CONTINUA LA NOSTRA INCHIESTA SUI PARCHI CATANESI: FENOGLIETTI E CALCUTTA
di Agatino Reitano- Il viaggio nel degrado del verde pubblico di Catania continua a mietere vittime. Due altri parchi a caso: Fenoglietti e Madre Teresa di Calcutta; due altri parchi da aggiungere alla lista nera; due tipici esempi di come viene amministrato e fruito il verde pubblico catanese. Il primo, ubicato nei pressi di Piazza Risorgimento, ha di che vergognarsi sul serio. Tanto per cominciare le telecamere di sorveglianza, anche qui inutili, puntano addirittura verso aree dove non c’è nulla da vandalizzare; il campo visivo di una di esse è addirittura nascosto da un albero. All’interno del parco, 4050mq di degrado, non manca nulla: rifiuti, un carrello della spesa abbandonato, telecamere divelte, cestini distrutti, lampioni distrutti, beverini distrutti, bambinopoli distrutte, bagni distrutti, cartelli che indicano la sorveglianza distrutti. Tipici “markers” di una città distrutta e nelle mani di nessuno. A cosa servono quelle telecamere? Hanno per caso scoraggiato i vandali che hanno distrutto il parco impunemente?
Medesimo stato anche nel secondo parco. Con i suoi 7216mq di superficie, anche questo spazio verde della città merita il bollino nero. L’elenco delle cose che non vanno è troppo elevato. All’occhio, assuefatto al degrado, di chi pensa che tutto sommato la presenza del parco sia una cosa positiva, tutto sembra normale, ma nella realtà se consideriamo la fine che hanno fatto gran parte dei soldi investiti in queste realizzazioni, c’è da riflettere. Il parco M.T. di Calcutta è in avanzato stato di degrado. Durante il nostro sopralluogo abbiamo riscontrato, come da copione: rifiuti d’ogni sorta, “porci” al seguito di cani defecanti, cespugli divelti, bagni sporchi e maleodoranti, attrezzature sportive divelte, cestini dei rifiuti mancanti, lampioni rotti in pieno campo visivo delle telecamere di sorveglianza.

Un po’ meglio, anche se con evidenti danni operati dai “soliti ignoti”, lo stato del Parco Gioieni. Apparentemente tutto in ordine: le aiuole curate, i sentieri puliti, gli alberi ben curati; ci è sembrato quasi di non essere nella stessa città che, altrove, sembra il famigerato bronx. Insomma il Parco Gioieni, con i suoi 86411 mq, sembra godere di buona salute, almeno per quel che riguarda il verde. Poi girandolo in lungo ed in largo però, ci si rende conto degli inevitabili ed innumerevoli angoli “oscuri” frequentati probabilmente da tossici, a giudicare dal tipo di rifiuti. Anche qui le telecamere di sorveglianza cosa riprendono? Proprio di fronte ad esse le bocce vitree distrutte dei lampioni sono in bella mostra. Anche al Parco Gioieni il transito dei ciclomotori sembra paradossalmente consentito, alla faccia di chi lo percorre a piedi esponendosi persino al rischio di essere travolto.
La nostra indagine, allo stato attuale, ha preso in rassegna sei dei dodici parchi urbani catanesi; il 50%. Il nostro bilancio, ovviamente, non è positivo. Restano altri 5 parchi da visitare, visto che uno è attualmente chiuso per restauro. Quale sarà il bilancio finale? Cosa c’è da aspettarsi da una città che ha dimostrato più volte uno scarsissimo senso del rispetto per l’ambiente?
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11 domande sul parco “S.Teresa di Calcutta” scrive:
[...] indagine sullo stato dei parchi catanesi è stata condotta un paio di anni fa da Agatino Reitano su CataniaPolitica, mentre un articolo di Sudpress si è occupato di alcuni parchi cittadini appena due mesi fa. [...]
Commentato il 24 agosto, 2011 alle 08:04