6
febbraio , 2012
lunedì

CataniaPolitica – Il quotidiano online di Catania


Disabili mentali e lavoro: da Catania il buon esempio

Ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, possiede il titolo di scuola media superiore o di laurea ed è dotato di competenze specifiche da impiegare nel settore terziario, turistico/alberghiero, edile, delle telecomunicazioni e della grande distribuzione. Questo il profilo del disabile psichico che, attraverso il programma di “collocamento mirato” nato dalla sinergia tra Asp Catania e Ufficio provinciale del Lavoro (Uplmo), oggi riesce ad inserirsi nel mondo del lavoro, contribuendo – come ogni altro lavoratore – allo sviluppo della propria città. Sono 111 i disabili mentali che dal 2002 ad oggi sono stati avviati al lavoro nella provincia etnea: 84 a tempo indeterminato, 20 con tirocini formativi, 7 attraverso corsi di formazione professionale. Un quadro più che incoraggiante, esposto stamattina – 25 giugno – al Palazzo Esa nel corso del seminario interprovinciale “L’inserimento socio-lavorativo dei disabili psichici e mentali nel territorio della Regione Siciliana”: oltre a far meritare a Catania una posizione di tutto rispetto su scala nazionale, questi dati lasciano ben sperare anche nei confronti delle altre province siciliane, pronte a seguire un tale esempio di buone prassi.

«Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro lungo e attento – ha affermato il direttore generale Asp Catania Giuseppe Calaciura – che da anni offre un supporto concreto alle categorie più svantaggiate, abbattendo le barriere e i pregiudizi che limitano fortemente la loro vita. Il nostro è un modello avviato e funzionante, che di certo potrà essere di riferimento per la Sicilia e per le altre realtà del Paese». Una prima conferma è arrivata infatti dalla partecipazione dei referenti delle Asp e degli Uffici provinciali di Messina (rispettivamente Biagio Gennaro e Franco De Francesco), di Ragusa (Francesco Sanfilippo e Fausto Piazza) e di Enna (Pasqualino Ancona e Angela Ferrante), nonché dal plauso del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, che ha affermato: «È un dovere delle Istituzioni supportare chi è a rischio di esclusione sociale, il modo più giusto è quello di dialogare e fare sistema, mettendo in campo le proprie competenze, come dimostra la collaborazione tra l’Asp di Catania e l’Ufficio provinciale del lavoro».

Una collaborazione siglata nel 2002 e rinnovata nel 2005, basata sul lavoro sinergico tra gli specialisti (psichiatri, psicologi, assistenti sociali) del Nucleo interventi di rete, guidato da Roberto Ortoleva, e gli operatori dell’Uplmo di Catania, diretto da Domenico Palermo: «In riferimento alla legge 68/99 sul collocamento mirato, abbiamo attivato forme di consulenza e di tutorato, con il supporto di efficaci procedure che velocizzino i tempi d’assunzione, proprio perché l’inserimento non adeguatamente mirato può essere motivo di disorientamento per il disabile. I risultati sono soddisfacenti e ci incoraggiano a proseguire su questa strada».

«Su 25mila soggetti affetti da disabilità psichica – ha spiegato il dott. Ortoleva – 6mila, circa il 25%, sono indirizzati al pensionamento o all’invalidità sociale, per mancanza di requisiti: è un esercito di utenti in età lavorativa che se formato adeguatamente può acquisire le capacità per essere riabilitato e orientato alla cosiddetta guarigione sociale».

La Commissione per l’inserimento dei soggetti disabili mentali dell’Asp Catania, infatti, in seguito alla richiesta – nominale o numerica – da parte della ditta assuntrice all’Uplmo, avvia un processo individualizzato per predisporre tutte le azioni idonee al raggiungimento, da parte del disabile psichico, delle abilità indicate dal profilo professionale, stabilendo tempi e modalità di monitoraggio e valutazione complessiva con un follow up finale. Numerosi gli interventi, moderati da Carmelo Coco (Task force lavoro Comune di Catania), tra cui quello di Mario Conclave di Italia Lavoro Roma.

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