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Catania risponde i Big no

Pubblicato il 2 - luglio - 2010

Catania risponde i Big no

di Fernando M. Adonia- Piazza Dante cuore di Catania. Quella “civile” s’intende. La sua coscienza. E non solo perché lì sarebbe ubicata una delle istituzioni della Catania pensante, l’ex Monastero dei Benedettini, oggi facoltà di Lettere e Filosofia. I numeri della manifestazione di protesta di ieri dicono che c’è una Catania che non vuole incancrenirsi e tonare al Regime di terrore e violenza degli anni ‘80. Come tragicamente sappiamo, propria in quella piazza ieri è stata raggiunta da un proiettile vagante una studentessa appena uscita da un esame. Gravi le sue condizione. Tanta la rabbia.

Giusto scendere in piazza. Certo, diciamolo pure: non è il primo episodio simile in città. Una “certa” Catania ben pensante si è mobilitata perché ha capito che qui nessuno può stare più tranquillo. Che gli orrori mafiosi non sono un’esclusiva dei quartieri periferici o di quelle classi sociali ad alta dispersione scolastica. Era forse necessario che questa città fossa violata nei suoi sacrari. L’importante è che si sia fatta trovare pronta. Sperando che questo sia solo l’inizio di una scossa morale e civile che deve pervadere tutto il territorio, partendo proprio da chi fa opinione. Peccato che questo non sia stato recepito da chi di dovere.

Il Grande assente di ieri era il Sindaco. La città in primis aspetta risposte da chi è stato democraticamente scelto per guidarla, da chi è istituzionalmente chiamato a farla uscire dal guado attuale. Forse Stancanelli avrà pensato che quella piazza fosse troppo di sinistra? Male. É vero, i promotori e molte delle associazioni presenti lo erano sicuramente, senza nascondersi. Non si può fare una colpa se la sinistra – anche se in maniera avvolte un po’ snob – su certe tematiche è più vigile e pronta a mobilitarsi. Ma in piazza c’era anche la Giovane Italia di Giacomo Bellavia,  i ragazzi del Cervantes, il centro sociale “di destra”, e tanti giovani cattolici alieni ai partiti. Diciamo che c’era quella Catania che nel suo piccolo dice quotidianamente no alla mafia.

Il sindaco avrebbe dovuto presenziare, qualcuno dei suoi collaboratori avrebbe dovuto consigliarlo a dovere. Sarebbe stata gradita anche la presenza del Questore a rincuorare gli animi. La platea avrebbe sicuramente compreso le ragioni delle forze dell’ordine, costrette a operare a budget ridotto. Ci si sarebbe aspettati anche una presenze dei “big” per eccellenza della politica catanese, Lombardo e Firrarello, oppure dei loro giovani. Ma così non è stato. Il problema è che la politica “che conta” è disattenta e pigra su certe tematiche. Lo sappiamo da sempre. Certo è che Catania ha bisogno di unità, come diceva ieri Laura Iraci dal megafono. Certe assenze, certi distinguo, vanno riposti nel cassetto. Fatto sta’ che c’è una Catania, più numerosa e attenta di quanto ci si aspettava, che chiede risposte. Questa classe dirigenziale è in grado di farlo? Risponderanno i fatti e non i comunicati stampa.

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1 Commento

  1. Carmelo scrive:

    Il sindaco era impegnato ad inaugurare una mostra di pittura con rinfresco annesso, non poteva certo perdere tempo per manifestare insieme ai cittadini contro la violenza che ormai dilaga incontrollata in questa città.

    Commentato il 2 luglio, 2010 alle 12:27

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