Università più povera e dirigenti più ricchi
di Fulvio Mammana- Da diversi mesi non sentiamo che parlare di crisi, tagli agli atenei ed alle scuole, ricerca senza fondi e tanti altri problemi di natura economica. Quando gli studenti chiedono delle risposte, gli viene sempre detto che non si trovano le risorse economiche necessarie e che bisogna fare dei sacrifici. Tuttavia sembra che questi sacrifici di cui parlavamo non riguardino tutte le categorie.
Angelo Alù, presidente dell’associazione studentesca Logos, testimonia come “ sia stata presa visione delle tabelle retributive dei dirigenti pubblicate sul sito web istituzionale dell’Università e attraverso un’analisi comparativa riguardante il trattamento retributivo dei dirigenti di altre università italiane evidenziamo l’esistenza discutibile di maxi stipendi in favore del personale dirigente. Senza entrare nel merito dei provvedimenti legittimanti l’erogazione di così elevate retribuzioni, tenuto conto delle recente Riforma Brunetta attuata con D.Lgs 150/2009 che introduce rigorosi parametri di riduzione dei costi e concreti vincoli di contenimento della spesa pubblica di concerto con la Riforma Gelmini attuata con Legge 240/2010 ed ulteriori provvedimenti integrativi, Prospettiamo quindi l’evidente inopportunità e discutibilità di trattamenti retributivi così elevati nel contesto dell’attuale clima da “austerity”.
In un momento storico in cui gli effetti della crisi economico-finanziaria hanno condizionato negativamente l’utilizzazione delle risorse disponibili per il potenziamento dei servizi per gli studenti, aggravato da un costante e reiterato aumento delle tasse universitarie, appare inopportuno l’aumento di stipendio di molte figure dirigenziali dell’ateneo.
Logos fornisce pure i dati sottolineando come “ si registra una retribuzione annua totale lorda non inferiore a 102.000 euro con picchi di 180.000/190.000 euro e con una media pari a 110.000 euro annui previsti per il personale dirigente dell’Università catanese. Sulla base di semplici calcoli, dunque, il costo annuo per il pagamento delle retribuzioni dei dirigenti a tempo indeterminato pari al numero di nove in pianta organica è superiore ad un milione di euro ( 1.093.135,00 euro) cui si aggiunge il costo annuo riguardante le retribuzioni dei dirigenti a tempo determinato in numero di otto pari a 862.406,57 euro per un totale di quasi due milioni di euro l’anno ( 1.955.541,60 euro) destinati esclusivamente al pagamento degli stipendi di soli 17 dirigenti nell’anno 2010, registrandosi un lieve aumento rispetto al precedente anno 2009 i cui costi erano pari a 1.972.065,50 euro ( 1.077.511,00 euro per il personale dirigente di ruolo, 894.554,45 euro per il personale a tempo indeterminato ) ed un ancor più evidente aumento rispetto all’anno 2008 la cui spesa per il personale dirigente era pari a 1.510.000,80 euro ( 816.062,08 euro per i dirigenti a tempo indeterminato, 693.938.03 euro per i dirigenti a tempo indeterminato)”.
Ancora una volta ci troviamo nell’ennesima situazione dove a “farne le spese”, letteralmente parlando, sono le categorie più esposte mentre le caste dei potenti rimangono intoccabili da crisi, tagli e perdita del posto. Per la serie la legge è uguale per tutti ma alcuni sono più uguali di altri.
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