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Natura violentata sull’Etna

Pubblicato il 14 - marzo - 2011

Natura violentata sull’Etna

di Agatino Reitano- Ancora una volta ci occupiamo della natura del nostro amato vulcano; una natura che sta cedendo al passo dell’uomo, come non mai. In realtà sull’Etna ci sono due tipi di natura: quella che consente agli operatori e ai gitanti della domenica di passare felici giornate all’insegna, rispettivamente, dei guadagni e dei divertimenti, e quella che invece soffre dell’impatto dei secondi.

La prima, quella fatta da distese bianche di neve decorate da buste di plastica e rifiuti d’ogni tipo, in realtà nulla ha a che spartire con l’identità di un vulcano. Parliamoci chiaro, la neve può trovarsi dappertutto, su un qualunque pezzo di montagna; nulla importa se quel pezzo di montagna è un Parco Regionale. La seconda forma di natura è invece quella che caratterizza il vulcano; quella che viene apprezzata, fondamentalmente, da chi lo ama, da chi lo rispetta e da chi ha voglia di conoscerne l’essenza. Peccato che quest’ultima sembra, talvolta, incompatibile con lo “sviluppo” turistico delle nostre zone. Incompatibile perché non è regolamentata.

Ne parliamo da mesi: in Sicilia mancano delle leggi che riconoscano la figura di specialisti in grado di far fruire le aree naturali nel massimo rispetto, quindi in un modo compatibile con i delicati equilibri della natura; in Sicilia mancano delle leggi a tutela di determinati ambienti, e se ci sono, talvolta, sono anche sbagliate. Sull’Etna succede di tutto, ne abbiamo parlato in diverse occasioni. Ora però si sta andando oltre. In una nota cavità vulcanica del territorio di Zafferana Etnea, ogni giorno dozzine (talvolta anche diverse dozzine) di turisti, ignari delle qualità professionali delle “esperte guide”, transitano all’interno di essa. In questo periodo, quello invernale, s’imbattono in pipistrelli dormienti, appesi a testa in giù. Se la visita avvenisse nel massimo rispetto, l’impatto sarebbe minimo. Questo però non è possibile, perché la tentazione di vederlo meglio, magari con un faro luminoso (nello stile del faro Biscari) è elevata. Tutti lì a puntarlo con le proprie luci, e di fatto a riscaldarlo, perché la luce produce calore. Poveretto, magari con quel freddo (sotto i 10° C) avrà bisogno di un po’ di calore…

E qui sopraggiunge il crimine: il malcapitato pipistrello al di sopra della soglia dei 10 gradi centigradi esce dal letargo e non gli resta che morire. Ecco il motivo per cui nei giorni scorsi all’interno della grotta Cassone erano presenti ben 5 pipistrelli schiattati sul suolo lavico. Sarà stata una coincidenza? Purtroppo sembra di no, perché all’interno della stessa erano presenti altri esemplari, vivi e vegeti laddove non è possibile arrivare. In pratica le cinque carogne si trovavano laddove il tetto della cavità è ad altezza d’uomo, pertanto dov’è facile avvicinarsi. Insomma c’è una natura che sta risentendo pesantemente i colpi dell’uomo, e soprattutto c’è una politica che se ne sta fregando da troppo tempo di porre dei rimedi efficaci per la salvaguardia dei nostri territori e di rilanciare il turismo sull’Etna, in modo serio!

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3 Commenti

  1. Chiara D'Amico scrive:

    Esiste un ente parco? sull’Etna si trovano solo spazzatura e scempio… poveri animali :(

    Commentato il 14 marzo, 2011 alle 11:02

  2. Salvatore Di Marco scrive:

    Ancora una volta …… ci occupiamo della nostra Amata “Muntagna” come se fosse proprietà privata. Non lo e, l’ Etna e come tutti gli altri parchi D’Italia dove esistono stazione turistiche nel rispetto della natura. Qui invece viene tratta da sempre come se fosse una proprietà privata. Sono i gitanti e i turisti che devono avere disciplina e rispetto per i luoghi dove vanno a visitare la nostra Etna ( e qui dì gente che a rispetto della Natura sono pochissime basta vedere i paesi a torno all’Etna Ci sono discariche a cielo aperto su tutte le strade questa e inciviltà! dove sono le figure Specialiste che controllano il territorio ? ), non ce bisogno di altre figure specialiste o altre leggi non servono a niente. Ci sono già le Figure Specialiste,c’è Il Corpo Forestale, le guardie del Parco, ne facciamo altre simili !!!!

    Commentato il 14 marzo, 2011 alle 11:45

  3. antonino paladino scrive:

    Cari conterranei e non , quanti di noi sono disposti ad interaggire in modo reale con le
    istituzioni preposte al controllo ambientale ?
    Questa e’ a mio umile avviso la domanda che dovremmo porci ! senza esternare pareri e giudizi !
    Creando cosi una simbiosi tra natura – cultura – senso civico ; un’equazione indispensabbile affinche’ la tutela sia all’apice delle nostre coscienze.

    cordiali saluti

    RACA.

    Commentato il 14 marzo, 2011 alle 13:42

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