Catania insicura e disoccupata
di Giovanni Grillo- Non siamo a livelli da coprifuoco ma di certo non è consigliabile per famiglie e adolescenti scegliere Via Etnea per il “passio” del sabato pomeriggio. Il corso principale di Catania continua a essere zona esclusiva per bande di giovinastri che aggrediscono, svillaneggiano, derubano chiunque gli capiti a tiro. Coetanei e adulti compresi. Ci vorrebbe l’esercito. Ma il problema è che l’esercito c’è davvero, inviato alle falde dell’Etna dal tutore politico del Sindaco&Senatore Stancanelli, il Ministro La Russa, finora con scarsissimi risultati. I militi passeggiano, perlustrano, dissuadono anche con la loro presenza, ma appena voltano l’angolo tutto torna come prima, peggio di prima.
Ma Catania non è solo Via Etnea, anzi non lo è neanche in piccolissima parte, la città vera è quella che gli ruota attorno spingendosi verso le periferie. E là che la situazione è da coprifuoco. Scippi, rapine, aggressioni, violenza, un’illegalità diffusa e montante, una piena che esonda. E si spara. Da Piazza Dante ai Cappuccini. Mafia o mafiosità che sia. E non potrebbe essere altrimenti, non ci possiamo stupire, se non c’è ordine nella via simbolo di Catania. Via Etnea è solo la cartina di tornasole della situazione generale. La città non è sicura. E non lo è da tanto. Solo degli inguaribili ottimisti, o illusi, o spacciatori di frottole, potevano pensare che fossero un pugno di soldati a cambiare le cose. Gente abituata a curare il cancro con l’aspirina.
Catania da anni sopravive con forze dell’ordine inadeguate, per numero di uomini e mezzi, senza Polizia Municipale, il cui numero d’agenti è così esiguo da far divenire una necessità prioritaria il concorso per nuove assunzioni, ma invece si preferisce lo spot delle macchine nuove che, al prossimo scaglione di pensionamenti nel Corpo, resteranno giocoforza senza nessuno che le guidi.
Ma c’è altro e peggio. Catania è insicura non solo perché manca il pugno di ferro delle forze dell’ordine, lo è anche perché manca la carezza rassicurante del lavoro. Troppa disoccupazione spinge al crimine per sostentarsi. Soprattutto i giovani il cui tasso di disoccupazione, e disperazione, è altissimo. Ma a Catania del problema lavoro quasi non ne parla nessuno. Sì, i sindacati lanciano ripetutamente i loro allarmi, spesso lo denuncia la Camera di Commercio, ma la politica dorme. Anzi peggio, se ne fotte con l’arroganza e il disprezzo di gettare in faccia un “questa è casa mia” a dei lavoratori disperati.
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Anna Lisa Palazzo scrive:
bellissimo articolo…
Commentato il 10 settembre, 2010 alle 10:54
Giusi Giunta scrive:
complimenti per il pezzo, riflette pienamente la grave situazione di degrado socio-economico (e morale) in cui versa quella che un tempo fu “la Milano del Sud”!
Commentato il 10 settembre, 2010 alle 12:43
ALE scrive:
Nulla di nuovo sotto al sole da circa 4 anni .
Commentato il 10 settembre, 2010 alle 13:17
salvatore scrive:
Un articolo che denuncia quello che è sotto gli occhi di tutti tranne di chi dovrebbe curarsene. E le cause non sono solamente mancanza di controllo delle forze dell’ordine e fame di lavoro, sono anche anni e anni di inviti impliciti ed espliciti a infischiarsene di norme e regole fossero anche di sola buone educazione, senso civico e solidarietà. Un declino morale che è anche declino sociale, etico ed infine economico! Mi chiedo dove stanno i politici, ma anche dove stanno i catanesi amanti della propria città???? E’ da loro che deve partire la spinta anche alla politica per un riscatto della nostra amatissima (e per me lontana purtroppo) città!
Commentato il 10 settembre, 2010 alle 18:17