mio italiano è corretto tanto quanto il suo. Evidentemente non ha colto il registro giornalistico(sono dottoressa in giurisprudenza e questo è un aggravante immagino). Ad ogni modo la questione è un’altra ed è quella dei punteggi più alti sempre e comunque per i cittadini del Sud. Questo è un dato di fatto generale. Se poi la signora è più colta, non fa media.
Cordiali saluti
Commentato il 10 marzo, 2010 alle 20:55
Mariangela Mancuso scrive:
Caspita ho dimenticato l’apostrofo per distrazione, chiedo scusa! Un’aggravante naturalmente…ma ci sono questioni più importanti della cultura personale. Grazie comunque se pubblicherete anche questa errata corrige.
Commentato il 10 marzo, 2010 alle 21:02
Federica scrive:
Se di scuola e cultura possono parlare perfino quelli della Lega… Povera Patria!
Commentato il 10 marzo, 2010 alle 21:37
Anna Lisa Palazzo scrive:
Cara Dottoressa in Giurisprudenza, mi perdoni, di certo non ho colto il suo palese registro giornalistico, tanto distante dalla mia lambiccata e scolastica (si riferisce forse allo stile di S. Tommaso?) sintassi…pazienza! Sarò anche colta, ma di scarsa intuizione…
Mi permetto comunque di farle notare che affermare che i punteggi per gli insegnanti siano “più alti sempre e comunque per i cittadini del Sud”, è davvero una colossale sciocchezza, perchè un anno di lavoro, al Sud o al Nord, è valutato alla stessa maniera su tutto il territorio nazionale. Eserciti, pertanto, la sua professione, e non entri nel merito di questioni tanto dolorose per altre categorie professionali, questioni su cui lei, evidentemente, non è ben informata.
Commentato il 10 marzo, 2010 alle 22:58
il moralizzatore scrive:
la colpa è dei nostri politici meridionali e del governo che prende i voti al sud e poi sistema il nord.
Cosa fanno i nostri rappresentanti in Parlamento? Nulla. Cosa hanno fatto in Regione Sicilia per evitare la fuga dei cervelli ? NUlla.
Beh, allora non lamentiamoci.
Io sto al Nord, lavoro lì, ho un associazione e vado d’accordo con La Lega .
E al Sud che si fa? Nulla o quasi.
Allora non lamentiamoci, ognuno è padrone a casa sua.
Commentato il 11 marzo, 2010 alle 11:46
Anna Lisa Palazzo scrive:
Caro Moralizzatore, invece io mi lamento, ed a ragione. Non sono io che ho votato questo sistema, io lo subisco, e così è per tanti altri bravi ragazzi. Se dunque a chi subisce il sistema e che da solo non può far nulla, è preclusa la possibilità persino di lamentarsi, se “ognuno è padrone in casa sua”, senza curarsi dei problemi del vicino di casa -problemi che fondamentalmente sono anche suoi- davvero ci sono ben poche speranze…ognuno pensa al suo orticello, in un egoismo che rende la società più arida e triste.
Commentato il 11 marzo, 2010 alle 15:53
Maurizio scrive:
La Signora Gelmini ha partorito un aborto di Riforma!!!
Ps: forse tra i cervelli d’Italia c’è per caso il figlio di Bossi??????? Ha ha ha poveraccio…
Commentato il 23 marzo, 2010 alle 20:20
Pier Paolo Pavarotti scrive:
Per favore prof.ssa Palazzo, il Nord è un ambito troppo poco qualificato per le sue competenze. Ci dispiace averla delusa e non vogliamo trattenerla. Se ne torni al sud, il suo popolo ha bisogno di lei. Non la meritiamo e non la vogliamo al Nord. Com’è arrivata se ne torni giù, abbiamo abbastanza insegnanti di lettere adatti per i nostri mediocri ragazzi. Non abbiamo bisogno di super star, ci basta una prof dei paesi nostri. Ho tre lauree e mezzo ed un dottorato in corso ma non scambierei mai e poi mai una solida ragazzotta padana come insegnante per i miei figli con la sua sintassi meridionalista. Poi una che si autoinserisce tra i cervelli a me starebbe sullo stomaco appena entra in classe. Buona Pasqua e buon ritorno a casa
Commentato il 30 marzo, 2010 alle 10:53
Anna Lisa Palazzo scrive:
Gentile signor Pavarotti, in che senso ha tre lauree e mezzo e un dottorato in corso? è forse iscritto in due università contemporaneamente? lo sa che non si può fare?
in quanto a me, mi creda, non vedo l’ora di tornarmene, io, il mio cervello e la mia sintassi meridionalista (cosa vorrà dire mai questa espressione?), solo che per la mia generazione al sud non c’è lavoro, di nessun genere. Per questo sono stata costretta, per quest’anno, ad accettare un lavoro in Padania. E mi pare che i miei colleghi e i miei alunni siano molto soddisfatti. In quanto alle sue opinioni, aderendo ai toni gentili che manifesta nei miei confronti, mi verrebbe da rispondere con una famosa espressione romana (“e ’sti cazzi”), ma capisco che tutto ciò che va da Roma in giù può offendere la sua sensibilità. Pertanto mi limito ad augurarle Buona Pasqua.
Commentato il 30 marzo, 2010 alle 12:11
Pier Paolo Pavarotti scrive:
1) Ecclesiastico e civile non sono incompatibili contemporaneamente benché si riconoscano ed abbiano tabelle di equipollenza.
2) Se uno è laureato in una materia (o due o più) può rinunciare agli studi di un’altra facoltà intrapresa, lasciando a metà gli esami, e vincere un posto in un dottorato corente con una delle lauree precedenti ottenute. Nulla di irregolare dunque per tre lauree e mezzo e dottorato in corso.
3) Non capire cosa significhi sintassi meridionalista nel 2010 è ulteriore e sufficiente motivo per sperare nel suo trasferimento in un posto più consono per lei, almeno sotto l’Appennino tosco-emiliano e la provincia di Pesaro-Urbino.
Buona Risurrezione soprattutto al sud
Commentato il 4 aprile, 2010 alle 18:13
Anna Lisa Palazzo scrive:
Scusi, potrebbe spiegare, nel dettaglio, in cosa è laureato e qual è il suo corso di dottorato? Non per farmi i fatti suoi, ma per capire alcune cose… In quanto al punto 3) ovviamente conosco benissimo il significato dei suffissi in -ismo. Piuttosto le chiedevo di circostanziare la sua espressione nei miei confronti, lei con i suoi pregiudizi settentrionalisti, ha invece ritenuto che le chiedessi il significato del suffisso…evidentemente il buon Dio non è stato generoso con lei in fatto di perspicacia…
a meno che lei non sia un fake..
Ancora una domanda: ma perchè commenta un quotidiano on line dall’inequivocabile indicazione geografica e cosa l’ha portata fino a tale bassezza? Piuttosto resti dov’è e non si mescoli a chi sta a sud dell’Appennino, che è il luogo dov’è nata la civiltà…
Commentato il 4 aprile, 2010 alle 22:39
Pier Paolo Pavarotti scrive:
Mi chiede nel dettaglio delle mie lauree, perché commento un giornale del sud…? E dice di non farsi i fatti miei! Ma con che ragionamento chiede cose personali in dettaglio online? Io non lo farei mai. Dobbiamo metterci a distribuire certificati legali online? Lei dice che è laureata, io le credo, mica le vengo a dare del fake (per me uno schifo di espressione benché tecnica) quando le dico che non mi avrebbe capito. Altro buon motivo per andarsene la sua evidente scorrettezza. Lei ha scritto cosa vorrà dire quest’espressione? Mica io. E adesso dice che mi avrebbe chiesto di circostanziare la mia espressione. No, prima ha chiesto cosa volesse dire, non ha chiesto di circostanziare. Usando la sua sintassi meridionalista è diverso, E poi, scusi, ma chi dice che lei non avrebbe capito il suffisso? Cosa c’entrano i pregiudizi settentrionalisti? Meridionalista si qualifica come aggettivo e così di interpreta facilmente. Conoscere il significato dei suffissi in -ismo è soltanto una parte della comprensione, comunque semplice, dell’aggettivo meridionalista. Anche questa sua replica per me rende chiarissimo il lato negativo della sua sintassi meridionalista e della sua “enciclopedia personale”. Se non lo capisce perché offende chiamando in causa Dio? Conosco l’ambito e si sbaglia per intenzione e dottrina, Per me le sue mail descrivono chiaramente un dramma, una visione del mondo, forse un tragico irredimibile destino che non possiamo sostenere nei modi attuali, di cui non vogliamo essere complici, che non ci appartiene in fatto di antropologia penultima. D’altronde se lo capisse, non userebbe la sintassi che usa. Le risulterebbe parimenti insopportabile. Scrivere un post in un giornale del sud significa ricordarvelo, avvisarvi, farvi sentire alla fine della corsa, inseguiti. Ed alla fine, magari, aiutarvi a risorgere. A casa vostra però, dov’è nata la civiltà prima di trasferirsi verso Nord per la vergogna. Lei prende lo stupendio al Nord ed io non potrei scrivere un post gratis qui? Vede, anche il discorso sulla nascita della civiltà al sud è tipico di chi è destinato alla sconfitta, ad un destino tragico che vorremmo evitare ai nostri figli polentoni. Ma che voi non state riuscendo ad evitare ai vostri. Anche i nativi americani possedevano le terre degli USA, anche i cananei abitavano le terre d’Israele. Volete far la fine degli indiani d’America o fare qualcosa per il mondo reale, voi compresi, ora?
Commentato il 5 aprile, 2010 alle 16:39
Anna Lisa Palazzo scrive:
…quindi lei, oltre ad essere un collezionista di lauree, si autoconfigura come una specie di Messia che scrive su un giornale del sud per aiutare i poveri meridionali a risorgere…lei o è pazzo o è -più probabilmente- un fake.
In ogni caso è davvero un gran simpaticone, perchè sta facendo ridere tutti…
Commentato il 5 aprile, 2010 alle 19:22
Pier Paolo Pavarotti scrive:
Ma secondo lei aiutarvi a risorgere è da interpretare come ruolo messianico? Dov’è scritto che sarei una specie di messia? Lei prende lo stipendio al Nord ma sarei un pazzo perché credo che il sud abbia bisogno di risorgere? Dimostri che non ha bisogno di noi e restuisca lo stipendio ad un’insegnante padana. Dopo mi potrà dare del pazzo o del fake.
E ricordi che le offese personali hanno profilo penale anche online. Le consiglio di andarci piano se non vuole lasciare lo stipendio in cause penali. Non sarebbe la prima persona a pagare il conto di un linguaggio offensivo online.
Smontato il dubbio sulla possibilità legale dei miei titoli, smontato il suo commento sui suffussi, reso evidente che nessuno ha sc ritto di messianismo, dal momento che risorgere è ampiamente polisemico ed il contesto non consente un’inferenza pertinente in tema di autoconfigurazione messianica, adesso usa termini oggettivamente offensivi e penalmente perseguibili come pazzo e scarsamente perspicace. Inoltre taccia di fake di nuovo. Colleziona espressioni passibili di denuncia mantre ci si limita a sperare in un cambiamento geopolitico complessivo ed a mostrare disaccordo senza entrare in termini penalmente perseguibili personali, oltretutto prendendo esclusivamente una parte e stravolgendola in senso personalistico. Ci auguriamo non sia anche uno stile didattico l’offesa e la manipolazione. Non è difficile, volendo, verificarlo entro i termini di legge
Commentato il 6 aprile, 2010 alle 11:05
Anna Lisa Palazzo scrive:
…questa è proprio bella…
è stato lei il primo ad offendere quando, invece di commentare l’articolo, si è messo a tirare in causa me e le mie parole…
è stato lei il primo ad usare un linguaggio poco appropriato nei miei confronti…io non ho fatto che adeguarmi ai suoi toni poco urbani e inadeguati ad un civile scambio di idee…
è lei, adesso, che minaccia per primo di denunciare me, quando io mi sono limitata a difendere me stessa dal suo linguaggio a sfondo razzista e dai suoi discorsi carichi di odio antimeridionale.
Commentato il 6 aprile, 2010 alle 16:48
Pier Paolo Pavarotti scrive:
Dove sarebbero le mie offese? Dire che una persone mi starebbe (condizionale) sullo stomaco non è un’offesa, dire che è pazzo, senza perspicacia (come lei ha prospettato in due e-mail consecutive, quindi con l’aggravante della continuità e della reiterazione di un’eventuale reato), invece è penalmente perseguibile o così mi sembra. C’è una bella differenza. Addirittura ho scritto chiaramente che la sua preparazione è eccessiva per noi, che è troppo qualificata (I mail) mentre lei ha subito messo in dubbio i miei titoli e chiesto dettagli del mio provatissimo curriculum studiuorum. E dove sono le minacce? Dov’è scritto che che nutro odio antimeridionale? Non riesco a leggere parole del genere nelle mie risposte. Invece le sue parole scritte sono perseguibili. Perché i miei toni sarebbero poco urbani? Io non ho urlato né ho scritto in maiuscolo, equivalente dell’urlo in Netiquette. Non ho rivolto offese penalmente perseguibili a livello personale, non c’è traccia di insulto nelle mie mail. Ho detto che mi auguro se ne vada, che non condivido la sua sintassi meridionalista e ciò che la produce e ne consegue (specificarlo non è obbligatorio), che preferisco un’insegnante padana, che mi starebbe sullo stomaco una che si considera un cervello in fuga,,,non ci sono offese penalmente perseguibili. Nelle sue parole invece si. Nessuno la minaccia, Non si può minacciare una persona di azione legale, in quanto l’azione legale è un procedimento intrinsecamente legale e non si può configurare evidentemente come minaccia. Adire alle vie legali non è un reato, è una delle azioni fondamentali nell’esercizio della giustizia democratica. E tantomeno lo è avvisare che probabilmente si è incappati in una condotta penalmente perseguibile. In questo ambito non esiste, per chi subisce come nel mio caso, da privato l’obbligatorietà della denuncia. Si tranquillizzi in merito a questo. Secondo me lei ha trattato molto male qualcuno in questo spazio senza commettere reati fin qui. Nessuno si augura voglia oltrepassare la linea. Credere di poter contribuire alla liberazione di Nord e sud e di poter essere, come ha scritto qualcuno prima di me, padroni a casa nostra non può definirsi un reato. Dare del pazzo alle persone e sostenere che abbiano poca perspicacia molto probabilmente si. Io ho preso dalle sue posizioni occasione per esprimere la mia disapprovazione verso ciò che per me sottintendono. Non le sono venuto a dire pazza o con poca perspicacia. Ho detto che lei non comprende la mia espressione dopo che lei stessa aveva manifestato dubbi di comprensione e richiesto un supplemento di spiegazione. E’ tutto scritto. Lo sfondo razzista non sussiste in quanto non si fa alcun cenno a superiorità/inferiorità razziale né a discriminazioni razziali. Io non ho il minimo potere di portare a lei qualche svantaggio razziale oggettivo ed immediato, Ed immagino tra l’altro lei appartenga al tipo europeo o mediterraneo, perciò di che discriminazione razziale va parlando? Non esiste classificazione razziale che esprima il tipo padano mi pare. Si è chiaramente parlato di destino, cultura semmai, addirittura escatologia mai di superiorità razziale. L’escatologia non può rientrare in ambito giuridico-penale, si tratta di teologia, difficilmente imputabile di responsabilità oggettiva secondo i nostri ordinamenti giuridici. Nemmeno è più insegnata nelle facoltà statali da qualche decennio! Ci sono persone che non vogliono altre persone per diversi ed ottimi (a nostro parere) motivi e questo è perfettamente legale. Anzi, il processo democratico elettorale sta dimostrando che non soltanto è legale ma è in forte espansione. Il popolo elegge rappresentanti che faranno leggi che il popolo rispetterà. Funziona così. E se per me sarebbe meglio pagare una ragazzotta padana agirò di consegeunza nei termini di legge. Mica le sono venuto a rubare lo stipendio o mica le ho causato qualche danno. Soltanto cerco di agire nei modi in mio possesso per operare questo cambio geopolitico e per dirottare risorse lontane da persone come lei. Sono anche soldi nostri e cerchiamo di spenderli come preferiamo nei termini di legge e nei termini che legge ci consente per modificare la medesima. Nessuna minaccia, non ne abbiamo bisogno e non è nel nostro stile anche se fossi in lei io andrei cauta. Bastano il tempo ed i voti. Finora la legge le consente una serie di cose (non di insultare oggettivamente però) che vedremo alla fine se le saranno ancora consentite.
PS: la mia prima mail era perfettamente pertinente e commentava prima di tutto la sua risposta alla Mancuso. Nessuno è obbligato a commentare direttamente un articolo. Quando si scrive è sottinteso che le proprie parole diventando pubbliche potranno esser fatte oggetto di critica (magari non di insulto penalmente perseguibile) e non si può pretendere che non vengano commentate. Ma se si parla di razzismo bisogna leggere riferimenti razzisti oggettivi, non basta la propria intuizione. Se si parla di autoconfigurazione messianica pure. Sennò poi le persone trovano in castagna chi sostiene cose senza riferimenti inequivocabili ed in ambiti come questi la certezza del reato o della altrui intenzione è d’obbligo, almeno obbligo intellettuale, vista anche la sua professione
Commentato il 6 aprile, 2010 alle 18:22
Antonio Giovanni Pesce scrive:
Signor Pavarotti,
non ho molto da dire sulla questione. Mi limito solo a dirle che sarebbe più opportuno Ella denunciasse anche me, anzi – SOLO ME, dal momento che non ho mai fatto mistero di reputare espressioni come <>, distinzioni etnico-geografiohe come padania ecc, nell’attuale stato unitario e secondo la vigente Costituzione, delle pure (e banali) FARNETICAZIONI: Queste sì passabili di denuncia penale.
Ora, signore: lei gioca molto sul fatto di non fare descriminazioni razziali, ma confondendo la discriminazione con la razza. E questo, da un titolato signore del suo calibro non è bene. Io, invece, ci vado giù alla femminina: SE E’ SUA INTENZIONE – COME PARE – DISTINGUERE GLI ITALIANI IN GENTE DEL NORD E GENTE DEL SUD , sappia che io non la reputo affatto un pazzo, ma UN CRIMINALE. Contro la Storia di questa Nazione e contro il diritto attuale.
Se vuole farneticare, lasci agli altri di fare alttrettanto sulle sue NON PROPRIO LEGALI considerazioni. Se vogliamo avere un giudizio terzo su chi dei due – Lei e me – è uscito fuori dal seminato della buona educazone, non ha che da citarmi in giudizio. Ma il mio, sulle sue SPICCE soluzioni – già tra l’altro sperimentate nel corso del secolo scorso – è quello che ho scritto prime: CRIMINALI.
Se vuole continuare, non ha che da denunciarmi al foro di catania. Sarò ben lieto, da cittadino ITALIANO qual sono, di darle soddisfazione nel l’unico luogo dove i galantuomini non dovrebbero risolvere mai le loro beghe “culturali”. Soprattutto quando sperano di risolvere le loro dispute con lo spauracchio delle lentezze giuridiche (che ancora stentano ad essere risolte anche al Nord).
Cordialità (se vuole, altrimenti buon proseguimento),
Antonio G. Pesce.
PS. Le rammento che le offese personali, come qualsiasi altra offesa, è sempre e comunque perseguibile. Ma non verso nick – presunti o tali – ma verso persone certamente esistenti. IO SONO PERSONA certamente esistente, qualificandomi come estensore dell’art. commentato, LEI, invece, CHI E’?
Insomma, spero che tra le sue lauree non ce ne sia una in giurisprudenza, e che la Santa Chiesa non le affidi l’interpretazione del diritto canonico: altrimenti, tanti problemi sarebbero chiari……
Commentato il 6 aprile, 2010 alle 21:36
Anna Lisa Palazzo scrive:
…adesso siamo in due a beccarci la querela…
Commentato il 6 aprile, 2010 alle 23:20
Pier Paolo Pavarotti scrive:
No, siete in due a non leggere attentamente quello che scrivo. Siccome anche io sono persona e non soltanto un nick allora state offendendo una persona perciò né in tema di diritto penale o canonico ci sono farneticazioni e la Santa Chiesa ha temere alcunché da me. Tra l’altro il dicastero giuridico ecclesiastico funziona benissimo e non c’è alcun motivo di chiamarlo in causa. I problemi per la Chiesa sono altri e proprio non riguardano l’interpretazione del diritto canonico, semmai il diritto ecclesiastico, ovvero il rapporto tra i due ordinamenti. In quanto alle definizioni di padania ecc…proprio non si vede come siano illegali. Si può definire un luogo, un immaginario, qualsiasi cosa come si preferisce non essendo questo un trattato di diritto amministrativo ma un post ad un articolo, basta non offendere e nel caso la definizione di Padania è sufficiente per evocare un luogo, un immaginario, una possibile comunità umana e culturale con diversità e somiglianze. Dove sarebbe la parte criminale? Nella costituzione (che si può anche cambiare, ci vuole pazienza) non si parla di bassa ferrarese o di molte altre denominazioni simili ma ci si capisce quando ci si parla. Ed ancora si dscute di spauracchio, minaccia, azione legale ancora dopo la mia ultima replica alla Palazzo. Leggete più serenamente quel che ho scritto. Ma se l’andazzo è quello di definire criminale chi la pensa diversamente allora…Inoltre non ho confuso discriminazioni razziali visto che proprio di razzismo ero stato tacciato. Vedremo col tempo se un girno sarà possibile un altro ordine geopolitico (cioè quello che ho scritto). E se sarà così o ci saranno secondo lei milioni di criminali o piuttosto un altro tipo di Italia. Se lo stile della conversazione è questo allora saranno sempre di più a desiderare un’altra forma di stato. Non so se sia più spiccia (e tra l’altro non mi sembra che la sperimentazione di cui parla lei sia paragonabile minimamente) ma per molti sarebbe migliore, non soltanto per il Nord, e non è riducibile al fatto personale. Anche tra diversi meridionali peraltro e già da qualche decennio. Come ho già scritto, non c’è bisogno di andare in tribunale, anche se offendere non è legale e non è corretto, né per un giornalista né per un’insegnante. Basta andare alle urne. Ricambio la cordialità
Commentato il 7 aprile, 2010 alle 07:13
Antonio G. Pesce scrive:
Illustrissimo signor Pavarotti,
non ho molto tempo da dediare alle inutili diatribe virtuali. Fino a prova contraria – ma da uno come lei con tanto di lauree non mi aspettavo un sì ridicolo errore – l’unico a non essere solo un nick con evidenza sono io. Infatti, mentre possono restare sconosciuti il signor Pavarotti e la signora Palazzo, il signor Pesce, dicendosi autore dell’art., e la redazione pubblicando la sua replica, e non avendosi avuta ancora smentita esterna alla discussione sull’identità dello stesso da parte del presunto titolare, è evidente che Antonio G. Pesce è un’identità anagrafica.
Se vuole essere preso un po’ più sul serio, abbia il garbo di non scrivere nel forum, ma di inviare una lettera al diretore, corredata di tutti i crismi del caso (tel, indirizzo, ecc). Vedrà che il tono sarà diverso, e non ci saranno alterchi tra nick (come tra lei e la signora Palazzo).
Da parte mia – e qui mi fermo definitivamente, anche perchè non è mai stata mia intenzione frequantare il forum – solo qualche precisazione:
a) un altro ordine geopolitico non è possibile, dal momento che lo stato unitario è sancito dalla costituzione – anzi, ne è un presupposto bell’e buono!;
b) invitare a farlo dicesi sedizione, punibile ai sensi del codice penale – realmente, non già come dare dell’imbecille a un nick su un forum;
c) tutto è possibile – si pensi all’Austria o ai Sudeti – ma non tutto ciò che è possibile è legale. nemmneo incitare a farlo.
Questo, perché siano chiare le proporzioni tra gli epiteti sulle strambe idee, espresse con un nick, e le sue indicazioni di un nuovo ordine geopolitico. Non basta indorare la pillola: I BRIGATISTI, ALTRIMENTI, SAREBBERO SOLO DEI MARXISTI UN TANTINO CONFUSI.
Infine, non penso che non sia possibile la secessione di una parte del territorio nazionale, ma il fatto che la vorrebbero anche dei meridionali non fa altro che accrescere il numero dei farneticanti: 1) non ha alcuna forza contro le opinioni di chi si pone quale cittadino italiano; 2) abbiamo assistito a intere folle adoranti un imbianchino e i suoi forni.
Una folla non fa una verità. E questo, da parte di chi ha tre lauree e mezzo (e forse l’album Panini completo), dovrebe essere compreso senza bisogno di farselo dire su un forum.
Qui finisce la nostra discussione. Per il resto, può scrivere alla redazione per avere i miei estremi per una eventuale denuncia a riguardo della sua onorabilità.
Il database è a disponizione della legge perché si mostri chi dei due ha superato il segno.
Ricambio pure io la sua cordialità.
Antonio G. Pesce.
Commentato il 7 aprile, 2010 alle 12:56
rita scrive:
Può un partito rappresentato da un leader che si è spacciato per laureato e poi per medico senza averne i titoli sentenziare sull’onestà di chicchessia? Può un ragazzetto pluribocciato rappresentare una delle regioni più produttive d’Italia e esprimere un parere sulla competenza di qualcuno? In Italia sì, son i Bossi, espressione genuina della potente mediocrità nazionale.
Commentato il 9 marzo, 2011 alle 09:51
Pier Paolo Pavarotti scrive:
Fra non molto gli Appennini, l’anagrafe e Sorella Morte risolveranno tanti problemi e tutte queste piccole schermaglie da blog. Senza il Nord l’ex Magnia Grecia non magna.
I vostri nipoti porteranno fiori ai nostri figli per ringraziare i nostri padri e ne siamo contenti. Ma adesso non c’è più tempo per spiegare cose che non avete capito da secoli, ci basta contringervi. Con ogni mezzo.
Il giudizio è vicino ed il vostro terrore è evidente e giustificato. Se qualcuno preferisce scomparire berciando sulla propria superiorità morale od intrellettuale non c’è problema. Scomparirà ugualmente, soltanto facendo un pò più di casino, come d’abitudine a certe latitudini.
Il tempo ed il federalismo non faranno prigionieri, se non i nipoti che saranno liberi e capaci di restarlo.
Padania libera subito! (ed il sud nel 2040)
Commentato il 9 marzo, 2011 alle 17:36
Pier Paolo Pavarotti scrive:
La cosa più inceredibile è che si posti ancora su questo articolo dopo un anno.
Io non so più cosa scrivere per divertirmi, ho provato anche il tono apocalittico. Però vale la pena di passare ad altro. Il tempo deciderà cosa sarà di questa italia che compie 150 anni. Chi vuole Bossi e chi no. Da decenni c’è la separazione consensuale, bisogna proprio arrivare alla giudiziaria? Il Nord si tiene la “trota” ed il sud moralità, cultura, ‘o mare ’sole, il traffico come temeva l’autista del film di Benigni e tutto quel che pensa di avere in più e in meglio. A volte sembra sia questa la dicotomia tra il regno borbonico e la Padania. Non ci credo ma amen, lasciamolo credere a chi insiste.
Qualcuno è convinto che la conformazione orografica e le conseguenze sociodemogafiche, il federalismo, l’età e la conseguente morte di tante persone che la pensano in un certo modo farà piazza pulita di tanti problemi. Qualcun’altro no. Però visti i risultati sinora forse non c’è altro modo milgiore che provare. Ognuno faccia per sé e poi si fa la conta a vedere quanti sono i pluribocciati e chi “ce l’ha più duro”.
Così non si va da nessuna parte per molti elettori. Il loro giudizio su queste cose si sta avvicinando ed irrobustendo e la legge prima o poi non concederà furbesche scappatoie alla volontà popolare. Se la Padania sia un’invenzione o meno è questione che possono risolvere da par loro i padani. Gli altri continueranno il dibattito ma ogni popolo ha diritto almeno ad autodefinirsi. E se la definizione è condivisa è destinata a fare strada prima o poi e ad incarnarsi con successo.
Se poi con certe espressioni qualcuno vorrà intendere per forza una minaccia di guerra o di carestia vere e proprie si agiti pure, di paranoici ce ne sono tanti e finché scrivono su un blog e basta non c’è problema. Io mi preoccuperei di non attirarmi certe sventure con un sistema al collasso ma se si preferise credere che la colpa è di altri prego. Cerco soltanto di far prevalere con ogni mezzo legale e democratico (in questo senso ogni mezzo, anche costrittivo a norma di legge) un’opinione diversa.
Un post è un post mica il Vangelo e nemmeno una dichiarazione notarile. Il genere letterario, se lo scritto non costituisce reato, è quello che è.
Ma su una cosa non viene voglia di scherzare e dubitare. Fra qualche decennio i nipotini che scriveranno ancora su Catania Politca porteranno fiori sulla tomba del Bossi. I loro genitori e nonni non l’avevano capito. I nipoti lo capiranno.
Sarà un gran bel giorno, soprattutto per il sud. Lo prospettava Miglio 18 anni or sono. Qualcuno continua a crederci.
Perché come ha detto Bossi, millantatore o quan’altro si creda di lui, la Lega è diversa: “La Lega ha la fede”.
Spero che una parte popolo della rete aggiorni in questo caso le sue letture e renda così anche giustizia alla fatica dei redattori di Catania Politica. Se poi vuole insistere sul tema allora faccia come vuole. Come si dice in parlamento,”ne ha facoltà”.
PS: se uno non vuole farsi rappresentare dal “trota” evita di mettere la croce sulla scheda. Chi è degno di rappresentare chi o cosa lo decide l’elettore non un post e preferibilmente nemmeno un magistrato od un intellettuale. O non va più bene così?
Commentato il 9 marzo, 2011 alle 18:49