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POLITICA E MORALITA’

Pubblicato il 17 - dicembre - 2009

POLITICA E MORALITA’

di Daniela Monaco- La penultima settimana di dicembre si apre con un immagine davvero inattesa, il volto del Premier sanguinante dopo essere stato colpito da una statuetta (miniatura del duomo di Milano) per mano di un folle in cura da dieci anni presso il Policlinico milanese. Nell’arco di pochissimi minuti si scatena un vera e propria guerra sul web e sui social network, Facebook in testa a tutti, con gruppi virtuali che osannano Massimo Tartaglia (l’autore dell’insano gesto) attraverso frasi del genere: “Santo subito” o “Re dei re”, per i quali la magistratura ha aperto un indagine. Che i personaggi della nostra politica non siano particolarmente amati è una verità che non si può certamente nascondere, che l’impoverimento culturale e morale della politica è stato causato anche da diversi scandali legati alla vita privata (più che dall’operato pubblico), dei nostri rappresentanti parlamentari e sventolati dalla nostra stampa come trofeo al miglior scoop (vedi caso Marrazzo, trans in bellavista in ogni trasmissione), ormai non stupisce più, il “paese delle meraviglie” è ora sostituito dal “paese delle scelleratezze”! Eppure a fatica si reagisce, a fatica si vuole veramente cambiare.

 

Il politico ideale dovrebbe avere il senso dello Stato e delle istituzioni, dovrebbe essere coerente, dovrebbe lavorare per il bene comune, nel rispetto del mandato elettorale, ma soprattutto con onestà, “dovrebbe”. Il panorama attuale tutto offre meno che questo, i pochi uomini politici che lavorano “onestamente” prima o poi sono destinati ad essere isolati e comunque sono costretti ad arrangiarsi e sottomettersi a logiche di sopravvivenza, a meno che non ci pensi prima la stampa nel perseguitarli! Arrivismo ed attaccamento alla “poltrona” sono sempre esistiti, ma oggi sta diventando una forma di speculazione, libertà spesso coincide con mala informazione e diffamazione, e questo nell’opinione pubblica “sana” non fa che alimentare fuochi d’odio e polemiche che in certe circostanze sono davvero inopportune, figuriamoci cosa si può incentivare in una mente malata.

 

Nello specifico l’aggressione al Presidente del Consiglio è una seria minaccia alla politica italiana e alla libertà di poterla professare in un clima sereno, a prescindere dal colore di appartenenza. Ma c’è chi non ha perso occasione nel mettere in mostra le proprie opinioni e fra Di Pietro e la Bindi un “velo pietoso” sembra quasi d’obbligo, si parla di vittimismo a favore del PdL, una sorta di “ben gli stà”. Ma che vittimismo c’è in un uomo che colpito al volto vuole tornare a lavorare nonostante una prognosi che gli impone il riposo?

 

Dunque se nella stessa politica italiana personaggi come Di Pietro e la Bindi continuano a fomentare atteggiamenti polemici anche in casi gravi come questo, in cui c’è di mezzo l’attacco materiale all’uomo, prima che al politico, come si farà in futuro a costruire rapporti politici solidali ed omogenei per il bene del paese? “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! Dante Alighieri “Divina Commedia, Purgatorio Canto VI”.

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