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Ma Stancanelli ha torto marcio

Pubblicato il 3 - settembre - 2010

Ma Stancanelli ha torto marcio

di Giovanni Grillo- A Catania c’è una maledetta fame di lavoro, e quando un uomo non sa dove sbattere la testa per portare il pane a casa, e si sente preso in giro e offeso in questo suo dramma, può facilmente, e forse fin’anche comprensibilmente, diventare pericoloso. Senza giri di parole. Gli ex lavoratori della Cesame hanno sbagliato ad avvicinare in maniera brusca il Sindaco & Senatore Raffaele Stancanelli, ma il nostro Primo Cittadino ha sbagliato il doppio. La durezza e arroganza che ha dimostrato nel trattare questa vicenda non sono giustificabili.

Cinque anni fa, nel non tanto lontano 2005, quando a Palazzo degli Elefanti vi era il medico napoletano Scapagnini e la sedia oggi di Castiglione era riscaldata da Raffaele Lombardo, il Comune e la Provincia di Catania, davanti al Prefetto Cancellieri, sottoscrissero un protocollo d’intesa sulle sorti dei lavoratori Cesame. Fecero un patto, un giuramento d’onore, meglio firmarono un contratto, dove al punto 7 era scritto: “Comune e Provincia s’impegnano ad assorbire presso aziende partecipate e/o controllate dalle medesime gli esuberi provenienti dalla Cesame per un numero di 103 persone”.

Non si scappa. Il Comune di Catania doveva assumere i lavoratori, ma non l’ha mai fatto. Stancanelli lo sa, e si giustifica affermando che non ha un centesimo bucato e non può dare lavoro a nessuno. Vero. Ma Raffaele Stancanelli è il Sindaco di Catania e un Senatore della Repubblica, è un uomo che rappresenta lo Stato, e lo Stato non può dire a dei cittadini disoccupati cui aveva promesso, anzi messo nero su bianco, che li avrebbe assunti che non se ne fa più nulla. Non può farlo, deve spendersi, anche al Senato, per questi lavoratori, deve battersi e quando parla con loro trattarli con la dignità che meritano. Non può, dopo averli presi in giro 5 anni fa, non lui personalmente, è chiaro, ma il Sindaco di Catania che ora purtroppo è lui, prenderli nuovamente per i fondelli affermando che i lavorati lui non li vuole incontrare, sibilando che “io non parlo con chi occupa illegalmente casa mia”. Avendo però il giorno prima promesso di partecipare al vertice in Prefettura.

Il Sindaco di Catania non può dire questo, non deve dire questo, a dei lavoratori disperati, a ottanta famiglie catanesi alla fame. Non può non mantenere le promesse. Non è così che si deve comportare il Primo cittadino di Catania. Stancanelli si ricordi che Palazzo degli Elefanti non è casa sua, è casa nostra, dei catanesi, tutti i catanesi, anche di quelli che non hanno un posto di lavoro. Soprattutto di loro. Saremmo degli illusi ma crediamo che Palazzo degli Elefanti debba essere il luogo di chi ha a cuore le sorti della città e dei suoi abitanti, non un bastione del potere che arrogantemente disprezza Catania e i problemi dei catanesi.

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1 Commento

  1. Anastasio Mannino scrive:

    L’ho sentito parlare a DNews. Dire quello che ho pensato non posso, perchè poi mi censurate. Diciamo che almeno Sciampagnini aveva l’aria bonaria.

    Commentato il 3 settembre, 2010 alle 21:13

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