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W SANT’AGATA: LE CANDELORE

Pubblicato il 19 - gennaio - 2010

W SANT’AGATA: LE CANDELORE

di Dario La Rosa- A partire dalla seconda metà di Gennaio le iniziamo a vedere nelle strade di Catania, in tutto il loro splendore e in tutta la loro maestosità, sono le candelore, o come le chiamano i catanesi “i cannalori”. Alte colonne di legno, rivestite con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi, scene del martirio di Sant’Agata, fiori, bandiere e stendardi, al cui interno sono collocati grossi ceri. Sono portate a spalla, da un numero di portatori che varia a seconda del peso del cereo, da 4 a 12.

 

Le candelore, sono nate per volontà del popolo di essere più vicino e presente possibile alla Santa ed alla sua festa. Le candelore rappresentano le associazioni agatine e varie associazioni di lavoratori. Tra di loro le candelore, sono contraddistinte, non solo dalla grandezza e dal peso, ma durante le sfilate, anche l’andatura, l’ondeggiamento (annacata) che gli viene dato e la marcia come sottofondo musicale, fanno riconoscere a quale corporazione o associazione appartiene. In tutto le candelore sono 11, anche se in passato ne esistevano molte altre, arrivando ad essere anche 28. Nei giorni che precedono la festa, è possibile ammirarle nella zona commerciale del centro storico della città, ai mercati della pescheria e della fiera di piazza Carlo Alberto, ma per vederle tutte insieme bisogna aspettare i giorni 3, 4 e 5 Febbraio.

 

L’ordine di sfilata è sempre lo stesso, ad aprire la processione è il cereo più piccolo, quello di Monsignor Ventimiglia, poi quello dei Rinoti, che rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena, seguito da quello dei fiorai. Terzo ad uscire quello dei pescivendoli, chiamato “la bersagliera”, poi è la volta dei fruttivendoli, che sfila con passo elegante, e per questo chiamato “la signorina”, seguito dai macellai, che precede la candelora dei pastai, l’unica a non avere scenografie, ma ad essere un vero e proprio candeliere artistico. In stile liberty, un vero gioiello d’arte la candelora dei pizzicagnoli, seguita da quella dei panettieri, la più pesante delle 11 candelore, per questo viene chiamata “la mamma”. A chiudere la processione la candelora del Circolo Cittadino Sant’Agata, voluta dal Card. Dusmet.

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